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Guida utile alla scelta dei pavimenti per esterni
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Guida utile alla scelta dei pavimenti per esterni

Gli spazi esterni della casa sono il luogo in cui ci si riunisce per crogiolarsi all’aria aperta godendo della compagnia e del panorama a disposizione. Per questo motivo sia i pavimenti per esterni che tutti gli arredi correlati vanno scelti con attenzione.

Quali sono gli aspetti principali da tener in considerazione nella scelta di un pavimento per esterni?

Come scegliere i pavimenti per esterni più adatti alla tua casa? Ecco una raccolta di consigli utili che ti aiuteranno nella scelta.

Scegli il pavimento per esterni in base alle condizioni climatiche della tua zona

Un aspetto da tenere in considerazione sono le condizioni climatiche. Quest’ultime influenzano notevolmente la scelta dei pavimenti per esterni. Se vivi in un luogo con inverni freddi e temperature basse, devi acquistare un materiale resistente al gelo e agli sbalzi di temperatura.
L’umidità ma anche la pioggia in caso di basse temperature possono ghiacciare creando dei film superficiali scivolosi che compromettono l’usabilità del pavimento. Se la pavimentazione è piuttosto porosa, l’acqua penetra e ghiaccia. Il pavimento diventa così scivoloso superficialmente, ma può addirittura spaccarsi a causa dell’acqua penetrata.
Uno dei pavimenti più indicati in queste condizioni climatiche è il grès porcellanato, il quale se installato tramite il montaggio antigelo e l’utilizzo di giunti di dilatazione, permette il deflusso delle acque meteoriche e dell’eventuale neve sciolta, impedendo il ristagno dell’acqua.

Scegli la pavimentazione esterna in base alla destinazione d’uso

La destinazione d’uso è un aspetto da valutare al momento della scelta della pavimentazione per esterni. Si tratta di un giardino, un vialetto esterno, una terrazza o una zona adiacente la piscina? In base a ciò potrai scegliere il materiale più idoneo.
Se il pavimento serve a realizzare un vialetto in un giardino, deve possedere caratteristiche di resistenza alle muffe e ai batteri che provocano la marcescenza, ma anche di resistenza all’umidità. Il decking al quarzo e marmo, il duro composito o il grès porcellanato andranno benissimo per questo utilizzo.
Se il pavimento serve a rivestire balconi e terrazze, deve avere caratteristiche di resistenza e antiscivolamento superiori ai pavimenti degli interni, come il deck composito o il grès porcellanato.
Per i bordi piscina si deve scegliere un materiale che sia soprattutto antiscivolo ed impermeabile come il decking al quarzo e marmo, il legno composito ed il grès porcellanato.La scelta dei pavimenti per esterni deve rispondere ai canoni della sicurezza, della resistenza agli agenti esterni, dell’igiene e della semplicità nella posa in opera, senza dimenticare l’aspetto estetico.

Scegli i materiali giusti per i pavimenti esterni

Prima di procedere con la scelta definitiva dei pavimenti per esterni dovresti considerare i materiali valutandone pregi e difetti. A seguire troverai una lista dei materiali più utilizzati per la pavimentazione esterna.

Decking in legno

Accogliente e caldo, è anche considerato un materiale versatile perché si adatta allo stile rustico, al moderno, al tradizionale, sposandosi perfettamente nei patii delle case al mare. I pavimenti di legno possono essere levigati e rifiniti più volte nel corso della loro vita, quindi puoi considerarli un investimento vero e proprio. In estate rimangono freschi, non si surriscaldano per effetto dell’irraggiamento solare. Il legno poi, essendo un materiale nobile e naturale, si sposa benissimo con il verde del giardino.
I decking in legno hanno, però, l’inconveniente di essere estremamente costosi perché devono essere realizzati in legno stabile come Teak o Ipe che non sono certo a buon mercato. D’altronde, vi è la necessità di ricoprire superfici esterne, quindi il materiale utilizzato deve essere nobile, resistente e longevo.
Inoltre bisogna fare molta attenzione all’installazione, la quale deve essere preferibilmente fatta senza chiodi né viti perché salterebbero dopo poco tempo. Anche dopo il montaggio il legno continua a muoversi, per cui nel tempo questo pavimento richiede manutenzione continua sia a causa dei movimenti delle doghe, sia a causa dell’ossidazione naturale che rende opportuni idonei trattamenti.
Il legno, se non opportunamente trattato ogni anno, assume una colorazione grigia, per cui è necessario utilizzare oli impregnanti al fine di proteggerlo in profondità dai raggi UVA. Un altro svantaggio di questo pavimento è il rischio di scheggiasi. Non sempre è calpestabile a piedi nudi, è attaccabile da tarli ed insetti e non è ignifugo.

Legno composito

Si tratta di un materiale elegante e richiede minore manutenzione. Può essere considerato la versione artificiale del legno.
Il decking composito presenta alcuni vantaggi rispetto al legno naturale. Anche se ha un costo elevato, tende a durare più a lungo e richiede meno manutenzione. I materiali compositi ed artificiali hanno meno probabilità di scheggiarsi, marcire o deformarsi, quindi necessitano di minore manutenzione.
Il PVC è soggetto a forte dilatazione: i pavimenti per esterno in legno composito sono soggetti in generale a forte torsione e movimento, mentre durante la brutta stagione tendono a gonfiarsi perché assorbono acqua e a ritirarsi quando la temperatura si innalza. Tutti aspetti di cui tener conto in fase di montaggio, altrimenti ci si ritrova con un pavimento da buttare via dopo pochi mesi.
I deck compositi regalano una sensazione meno naturale, ma in compenso sono disponibili in molti colori e finiture che soddisfano le preferenze estetiche di molti.

Duro composito

Grazie all’innovazione tecnologica, negli ultimi anni è stato realizzato e messo in commercio un nuovo materiale da utilizzare nei pavimenti per esterni. Un materiale realizzato con una miscela composta da lolla di riso e pvc vergine. La prima non è nient’altro che la buccia dei chicchi di riso, uno scarto dell’agricoltura avente caratteristiche di durezza eccezionali, tanto da proteggere il riso fino al momento in cui non germoglia.
Il duro composito, quindi, è un pavimento dalla superficie estremamente resistente, carteggiabile e verniciabile come il legno naturale. Di conseguenza le macchie si tolgono facilmente. Non assorbe acqua perché non c’è segatura e non si deforma perché non contiene pvc rigenerato che è soggetto a forti torsioni.
Offre il vantaggio di avere la posa in opera estremamente semplice, senza viti né chiodi. Non richiede particolari attenzioni visto che le doghe in duro composito non presentano problemi di deformazione, torsione né dilatazione, quindi non ci sono rischi di errore durante la posa.
Altro vantaggio, unico nel suo genere, è quello di poter togliere e sostituire ogni singola doga in caso di rottura o danneggiamento, proprio perché il sistema di montaggio non prevede colle, viti, bulloni né distanziatori.

Decking al quarzo e marmo

Un pavimento per esterni realizzato con un materiale innovativo e che dona un aspetto sofisticato creando lo stesso effetto visivo del legno.
I pavimenti in quarzo e marmo, rispetto ai materiali compositi, hanno il vantaggio di non utilizzare alcun componente plastico, quindi sono eco friendly ma, soprattutto, non sono soggetti a distorsioni né allungamenti a causa del clima esterno. Non temono neanche i raggi UV, per questo non si deteriorano nel corso degli anni, né richiedono alcun tipo di manutenzione dopo la posa.
I colori sono permanenti e non vi è il rischio di decolorazioni dovute agli agenti atmosferici. I decking al quarzo e marmo non producono schegge, quindi sono calpestabili a piedi nudi e non permettono il proliferare dei batteri.

Grès porcellanato

Si tratta della soluzione di pavimentazione per esterni più bella e molto pratica esistente in commercio. Piuttosto conveniente, estremamente resistente all’usura, alle scalfitture, alle macchie, inalterabile nel tempo, non teme le escursioni termiche e gli agenti atmosferici. Questo materiale oltre ad essere impermeabile ha anche proprietà antiscivolo. Per questo motivo è indicato anche per i bordi piscina.
Lo svantaggio di questo materiale è che, realizzando un pavimento molto resistente ma anche molto duro, la camminata potrebbe essere scomoda!

Pietra naturale

Splendida e durevole, ideale se desideri una pavimentazione esterna naturale ma lussuosa. Nella pietra naturale rientrano il granito, l’ardesia, il calcare, il travertino e l’arenaria.
Rispetto alle classiche piastrelle in ceramica, la pavimentazione in pietra naturale è generalmente più fragile e meno resistente alle macchie. È sconsigliato se vuoi utilizzarlo in aree esterne soggette ad alto traffico o dove giocano i bambini e gli animali domestici.

Pavimentazione in gomma

Conveniente e confortevole, offre una sorta di “cuscino morbido” sul quale camminare. Resiliente ed ammortizzante sotto i piedi, è ideale per tutti gli spazi all’aperto. Richiede una bassa manutenzione ed è una soluzione economica.
Lo svantaggio principale della pavimentazione in gomma è che non è resistente e duratura come le soluzioni viste in precedenza. Dopo qualche anno deve essere sostituita e alla lunga potrebbe rivelarsi meno conveniente di quanto si pensasse.

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Il grès porcellanato: manutenzione e trattamento quotidiano

Il grès porcellanato è un materiale unico: compatto, resistente e privo di porosità. Grazie alla sua capacità di combinare estetica e caratteristiche tecnologiche, questo materiale soddisfa pienamente le esigenze dell’architettura moderna.

Quali sono le caratteristiche del grès porcellanato?

Oggi il grès porcellanato viene prodotto ricorrendo a tecniche all’avanguardia. Grazie alla sua composizione e all’elevata resistenza, è la scelta ideale per aree ad alto traffico, spazi commerciali e residenziali.
I pavimenti ed i rivestimenti realizzati con questo materiale presentano durevolezza, eleganza e bellezza senza tempo.
Il grès offre un’ampia gamma di colori in diverse tipologie di prodotto come legno, cemento, pietra e marmo e differenti finiture: naturale, touch, anti-scivolo.
Può essere destinato sia agli spazi interni sia esterni. Fra le caratteristiche principali del grès porcellanato vi sono:

  • Resistenza agli acidi, come aceto, succo di limone, coca cola ed acido cloridrico. Questi acidi corrodono il calcio del marmo ma non lasciano tracce sulle superfici ceramiche. Il grès non è invece resistente all’acido solforico.
  • Durezza. È più resistente all’abrasione e all’usura di qualsiasi materiale naturale.
  • Resistenza al calore. Il materiale di cui è composto il grès porcellanato non brucia né produce gas o fumi nocivi-tossici in caso di incendio o se esposto ad una fiamma. Non presenta problemi con pentole calde o sigarette accese, a differenza del legno, delle plastiche laminate o degli agglomerati contenenti resina, che si danneggiano con il calore.
  • Resistenza alle macchie. Utilizzato in cucina, non viene macchiato permanentemente dall’olio, né dal vino e neppure dal caffè. In bagno, profumi, creme e smalti non si attaccano alla superficie, né la macchiano. Si possono anche usare detergenti e solventi forti senza danneggiare il materiale di cui il grès porcellanato è composto.
  • Resistenza al gelo. Il grès porcellanato non teme le temperature più rigide ed è resistente al gelo.
  • Colori inalterabili. I colori sono permanenti e non si alterano se esposti al sole, alle intemperie o allo smog.
  • Facilità di lavorazione. Questo prodotto si presta ad essere lavorato, quindi tagliato, forato, come la pietra naturale, permettendo così di essere personalizzato come si preferisce.
  • Facilità di pulizia. Le sostanze organiche ed i batteri che causano allergie ed altre malattie non possono accumularsi sul granito ceramico. Per la pulizia si possono usare detergenti e disinfettanti forti.
  • Rispetto dell’ambiente. Le piastrelle in grès porcellanato non contengono sostanze chimiche impermeabilizzanti, vernici o resine e non rilasciano alcun gas, anche se esposte alle fiamme. A differenza di alcuni tipi di pietra naturale, non rilasciano Radon o altri gas radioattivi e non sono lucidate con il piombo.

Quando viene usato il grès porcellanato?

Eliminare qualsiasi barriera anche visiva tra lo spazio interno e quello esterno dell’abitazione regala una meravigliosa sensazione di continuità.
Il grès porcellanato è il materiale ideale sia per gli ambienti interni che per quelli esterni. Non è poroso, quindi il gelo non è un problema, ed è resistente ai graffi. Per questi motivi può essere utilizzato in tutta la casa e nel giardino collegando gli spazi interni a quelli esterni.
È estremamente duro ed è perfetto nelle zone ad alto calpestìo. Grazie a queste caratteristiche, può essere impiegato facilmente anche in locali ed edifici pubblici, negozi e centri commerciali.
Le piastrelle in grès porcellanato vengono posate su un massetto perfettamente piano, privo di polvere e di screpolature. In base alla tipologia della piastrella, al gruppo di appartenenza, al formato ed alla destinazione d’uso, va scelto l’adesivo specifico.

Come trattare il grès porcellanato?

Le nuove tecniche di finitura richiedono un’attenzione particolare. La pulizia iniziale è fondamentale e per evitare qualsiasi danno si consiglia di procedere seguendo questi step:

  • Rimuovere i residui di silicone, adesivo, cera e resina. Il silicone è uno dei prodotti più utilizzati ma rimuoverlo efficacemente è spesso un compito difficile. Può formare macchie ed anelli molto resistenti, come accade spesso anche con la colla e con gli adesivi di varia natura. Per eliminare tutti questi residui è sufficiente utilizzare un detergente acido specifico, che grazie alla sua specifica formula, sarà in grado di rimuovere il silicone. Solitamente è di consistenza viscosa ed agisce direttamente sul residuo da rimuovere. Nel caso di residui particolarmente grossi, puoi rimuoverne prima la maggior quantità possibile con uno strumento affilato, come un taglierino o una lama, facendo attenzione a non danneggiare la superficie. Poi puoi applicare il prodotto puro coprendo completamente ogni residuo di silicone o di colla, attendi qualche minuto e una volta disciolti, li raccogli con un panno o della carta assorbente.
  • Rimuovere la gomma. Se la superficie del pavimento è ricoperta da segni di gomma, le piastrelle di grès porcellanato devono essere pulite con un’azione abrasiva. I segni in questo caso sono superficiali e non sono stati assorbiti dalla superficie ceramica. Per rimuoverli basta applicare un prodotto specifico sul pavimento e strofinare usando una spazzola con le setole o una spugna sintetica. Infine sciacquare bene la superficie con acqua. Esistono in commercio prodotti per rimuovere la gomma che non attaccano né danneggiano la superficie, neanche se utilizzati senza essere stati diluiti.
  • Rimuovere inchiostro e segni di pennarello. Se la superficie da trattare presenta macchie colorate, come quelle lasciate da inchiostro o pennarelli, è consigliabile usare un prodotto formulato specificamente per rimuovere le macchie organiche colorate.

Il trattamento quotidiano del grès porcellanato

Per la pulizia quotidiana del grès porcellanato è importante utilizzare un detergente neutro che non lasci residui sulla superficie. Per questo motivo si consiglia di utilizzare un prodotto delicato ma efficace, ideale per la manutenzione ordinaria dei pavimenti in grès.
I normali detergenti, invece, contengono spesso additivi brillanti che si depositano sul pavimento e col tempo formano antiestetiche striature e segni o, peggio ancora, rendono la superficie leggermente appiccicosa, attirando quindi ancora più facilmente lo sporco. Meglio utilizzare prodotti che non lasciano residui e non richiedono risciacquo.
Dopo aver pulito la superficie, è consigliabile applicare un prodotto che crei una barriera contro lo sporco facilitando la manutenzione quotidiana.
Esistono soluzioni liquide che non creano alcuna pellicola superficiale, ma si legano chimicamente al materiale senza alterarne l’aspetto originale. Impediscono allo sporco di infiltrarsi nelle venature delle piastrelle in grès porcellanato riducendo il ristagno dell’acqua sulla superficie.

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Guida alla scelta del miglior parquet

Da sempre il pavimento in legno naturale regala alla casa un’atmosfera di lusso ed eleganza. Quando si sceglie un pavimento in parquet, però, ci sono alcune considerazioni da fare. Scopriamole insieme.

I fattori da considerare prima dell’acquisto di un parquet

Si deve prima di tutto scegliere tra parquet in legno massello o multistrato, quindi selezionare il tipo di finitura che si desidera. Inoltre la scelta varia a seconda della stanza nella quale si intende posare il parquet. Quest’ultimo si divide in due grandi famiglie: in legno massello e prefinito.
Il parquet in legno massello, è il più tradizionale, ma anche il più costoso rispetto ai pavimenti prefiniti. Viene posato allo stato grezzo e successivamente levigato e verniciato.

Quali caratteristiche distinguono entrambi le tipologie di parquet?

  1. Parquet in legno massello
    Le doghe di questo pavimento sono in legno massello al 100% e si incastrano tra loro tramite un sistema di scanalature ed alette. La posa è piuttosto complessa ed avviene mediante incollaggio o inchiodatura, non è mai flottante.
    Il parquet in legno massello è disponibile in molte tipologie di legno, come rovere, frassino, betulla, faggio, noce, acero, teak, wengé.
    Lo spessore del legno varia tra i 12 ed i 23 mm. Le doghe di legno massello sono disponibili allo stato grezzo oppure prefinito.
    Le doghe grezze devono essere posate da un professionista, con la finitura che viene eseguita al termine della posa. Le assi prefinite, invece, sono già state trattate e rivestite in fabbrica, quindi in fase di posa già è possibile vedere quale sarà l’effetto finale.
    La finitura in loco fornisce però un grande livello di personalizzazione, con una maggiore possibilità di variare colore e lucentezza. Dopo la posa si leviga il pavimento grezzo, quindi si applica la finitura alle assi in base al risultato finale che si desidera ottenere.
    Sebbene siano considerati i più costosi, sono anche i parquet più resistenti: basta carteggiarli, applicare un nuovo strato protettivo e tornano come nuovi.
  2. Parquet prefinito
    Il parquet prefinito è un pavimento normalmente a tre strati con uno spessore compreso tra i 10 ed i15 mm. I tre strati sono già pressati ed assemblati insieme in modo da formarne uno pronto per essere messo in posa.
    Lo strato di base è realizzato in fibra di legno ad alta densità; quello centrale, solitamente anche questo in fibra di legno o in laminato, contribuisce alla stabilità ed è piuttosto economico; lo strato superiore, noto anche come “strato di rivestimento in legno pregiato”, deve raggiungere almeno i 2,5 mm di altezza ed è realizzato in puro legno di quercia o massello, non imitazione del legno.
    L’estetica del pavimento prefinito è simile a quella del parquet in legno massello perché vediamo solo lo strato superiore: il legno nobile. Sia la pavimentazione in legno massello che in parquet prefinito possono subire trattamenti di restauro, ma il parquet prefinito può sostenerli una sola volta se lo strato di usura è di 2,5 mm.
    Il parquet prefinito si è diffuso negli Anni ’80, rendendo i pavimenti in legno più accessibili ed alla portata di tutti. Questa tipologia di parquet non deve essere confuso con il laminato, il cui strato superiore è verniciato o realizzato in finto legno.

Meglio il parquet in legno massello o quello prefinito?

Sebbene il parquet in legno massello è da sempre considerato più pregiato di quello multistrato prefinito, oggi quest’ultimo è quello però che riscuote maggior successo ed è il più diffuso.
In fase di lavorazione, infatti, riceve fino a 7 mani di verniciatura che gli conferiscono una tale resistenza all’usura da non dover essere levigato costantemente.
In fabbrica, inoltre, riceve una serie di lavorazioni che permettono di esaltare le qualità naturali ed i pregi del legno, ottenendo dei risultati tali che la classica finitura durante la posa in opera non può garantire.
Grazie al costo minore rispetto al parquet in legno massello, alla semplicità di posa, alla scarsa manutenzione che richiede e dalla sua resistenza, il parquet prefinito è quello preferito e, probabilmente, è attualmente anche la scelta più indicata.
Se proprio non si vuol rinunciare al fascino del parquet in legno massello, si può ricorrere ad una via di mezzo: il parquet in legno massello prefinito, nel quale le doghe sono interamente in legno pregiato ma rifinite e verniciate in fabbrica, non dopo la posa, così da assicurarsi tutti i vantaggi di quelle lavorazioni che offrono risultati finali migliori.

Quale finitura scegliere per il parquet?

Entrambi le tipologie di parquet subiscono diversi trattamenti che enfatizzano le caratteristiche naturali del legno, regalando effetti finali davvero notevoli. Questi trattamenti consistono nel verniciare, anticare, spazzolare, decapare, oliare le superfici del legno così da sommare alla naturale variabilità del legno quella ottenuta da queste lunghe lavorazioni.
La finitura è necessaria anche per dare al legno alcune caratteristiche funzionali, come la resistenza ai graffi, alle macchie ed all’umidità. Sostanzialmente i principali trattamenti sono:

  • Verniciatura, consistente nell’applicare diverse mani di vernice o smalto, formando un film protettivo sottile che impedisce all’umidità ed alle macchie di penetrare nel pavimento. Questa finitura facilita notevolmente la manutenzione, il pavimento si pulisce facilmente, è economica ed offre un’ottima resistenza all’usura, fino a 20 anni. Il difetto, però, è che i graffi sono piuttosto visibili. Inoltre, il pavimento risulta lucido, aspetto che non a tutti piace perché sembra di plastica.
    A livello estetico la vernice può essere leggermente colorata, opaca, lucida o satinata. La verniciatura può conferire addirittura una tonalità completamente diversa al parquet. É possibile, ad esempio, dare alla superficie una tinta grigia o anche nera.
    Questa lavorazione è particolarmente utilizzata nelle ristrutturazioni. Per ottenere uno stile moderno e contemporaneo si procede invece con la sbiancatura: il pavimento viene sbiancato utilizzando pigmenti colorati, schiarendo il colore e dandogli una tonalità tendente al bianco.
    La decolorazione accentua e mette in risalto le venature delle tavole, inoltre il parquet sbiancato illumina un ambiente dal design contemporaneo. Con le vernici ad acqua si ottiene un pavimento verniciato in maniera più naturale e il risultato finale è eccellente perché l’aspetto naturale del legno rimane immutato.
  • Oliatura, consiste nel trattare le assi del pavimento applicando due o più strati di olio che enfatizzano l’aspetto naturale del legno con le sue venature. L’olio, a differenza della verniciatura, non crea un film protettivo ma impregna profondamente le fibre del legno regalando all’intera superficie un aspetto più caldo e luminoso. Con gli anni l’oliatura dona al pavimento un aspetto vissuto. Questo tipo di finitura è consigliata per ambienti umidi e ad alto traffico, in quanto i graffi sono meno visibili rispetto al pavimento verniciato.
  • Ceratura. Al legno, dopo essere stato carteggiato, viene applicata una mano di cera, la quale gli fornisce una bella patina. Questo tipo di finitura richiede molta manutenzione, almeno una volta all’anno e la cera non protegge da macchie o acqua.
    La ceratura infatti non crea un film protettivo, quindi è meno resistente all’usura rispetto ad una superficie verniciata. Tuttavia, rimane la finitura preferita dai puristi del parquet perché ne enfatizza la naturalità.
  • Spazzolatura, mediante questa tecnica l’artigiano tratta il pavimento con delle spazzole che graffiano letteralmente il pavimento sulla parte più superficiale delle doghe. Il punto di forza di questa finitura è l’estetica perché si sposa molto bene con ambienti rustici, ma anche con ambienti arredati in stile contemporaneo o Shabby Chic. Presenta, però, lo svantaggio di essere piuttosto delicata. Per questo, il parquet spazzolato a volte viene verniciato, creando una patina protettiva che lo rende più resistente, anche se meno gradevole esteticamente in quanto perde il suo aspetto naturale. Il parquet spazzolato può essere anche oliato, in questo caso conserva la sua naturalità ma anche la sua porosità, per cui soffre l’umidità ed è soggetto a macchiarsi.
  • Piallatura. Tecnica che viene eseguita a mano e dona al parquet un aspetto antico, vissuto, come i pavimenti in legno di una volta. Viene eseguita su ogni singola tavola, quindi ognuna di esse ha un aspetto diverso e caratteristiche uniche.
    La lavorazione può essere fatta anche mediante appositi macchinari che imitano la piallatura artigianale. Grazie alla piallatura, le tavole di legno subiscono delle incisioni e delle ondulazioni irregolari che creano un’estetica vissuta ma anche molto elegante. É una finitura che piace molto, visto che appaga non solamente gli occhi ma anche il tatto. Il parquet piallato viene poi normalmente verniciato, rendendolo resistente all’usura e facilitandone la pulizia.

Oliatura e ceratura: la finitura migliore!

Oliatura e ceratura sono le finiture che presentano meno svantaggi rispetto alla verniciatura. Il legno conserva un aspetto estremamente naturale, caldo, rimanendo invariato per molti anni, se fatta la normale manutenzione annuale. Anzi, con il passare del tempo acquista quell’aspetto vissuto che ne esalta l’aspetto.
Con la verniciatura, invece, si toglie al legno molta della sua naturale bellezza e, pur essendo piuttosto resistente all’usura, segni e graffi sono estremamente visibili. Alla fine, comunque, la scelta della finitura dipende molto dall’effetto che si vuole ottenere e da quanto tempo si è disposti a dedicare alla manutenzione del proprio parquet.

Scelta del parquet: quali fattori incidono sul costo?

Numerose sono le tipologie di parquet presenti in commercio, con prezzi estremamente variabili. Ecco i fattori che incidono sul costo del parquet:

  • Il tipo di legno usato per realizzare le assi di legno o la parte superficiale delle doghe. I legni più pregiati e costosi sono quelli esotici come il Doussie, il Teak o l’Afrormosia.
  • La presenza di nodi, fiammature o imperfezioni sul legno. Meno ce ne sono e più le doghe di legno costano. Tuttavia, è anche vero che imperfezioni e nodi contribuiscono a dare quell’aspetto rustico che negli ultimi anni è sempre più apprezzato, per cui ultimamente i parquet dall’aspetto meno “pulito” hanno prezzi più alti di quelli privi di nodi ed imperfezioni. Dipende molto dai gusti personali.
  • La dimensione delle doghe: il prezzo aumenta man mano che le loro dimensioni aumentano.
  • Le lavorazioni che le tavole di legno subiscono: più lavorazioni vengono effettuate, come oliatura, ceratura, piallatura ecc. maggiore sarà il costo del parquet a metro quadro.
  • Nel caso dei parquet prefiniti, sul prezzo incide anche il numero di strati utilizzati nel supporto: un multistrato costa più di un monostrato.
cassetta degli attrezzi indispensabili per lavori fai da te
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La cassetta degli attrezzi ideale per i lavori fai da te

La cassetta degli attrezzi è una valigetta in cui sono presenti tutti gli utensili necessari per il fai da te. Si tratta indubbiamente di un’ottima alternativa al dover acquistare ogni pezzo singolarmente.

Un valido aiuto per avere tutti gli attrezzi a portata di mano

Grazie alla disposizione degli attrezzi all’interno della cassetta, avrai ogni attrezzo a portata di mano. L’ordine, in cui gli utensili sono disposti, ti consente di trovare ciò che cerchi in pochissimo tempo.
Per effettuare sia piccoli lavori di bricolage o altri lavori più impegnativi, è fondamentale avere tutti gli attrezzi necessari all’intervento. Una cassetta per utensili è sicuramente un valido aiuto per avere sempre tutto l’occorrente a portata di mano.
Scegliere il giusto modello non è sempre facile, data la vasta offerta di prodotti presenti sul mercato. Per aiutarti a fare la scelta giusta, ho creato una guida, nella quale troverai tutti i fattori da tener conto al momento dell’acquisto di una cassetta degli attrezzi.

Guida all’acquisto della cassetta degli attrezzi per il bricolage

In base alle tipologie di installazione, di spazio a disposizione e di pianta del bagno, si possono avere diversi tipologie di docce:
Quali sono i fattori da considerare prima dell’acquisto di una cassetta attrezzi?

  • Assortimento, è uno dei primi aspetti ai quali bisogna prestare attenzione prima dell’acquisto. Esso deve essere il più completo possibile, dato che la cassetta deve contenere tutti gli attrezzi dei quali potrai aver bisogno per eseguire lavori più disparati. Scegli la valigetta per attrezzi in base alle tue esigenze individuando una serie di utensili necessari ed indispensabili.
    Se preferisci spaziare ed essere efficiente in diversi lavori, è preferibile comprare un modello che sia il più completo possibile. Ogni professionista così come ogni appassionato di bricolage, deve avere la sua cassetta degli attrezzi sempre in ordine e con tutto il necessario al fine di non essere colto impreparato.
  • Dimensioni. Gli utensili presenti nella valigetta sono diversi e numerosi. Per questo motivo è utile scegliere una cassetta attrezzi che sia al tempo stesso grande ma anche organizzabile in maniera ordinata. In questo modo potrai avere sempre a portata di mano tutto il necessario, senza dover impazzire per cercare ciò che ti serve.
    Alcune cassette dispongono di più scomparti, dotati di alloggiamenti che custodiscono in modo sicuro ogni attrezzo. Opta per un modello con i vani che corrispondono esattamente alla forma di ogni utensile, così sarai in grado di riporre lo stesso strumento al proprio posto, senza sbagliare e senza rischiare di dimenticarlo fuori dalla cassetta.
    La cassetta porta-attrezzi ideale va scelta in base alle tue esigenze. E deve essere leggera e maneggevole, ma al tempo stesso, anche molto capiente, in modo da contenere tutto. Devo essere un supporto che agevola il lavoro di ogni professionista e di ogni amante del bricolage.
  • Materiali. È consigliabile scegliere un materiale che sia capace di essere solido e resistente allo stesso tempo, ma anche abbastanza leggero per essere trasportato ovunque senza difficoltà.

Tra i prodotti più comuni ed economici ci sono:

  • i modelli in plastica rigida, che sono abbastanza resistenti, anche se bisogna fare attenzione a sceglierla di buona qualità, affinché non tenda a deteriorarsi facilmente col tempo
  • i modelli in metallo, un materiale più robusto e duraturo

Riguardo la maneggevolezza del trasporto, è bene tenere presente che il mercato offre anche dei prodotti dotati di carrelli mobili o di ruote. In questo modo potrai trainare la tua cassetta attrezzi come un semplice trolley, senza alcun affaticamento.

Quali sono gli attrezzi immancabili per i lavori fai da te?

Come anticipato, una cassetta degli attrezzi deve essere il più completa possibile. A seconda delle tue esigenze, puoi decidere quali sono gli utensili che non possono assolutamente mancare nella tua cassetta ideale.
Tra questi vi sono:

  • Trapano, preferibilmente a percussione disinseribile e con regolazione dei giri, possibilmente con rotazione reversibile e le relative punte da muro, ferro e legno
  • Cacciaviti con punta piatta de a croce
  • Pinza universale
  • Chiave a pappagallo
  • Tronchese a tagliente laterale
  • Due martelli, uno piccolo ed uno grande
  • Set con piccole pinze e mini cacciaviti di precisione
  • Chiave inglese fissa (dal n° 8 al 13)
  • Set di chiavi a brugola
  • Assortimento di viti e chiodi
  • Tasselli da muro di varie dimensioni
  • Piccolo seghetto con lame per ferro
  • Lampada trasportabile da officina
  • Metro arrotolabile da 5 m e metro rigido

Hai bisogno di attrezzi? Vieni a trovarci, visita la nostra ferramenta

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Stufe e camini per la casa. Come scegliere il modello adatto?

Quando bisogna riscaldare la casa ci sono due strade interessanti che è possibile intraprendere. Da un lato troviamo il camino, senza dubbio molto scenico e d’ambiente, mentre dall’altro ci sono le più moderne stufe. Vediamo quali sono pregi e difetti di soluzioni così differenti, in modo da orientare la scelta in maniera consapevole. D’altra parte, si sa, la qualità della vita all’interno dell’appartamento è legata a doppio filo al livello dei servizi e soprattutto del comfort offerto ai suoi abitanti. Stufe e camini possono quindi contribuire in maniera decisiva a rendere il tempo da trascorrere in casa nei mesi invernali più piacevole.

Le cose da sapere quando si compra una stufa

Quando si sceglie una stufa tra i primi elementi da prendere in considerazione c’è il suo specifico design, sia in merito alla forma che al colore: dovrà dialogare al meglio con il resto dell’arredamento. Senza contare la tipologia di alimentazione: sostituire la vecchia caldaia con una stufa pellet, ad esempio, non soltanto potrà rappresentare un presidio di stile e dinamicità assoluto, consentirà infatti anche di abbattere i costi in bolletta.
Tra i primi elementi da osservare vi è la camera da fuoco, elemento clou dell’intera struttura. È qui che infatti avviene la combustione del carburante – legna o pellet che sia – e, dunque, rappresenta il principale indicatore dell’autonomia complessiva della macchina. Controllatene l’ampiezza, poiché dovrà consentire di inserire in maniera agevole e senza troppi sforzi fisici il combustibile (i ciocchi grandi sono meno costosi). Bene anche osservare l’altezza della stufa: evitate di scegliere modelli che siano eccessivamente alti rispetto a voi (in alternativa potreste sfruttare la presenza di gradini o piani rialzati nel nome della personalizzazione). Infine, verificate il tipo di impugnatura e le maniglie presenti: si tratta degli elementi con i quali vi interfaccerete più di frequente. Dovranno essere ben isolate per non procurare danni in fase di apertura, oltre che – naturalmente – maneggevoli.

Scelta del camino step by step e come sfruttarlo

I camini in casa rappresentano una scelta assoluta di stile che sempre più persone scelgono di compiere per ottenere un surplus di benessere e atmosfera. Soprattutto durante i mesi invernali, quando siamo portati a vivere maggiormente gli ambienti domestici. Non bisogna mai avere fretta quando si tratta di scegliere la tipologia di camino, occorre sempre partire da dove lo si vuole collocare. Affinché possa funzionare correttamente è infatti necessario che in corrispondenza del camino stesso sia presente una cappa per i fumi.
La zona in cui viene collocato dovrà inoltre essere sempre facilmente arieggiabile. Ad ogni modo il luogo per eccellenza deputato ad accogliere il camino è il living. In questo contesto si potrà ricorrere ad accessori di stampo più moderno, per esempio a camini in bioetanolo da incasso per evitare che i fumi portino sporco e polvere. Il camino tradizionale, comunque, è quello aperto che si alimenta a legna. Sono in molti a utilizzarlo anche come postazione per cucinare (piccole grigliate di carne, per esempio). Infine uno sguardo alla canna fumaria, che potrà essere sia rivestita oppure lasciata a vista magari in contesti di stile industriale oppure shabby chic.