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Guida alla scelta del condizionatore per la stagione estiva
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Guida alla scelta del condizionatore per la stagione estiva

Scegliere il condizionatore d’aria per la stagione estiva può essere piuttosto difficile perché ci sono diversi fattori di cui tener conto. Di quanta potenza abbiamo bisogno? Quanta energia elettrica consuma e quanto sarà rumoroso? Con questa guida ti aiuteremo a scegliere il modello giusto di condizionatore per la tua casa, focalizzandoci sui sistemi più diffusi, come quelli con sistema split.

Caratteristiche e vantaggi dei condizionatori più diffusi

Per la maggior parte delle abitazioni, un condizionatore d’aria inverter con sistema split rappresenta la scelta migliore. Scopriamo insieme le tipologie di condizionatori d’aria più diffuse.

Sistema monosplit

Si compone di due elementi: un’unità interna ed una esterna, collegate da tubi contenenti gas refrigerante. È necessario un foro nel muro esterno per far passare i tubi del refrigerante ed il cavo di alimentazione. Il refrigerante circola tra l’unità interna, dove il calore viene assorbito, e l’unità esterna dove il calore viene espulso. Mentre il refrigerante raffredda l’aria, può contemporaneamente deumidificarla.
Questo sistema è la tipologia di condizionatore d’aria più diffusa in Italia, adatta per una singola stanza oppure per un’area open space.

Sistema multi-split

Simile al sistema split, ma con un’unità esterna più potente e collegata a due o più unità interne. È la soluzione ideale per raffrescare due o tre stanze che sono abbastanza vicine, specialmente quando il sistema monosplit non è sufficiente. Con il sistema multisplit è possibile impostare temperature diverse per ogni unità e per ogni stanza.

Aria condizionata canalizzata

Questo sistema ha un’unità centrale, ovvero il motore situato solitamente sul tetto o in un apposito locale dove non è visibile. È collegato da apposite condutture d’aria sia alle griglie di mandata, dalle quali esce l’aria raffrescata, sia alle riprese d’aria. Si tratta di un sistema eccellente per raffreddare e riscaldare un’intera casa, nella quale non ci saranno gli split a vista ma semplicemente delle griglie in tutti gli ambienti.
Attraverso condutture termoisolanti, l’aria prodotta dal motore viene diffusa in tutte le stanze attraverso delle griglie dotate di filtri, ideali per trattenere lo sporco e le sostanze capaci di scatenare allergie. Questo sistema offre il vantaggio di non essere rumoroso, dato che il motore è posto solitamente o sul tetto o in un locale separato. Però ha un grande svantaggio: richiede l’installazione del sistema di canalizzazione dell’aria in tutta la casa.
È indicato solo nel caso in cui l’abitazione sia da ristrutturare, altrimenti è necessario realizzare una controsoffittatura dietro la quale far passare la canalizzazione.

Pompa di calore

I condizionatori d’aria sopracitati sono disponibili anche nella versione con pompa di calore. Un semplice condizionatore d’aria può spostare il calore solo in una direzione, verso l’esterno. Una pompa di calore invece può essere invertita e pompare il calore in entrambe le direzioni. Essa funziona sia come condizionatore d’aria che come sistema di riscaldamento, consentendo di riscaldare e raffreddare la casa tutto l’anno.
Nei climi più freddi sono piuttosto diffuse le pompe di calore geotermiche. Questo tipo di pompa di calore estrae il calore dal terreno, a differenza della pompa di calore tradizionale che lo estrae dall’aria. L’investimento iniziale per una pompa di calore geotermica è più alto di un sistema ad aria, ma il risparmio energetico a lungo termine è certamente significativo.
Le pompe di calore funzionano con l’elettricità e, di conseguenza, producono meno emissioni di CO2 rispetto ai sistemi di riscaldamento che bruciano gas naturale.
La pompa di calore offre i seguenti vantaggi:

  • risparmio in bolletta, grazie alla maggiore efficienza della pompa di calore;
  • silenziosità raggiunta dagli ultimi modelli commercializzati;
  • termostato intelligente che consente di passare automaticamente dalla produzione di aria fresca a quella di aria calda quando è necessario;
  • possibilità di riscaldare le case anche quando la temperatura esterna è sotto lo zero.

Sistema a muro o a finestra

Sistema di aria condizionata composto da un unico elemento che viene installato attraverso una finestra oppure un muro esterno. Queste unità sono utilizzate principalmente per raffrescare la stanza in cui sono montate, con l’umidità condensata che viene fatta gocciolare al di fuori della casa.
Il sistema aspira l’aria calda dall’interno della casa e la raffredda facendola scorrere su una bobina dell’evaporatore, prima di diffonderla di nuovo in casa. Il calore assorbito dalla bobina dell’evaporatore viene poi trasferito alla bobina del condensatore, dal quale viene poi espulso all’esterno.
Un condizionatore d’aria a finestra o a parete si installa agevolmente e si utilizza per raffreddare una stanza specifica della casa. In alcuni spazi abitativi, come i vecchi appartamenti, un condizionatore a finestra è l’unica soluzione possibile.
Alcuni condizionatori a finestra raffreddano fino alla temperatura desiderata e poi si spengono. Altri modelli più avanzati lavorano per mantenere la temperatura preimpostata. In questo caso, il condizionatore d’aria rimarrà acceso fino a quando la temperatura desiderata viene raggiunta, continuando a spegnersi e riaccendersi per mantenere costante la temperatura. Si tratta di una soluzione piuttosto economica per stanze ed ambienti open space.
Le unità più piccole possono utilizzare una normale presa di corrente, quelle più grandi invece richiedono un apposito cablaggio.
Non è una soluzione efficiente né tantomeno efficace come i sistemi split, ma è una scelta ragionevole ed alla portata di tutti, specie se si è in affitto e non si ha la possibilità di montare gli split.

Condizionatore d’aria portatile

È una singola unità che può essere spostata da una stanza all’altra della casa a seconda delle necessità e grazie alle ruote che la costituiscono. La maggior parte di questi condizionatori ha un grosso tubo flessibile che deve essere posizionato su una finestra per eliminare all’esterno il calore e l’umidità generata dall’unità. Si tratta di una discreta soluzione per raffrescare un singolo ambiente.
È facile da installare e da utilizzare, raffresca, deumidifica e ventola l’aria, ma non è efficiente come i sistemi split. È più rumoroso di altri tipi di condizionatori poiché la ventola dell’evaporatore lavora costantemente per far evaporare l’umidità condensata che si raccoglie all’interno dell’unità.
Non è la soluzione di raffreddamento esteticamente più bella: l’unità stessa occupa spazio sul pavimento ed impatta negativamente sull’aspetto e sulla funzionalità della finestra della stanza in cui viene messa in funzione.

Quando è il momento migliore per acquistare un condizionatore d’aria?

Acquistare un condizionatore d’aria in alta stagione è assolutamente sconsigliato. Gli installatori di solito sono molto occupati in questi periodi e magari dovresti aspettare parecchi giorni per l’installazione. Data l’alta richiesta, i modelli potrebbero non essere subito disponibili e quindi correresti il rischio di aspettare settimane prima della consegna.
Il periodo ideale per acquistare un condizionatore d’aria è la primavera. Così sarà installato e pronto per il periodo in cui ne avrai bisogno! Puoi anche optare per l’acquisto a fine stagione estiva. I vecchi stock vengono scontati perché i rivenditori devono fare spazio ai nuovi modelli.


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bioedilizia
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Bioedilizia: quali sono le ultime novità per le costruzioni?

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una maggiore sensibilità nei confronti dell’ambiente, con un approccio molto differente ai temi della sostenibilità. In tutti i campi, compreso quello delle costruzioni, parlando di bioedilizia. Ma di cosa si tratta?

Bioedilizia, in cosa consiste?

Si tratta di una filosofia costruttiva che si basa esclusivamente sulle energie rinnovabili, sul riciclo dei materiali, su una più efficiente gestione energetica e sull’utilizzo di materiali da costruzione ecosostenibili. Si fonda su un’architettura sostenibile degli edifici, costruiti secondo natura oltreché a misura d’uomo.
Con il termine bioedilizia si intende un modo di progettare, costruire e gestire un edificio in maniera tale da non avere impatti negativi sull’ambiente. Questa nuova tendenza architettonica concepisce la costruzione o la ristrutturazione utilizzando tecniche costruttive e materiali in modo da garantire un equilibrio fra l’edificio, le persone che vi abitano e l’ambiente circostante.
La mission di questa filosofia è quella di costruire in maniera ecologica e sostenibile, facendo uso di energie pulite, di materiali ecosostenibili, di soluzioni costruttive che riducono l’inquinamento e l’impatto ambientale. Garantisce in questo modo una migliore qualità della vita ed un maggior comfort per le persone.

Quali sono i princìpi della Bioedilizia?

La Bioedilizia si fonda su 5 fondamentali princìpi:

  1. Progettazione, la quale deve tener conto dell’utilizzo di materiali ecosostenibili. Nella fase di progettazione si tiene conto dell’impatto di tali materiali non solo sull’ambiente ma anche sugli abitanti del posto. La progettazione studia il terreno su cui deve sorgere l’edificio, la migliore esposizione per massimizzare l’illuminazione naturale, ma anche l’ambiente circostante ed il paesaggio, in maniera tale che il risultato finale sia quanto più ecosostenibile possibile integrandosi anche con la realtà circostante, senza deturparla.
    Nella progettazione devono essere coinvolti professionisti che condividano la stessa visione globale di casa ecosostenibile, che conoscano profondamente le tecnologie costruttive adeguate e che abbiano documentate capacità ed esperienza in materia green.
  2. Attenzione alle risorse idriche, con una progettazione che preveda sistemi di recupero dell’acqua, impianti per il trattamento delle acque di scarico e che minimizzi gli sprechi.
  3. Efficientamento energetico, una gestione degli edifici che garantisca sia la gestione ottimale dell’energia elettrica sia il risparmio energetico e che preveda sistemi per la produzione di energia in autonomia. La bioedilizia ricorre ad impianti e fonti di energia pulita, abbattendo l’inquinamento e riducendo i consumi e, quindi, i costi di gestione dell’edificio. Coperture fotovoltaiche, grandi vetrate che permettono di far entrare tanta luce e calore riducendo il consumo di energia elettrica, luci a led, sistemi di riscaldamento geotermico, sono solo alcuni dei sistemi idonei ad efficientare termicamente un edificio.
  4. Uso razionale delle risorse e riutilizzo dei materiali, la scelta dei materiali tiene conto dei vincoli geografici e della loro capacità di evitare i ponti termici, come le pareti termoisolanti. Fra i materiali più utilizzati ci sono quelli che derivano da fonti rinnovabili, non tossici e facilmente smaltibili. Sono materiali utilizzati dall’uomo fin dall’Antichità, come il legno, il sughero, l’argilla, la canapa, la fibra di juta, il legno-cemento, il gesso, la lana di roccia, il bambù. L’utilizzo di materiali ecologici consente di ridurre le emissioni di CO2 e di preservare le risorse naturali. Si tratta di materiali privi di sostanze nocive, tossiche e radioattive che garantiscono una buona qualità della vita. Al termine del loro ciclo di vita sono riciclabili.
  5. Qualità degli ambienti interni, quindi una particolare attenzione alla salute ed al benessere di chi ci abita. La bioedilizia deve garantire alle persone che vivono in un edificio costruito rispettando i suoi canoni, il benessere termico, acustico e visivo.

Una casa ecologica è una casa sana perché costruita con materiali naturali, ci si ammala di meno, si è meno soggetti alle allergie ed ai reumatismi.

Bioedilizia: le ultime novità per le costruzioni

Le ultime novità in materia di interventi di Bioedilizia riguardano:

  • La climatizzazione, in quanto sulla base dei principi di Bioedilizia l’abitazione deve essere progettata in maniera tale da non dover ricorrere ai sistemi di climatizzazione, che comportano consumi anche elevati di energia elettrica. Se proprio si deve ricorrere ad un impianto di climatizzazione, quest’ultimo deve essere alimentato da pannelli fotovoltaici oppure da un impianto di raffrescamento a terra, caratterizzato da bassi consumi ed integrabile sempre con il fotovoltaico.
    Per ridurre il calore si fa ricorso a protezioni fisse e mobili sulle finestre. Anche l’utilizzo di piante ed alberi rientra nei canoni della bioedilizia: d’estate schermano i raggi solari abbassando la temperatura, d’inverno permettono il passaggio dei raggi solari. Fra le tendenze più diffuse vi sono le pareti ad inerzia termica che contribuiscono molto a contenere i consumi estivi perché assorbono il fresco dell’aria notturna rilasciandolo durante il giorno.
  • Il ricircolo dell’acqua, il riciclo dell’acqua, sia sanitaria che quella utilizzata dai comuni elettrodomestici, rientra fra le ultime novità per le costruzioni realizzate in Bioedilizia. Oggi cominciano a diffondersi sul mercato anche impianti per la raccolta dell’acqua piovana da riutilizzare poi per l’irrigazione dei prati e dei giardini.
  • L’efficientamento termico, la necessità di progettare l’edificio che sia in grado di trattenere il calore riducendo le dispersioni, con sensibile risparmio sui consumi del riscaldamento domestico, è uno dei principi della Bioedilizia. Per questo, nella fase progettuale ancor prima di costruire, si studia l’orientamento degli spazi abitativi in maniera da ottenere il massimo dall’irraggiamento solare. In fase di ristrutturazione di un’abitazione, l’efficientamento termico lo si ottiene grazie all’utilizzo di moderni sistemi di riscaldamento radiante centralizzato o all’installazione di caldaie ad altissimo rendimento. Anche l’utilizzo nelle costruzioni di materiali ad altissima inerzia termica, di materiali che eliminano i ponti termici ma, soprattutto, di cappotti termici che aumentano l’efficacia isolante, contribuisce a migliorare le prestazioni termiche generali dell’edificio.

Quali vantaggi offre la Bioedilizia?

I vantaggi della Bioedilizia sono notevoli per l’ambiente e per chi abita in un edificio costruito rispettandone i suoi princìpi. Un edificio ecosostenibile ha consumi energetici bassissimi, con costi di gestione e di manutenzione irrisori.

Fra i principali benefici che apporta la bioedilizia vi sono:

  • Impatto zero o estremamente ridotto sull’ambiente
  • Enorme risparmio energetico perché gli edifici tendono all’indipendenza energetica
  • Risparmio idrico
  • Qualità della vita e comfort sensibilmente migliori per chi abita nell’edificio
  • Appositi mutui per l’edilizia green a tassi molto vantaggiosi, con finanziamento della casa al 100%
  • Iva agevolata al 4% per la costruzione della prima casa
  • Detrazioni fiscali e bonus

Le ultime novità riguardano la Legge di Bilancio approvata a fine 2020 che ha prorogato tutti gli incentivi ed i bonus fiscali per la Bioedilizia anche per il 2021.

In questo quadro generale, il Superbonus 110% assume grande importanza per tutti coloro che intendono procedere con la riqualificazione energetica della propria abitazione attuando investimenti ecosostenibili.

Fra le ultime novità rientrano l’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico, la realizzazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e di sistemi di accumulo.

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Bonus idrico 2021: cosa prevede l’agevolazione fiscale?

La Legge di Bilancio 2021 ha previsto un bonus pari a 1.000 euro per l’acquisto di bagni e lavandini al fine di favorire un consumo minore di acqua.

Bonus idrico 2021: risparmio d’acqua

L’obiettivo del bonus è quello di incoraggiare gli utenti a rinnovare tutto il sistema idraulico, incentivando i sistemi in grado di favorire un risparmio di acqua.
Uno studio realizzato nel 2013 dal CRESME per Confindustria Ceramica ha messo in evidenza gli altissimi consumi di acqua in Italia e gli eventuali sprechi. Il 30% dei consumi medi giornalieri di un cittadino, pari a 250 litri, è risultato legato all’uso dei vasi sanitari.
Nel complesso i 57 milioni di vasi in esercizio consumano annualmente 1,4 miliardi di metri cubi di acqua, con un costo di 2,4 miliardi di euro. La maggior parte dei sanitari risalgono a prima del 1990, con un utilizzo di 12-15 litri per ogni scarico.
Confindustria Ceramica ha sottolineato che la sostituzione di 28,4 milioni di vasi “ante 1990” con nuovi apparecchi, aventi scarico massimo pari a 6 litri, garantirebbe:

  • un risparmio strutturale di acqua (pari a 414 milioni di metri cubi all’anno)
  • un risparmio di 665 milioni di euro per le famiglie italiane
  • una riduzione di 2,9 milioni di tonnellate di CO2 per minore uso di energia elettrica necessaria per l’approvvigionamento e la distribuzione

Per i motivi sopracitati, AVR federata Anima Confindustria, in un comunicato ha sottolineato l’urgenza di emanare il decreto attuativo al fine di sbloccare la norma, garantire risparmio sia idrico sia energetico.
Il presidente AVR, Sandro Bonomi, ha spiegato infatti che “Le nuove tecnologie del settore della rubinetteria permettono un notevole risparmio di acqua, che si riflettono inoltre su una maggiore efficienza delle caldaie e una riduzione dell’inquinamento”.

Quali sono i requisiti per ottenere il bonus idrico 2021?

Il bonus pari a 1000 euro spetta alle persone fisiche, residenti in Italia, che sostituiscono su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari, i seguenti elementi:

  • i sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto
  • la rubinetteria, i soffioni e le colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso d’acqua limitato

L’agevolazione spetta esclusivamente per l’anno in corso ed il termine ultimo per l’utilizzo è fissato al 31 dicembre 2021. Questo bonus si affianca anche al Superbonus 110% valido fino al 30 Giugno 2022. Per poterne beneficiare, l’unità immobiliare nella quale vengono sostituiti i sanitari, deve essere sotto ristrutturazione.
È possibile beneficiare del bonus entro il 31 dicembre 2021 per le seguenti tipologie di spese:

  • fornitura e posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico. Sono comprese le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;
  • fornitura ed installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina. Sono compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, Sono incluse le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;
  • fornitura ed installazione di soffioni e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 Lt al minuto, comprese le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

Il Bonus arriva fino a 5.000 euro per gli esercizi commerciali.
L’agevolazione non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).
Al bonus sono destinati 20 milioni di euro per l’anno 2021 dell’apposito Fondo per il risparmio di risorse idriche.

Quali sono le modalità per richiedere il bonus idrico 2021?

La Legge di Bilancio 2021 prevede che le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del beneficio siano definite con un decreto attuativo del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (ora Ministero della Transizione ecologica). Doveva essere emanato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio.
Il termine per l’emanazione del decreto era fissato al 2 marzo 2021. Questo ritardo non è certamente una novità ma questa volta può far pensare ad un congelamento della misura dovuto al cambio di Governo.
Il bonus idrico, insieme ad altri bonus, è stato deciso dal Governo Conte ed introdotto dalla Legge di Bilancio 2021. Per questo motivo potrebbe essere stato messo in discussione dal Governo Draghi, il quale, per attuare il Recovery Plan, deve indubbiamente riformare il sistema fiscale e, verosimilmente, riordinare radicalmente le detrazioni.
Uno degli elementi fondamentali ancora da chiarire è la modalità di utilizzo del Bonus Idrico. A differenza delle altre agevolazioni, definite detrazioni fiscali, la Legge di Bilancio in questo caso parla di Bonus. Ma non è chiaro se sarà necessario fare domanda per ottenere l’agevolazione o se la somma spettante sarà riconosciuta come un rimborso spese.

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Superbonus 110%: cosa prevede l’agevolazione fiscale?

Dal 1° gennaio 2021 è entrato in vigore il Superbonus fiscale del 110%, un’agevolazione riguardante una serie di interventi edilizi (isolamento termico, caldaie ed interventi antisismici).

Superbonus al 110%: quali sono i lavori in casa e le agevolazioni previste?

Il Superbonus è stato prorogato al 30 giugno 2022 e, per gli edifici o condomini che a Giugno di quell’anno hanno concluso il 60% dei lavori, fino al 31 dicembre 2022.
Detrazione al 110% anche per l’installazione di impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica ed altri interventi già agevolati dall’Ecobonus 2021 (es. schermature solari), se abbinati ai lavori di risparmio energetico “principali” premiati dal Superbonus.
L’Ecobonus prevede un bonus del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica globale, lavori sull’involucro edilizio, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione in classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria, acquisto e posa in opera di micro–cogeneratori in sostituzione degli impianti esistenti.
Il Superbonus del 110% è recuperabile in quattro rate annuali (non più in cinque). In alternativa all’uso diretto come detrazione il beneficiario può scegliere la cessione del credito o lo sconto in fattura. Grande novità: anche gli altri bonus sui lavori ed il risparmio energetico diventano cedibili o scontabili.
Chi può usufruire di questa agevolazione? Possono godere del Superbonus al 110% i condomini e le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di imprese, su unità immobiliari tranne su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.

Gli interventi coperti dall’agevolazione

Il Superbonus prevede i seguenti interventi:

  • Cappotto termico in condominio: coibentazione di strutture opache (pareti e coperture). Superbonus al 110%, con recupero in 4 anni, su una spesa di 60mila euro per unità, se è interessato più del 25% della superficie disperdente e c’è salto di classe energetica. Per spese da Luglio 2020 a fine 2021. Possibile cessione o sconto in fattura.
  • Isolamento del tetto di un edificio: rifacimento del tetto di una casa singola con coibentazione. Con questo intervento di coibentazione della sola copertura è difficile ottenere il 110% perché i lavori di isolamento devono incidere su oltre il 25% di superficie disperdente lorda. La novità è la possibilità di cedere il credito o avere lo sconto in fattura per le spese sostenute sia nel 2020 e 2021.
  • Impianto termico centralizzato: sostituzione dell’impianto di riscaldamento condominiale. Il bonus è al 110% per la sostituzione con impianti centralizzati a condensazione evoluti o a pompa di calore. Per spese sostenute da Luglio a fine Dicembre 2021 (massimo 30mila euro per unità immobiliare). Recupero in 4 anni. Possibile cessione o sconto in fattura.
  • Nuova caldaia in abitazione singola: sostituzione dell’impianto di riscaldamento in unità singole. Da Luglio 2020 a fine Dicembre 2021 Bonus al 110% per la sostituzione con impianti a pompa di calore. Spesa massima di 30mila euro e recupero in 4 anni. Possibile cessione o sconto in fattura.
  • Tinteggiatura o restauro della facciata (visibile dalla strada): il bonus facciate resta invariato ma è possibile la cessione o lo sconto in fattura. Se però viene realizzato un cappotto termico incentivato al 110% anche la tinteggiatura sconta quel bonus (con recupero in 5 anni, su una spesa di 60mila euro per unità). Il 110% non ha limiti di zona urbanistica ma sono esclusi gli edifici unifamiliari seconde case.
  • Il Bonus facciata prevede uno sgravio Irpef del 90% per chi ristruttura facciate di edifici condominiali e non. Le spese ammesse al bonus facciata riguardano l’involucro esterno e visibile dell’edificio, ovvero sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno). Il bonus prevede interventi come intonacatura, verniciatura, marmi di facciata, balconi, decorazioni, grondaie, pluviali, parapetti, cornicioni relativi alla sistemazione delle parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata. Perizie, sopralluoghi, attestato di prestazione energetica, ponteggi, smaltimento dei materiali rimossi per eseguire i lavori rientrano tra le spese ammissibili.
  • Impianto fotovoltaico con accumulo: installazione di impianti fotovoltaici con accumulatore. Il bonus sale al 110% dal 1 Luglio 2020 al 31 Dicembre 2021, se l’intervento è eseguito insieme a quelli del superbonus o sismabonus. La spesa massima è di 48mila euro. Possibile cessione o sconto in fattura.
  • Sostituzione di finestre ed infissi: possibile cessione o sconto del bonus. L’aliquota sale al 110% se l’intervento è “congiunto” ad uno di quelli principali del superbonus per risparmio energetico.
  • Installazione di un nuovo condizionatore: bonus edilizio del 50% (entro il plafond di spesa generale di 96mila euro per unità immobiliare) per condizionatori a pompa di calore. Possibile cessione o sconto in fattura per la detrazione del 50% edilizio, per le spese sostenute nel 2020 e 2021.
  • Acquisto di mobili per arredare casa: detrazione Irpef del 50% su una spesa massima di 10mila euro per acquisto di mobili destinati ad arredare una casa ristrutturata (con bonus edilizio al 50%) e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Al bonus mobili, che si continua a recuperare in 10 anni, non si applica neanche la cessione o lo sconto in fattura. La grande novità 2021 è che verrà innalzato il tetto di spesa massimo detraibile, da 10 a 16mila euro.
  • Rifacimento o modifica dei giardini: trasformazione del cortile in giardino, rifacimento del giardino o installazione di fioriere fisse su una terrazza. Rimane invariato il “bonus verde” prorogato fino alla fine del 2020 dal Decreto Milleproroghe. È una detrazione Irpef del 36% fino ad una spesa di 5mila euro per unità immobiliare abitativa, da recuperare in 10 anni. Non agevola l’acquisto di singole piante in vaso o lavori in economia. Il bonus non è cedibile o scontabile. Prevede interventi, come sistemazione a verde di aree scoperte private, impianti di irrigazione, realizzazione pozzi e realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Questa detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro comprensivi di eventuali spese di progettazione.

Devi fare dei lavori in casa? Prendi un appuntamento con noi per valutare insieme se puoi usufruire del Superbonus 110%.

Consigli su come rasare una parete
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Consigli utili su come rasare una parete in casa

La rasatura di un muro è l’operazione che rende le pareti di casa adatte all’ultimo passaggio di finitura, sia che si tratti di tinteggiatura sia che si tratti di applicazione di carta da parati.

Cosa fare prima di procedere alla rasatura di una parete?

La rasatura di un muro permette di avere le condizioni ottimali per poter tinteggiare, decorare o applicare carta da parati sulle pareti di casa. Non si tratta di un’operazione banale: essa richiede tempo ed una buona dose di manualità.
Una parete da rasare è una parete che è già stata intonacata e si presume abbia una superficie piuttosto coesa. Queste sono le premesse ideali per passare alla rasatura di una parete, ma se quest’ultima presentasse delle incongruenze?
In un caso simile è necessario procedere con i seguenti step:

  1. Ripristinare l’intonaco con dei rappezzamenti che lo rendano uniforme. In commercio si trovano pre-miscelati di ottima qualità che permettono uno svolgimento rapido di questa fase.
  2. Rendere uniforme l’intonaco e, soprattutto se in alcuni punti si è ricorso ad applicazioni di stucco, si consiglia, a prodotto ben asciutto, di dare una passata di carta vetrata per ottenere il miglior fondo possibile per la rasatura delle pareti. Una carta vetrata di media grana, 80-100, è l’ideale per la rasatura di un muro.
  3. Rimuovere il pulviscolo residuo delle stuccature così da non avere grumi quando si passerà alla rasatura delle pareti.

Rasatura delle pareti: in cosa consiste questa operazione?

Si tratta di uno dei trattamenti più importanti che consentono di ottenere dei muri interni o esterni perfettamente lisci. È un’operazione che, grazie all’impiego di una particolare pasta che viene apposta su di uno strumento e poi applicata sulla parete da trattare, costituisce la fase di completamento dell’intonaco.
Quando ci si trova di fronte ad una struttura da ristrutturare caratterizzata da vecchi intonaci, o nel caso in cui si debbano fare dei rappezzi in appositi punti di un muro, il processo di finitura della rasatura è la scelta migliore.
La rasatura ha anche lo scopo di rendere la parete pronta ad essere rivestita con carta da parati o altri rivestimenti che necessitano di un muro di base perfettamente liscio, compatto ed il più uniforme possibile.
Qualsiasi tipo di muro può essere sottoposto a questo trattamento, sia che si tratti di una parete esterna che dovrà essere tinteggiata o di una interna, che subirà una serie di lavorazioni successive ed applicazioni varie di materiali.
Attraverso il processo di rasatura puoi donare alla parete la giusta porosità, per ottenere poi un risultato ottimale sia dal punto di vista estetico che della durata; quest’ultimo aspetto è di fondamentale importanza ed è per questo motivo che l’intero lavoro deve essere svolto a regola d’arte. Nel momento in cui una sola fase dell’intera lavorazione non viene effettuata in regola alle prescrizioni il risultato potrebbe non essere ottimale ed è per questo motivo che è consigliabile optare per una squadra di professionisti che svolgono regolarmente questa tipologia di lavorazioni.
La rasatura delle pareti non è facile da ottenere: dipende molto dal tipo di parete da trattare e dalle difficoltà che si possono incontrare, dai materiali che si scelgono e dagli strumenti per l’applicazione dei prodotti.
Nella maggior parte dei casi ci si trova di fronte a pareti con imperfezioni di poco conto che possono essere risolte facilmente con l’applicazione di una pasta o stucco a copertura delle fenditure o delle generiche imperfezioni. Altre volte invece, in particolare quando si tratta di vecchie abitazioni con condizioni di umidità, lo stucco potrebbe risultare insufficiente come soluzione, se non inutile. È quindi necessario ricorrere ad operazioni più massicce e risolutive.

Rasatura delle pareti: in cosa consiste questa operazione?

Hai deciso di rasare una parete in casa? Devi conoscere sia il materiale che viene utilizzato sia tutta la strumentazione necessaria per l’applicazione.
Per ottenere la rasatura si utilizza il grassello di calce, un idrato di calcio ottenuto dallo spegnimento della calce viva con acqua in eccedenza, fino ad ottenere una pasta elastica e fine. Questo materiale è un legante naturale a presa aerea, composto da idrossido di calcio ed acqua.
È fondamentale scegliere prima il materiale che servirà per il lavoro che si vuole intraprendere. Esistono numerose tipologie di intonaci rasanti, i quali possono essere a base di gesso o in alternativa a base di cemento. Questi ultimi preparati vengono utilizzati anche per rifinire e livellare irregolarità su diversi tipi di intonaci.
Si tratta di pratiche soluzioni che consentono di evitare errori dovuti a proporzioni sbagliate durante la preparazione del prodotto.
La stesura del prodotto deve essere effettuata con un attrezzo specifico, una spatola in metallo che serve per distribuire uniformemente il prodotto sulle pareti.
Attraverso l’uso della spatola, il prodotto viene applicato sul muro con un gesto repentino. Subito dopo deve essere schiacciato il rasante per compattarlo, imprimendo una determinata pressione per eliminare gli eccessi di prodotto. Durante questa fase è di fondamentale importanza la pressione che viene applica e la tecnica che viene utilizzata: se si applica troppa pressione verrà asportato troppo materiale, se la pressione applicata è troppo poca, il materiale tenderà ad essere in eccesso e comprometterà la buona riuscita del lavoro.
La stesura del rasante potrebbe risultare semplice: si tratta di un particolare movimento che necessita di un minimo di esperienza. Questa attività viene spesso affidata ad operatori esperti aventi la capacità di uniformare quanto più è possibile il prodotto sul muro ed evitare la formazione di dislivelli tra una zona e l’altra della parete.
Un aspetto importante è rappresentato dalla condizione in cui si trova la parete che si intende rasare: si deve tener conto se si tratta di una costruzione o una nuova costruzione.
Se la parete è in buone condizioni e risulta compatta probabilmente è sufficiente una sola mano di carta vetrata con grana 80-100, solo nel momento in cui il cemento e la calce si siano asciugati completamente.
Questa fase di asciugatura per le nuove costruzioni prevede un periodo anche di trenta giorni, in cui non rischiare di rimuovere il materiale sbagliato, compromettendo così l’intero lavoro.
Passata questa fase di asciugatura, si può procedere all’operazione di tinteggiatura, dopo aver passato sulla parete una spazzola morbida che servirà per asportare il pulviscolo ed i piccoli frammenti di intonaco rimasti attaccati al muro.

Guida ai Bonus casa 2021
Edilizia

Bonus Casa 2021: la guida definitiva alle agevolazioni

La Legge di Bilancio ha confermato per il 2021 le agevolazioni fiscali che spettano a chi effettua lavori in casa. Il pacchetto Bonus casa 2021 ha introdotto anche qualche piccola novità come il Bonus idrico e l’innalzamento della soglia di spesa a 16.000 euro del Bonus mobili ed elettrodomestici.
I contribuenti italiani potranno usufruire di una serie di agevolazioni per ristrutturare casa, rifare la facciata, provvedere alla riqualificazione energetica, acquistare mobili ed elettrodomestici.
Per quanto riguarda il Superbonus 110% ricordiamo che già il decreto Rilancio aveva stanziato i fondi per tutto il 2021. Con la nuova Legge di Bilancio il contribuente potrà usufruirne degli incentivi fino al 30 giugno 2022. Novità introdotte anche per la riqualificazione energetica dei servizi igienici delle abitazioni, con l’introduzione di appositi sgravi per coloro che effettueranno questa tipologia di interventi.

Bonus Casa 2021: la guida definitiva

Ecco una guida che spiega nel dettaglio quali saranno i bonus casa da poter utilizzare nel 2021. Abbiamo suddiviso i vari bonus con i relativi interventi agevolabili.

Bonus ristrutturazione 2021

La Legge di bilancio prevede una detrazione Irpef del 50% per i lavori di ristrutturazione effettuati nella propria abitazione e per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali. Tale detrazione non può superare i 96.000 euro e gli edifici devono essere sul territorio italiano.
Le agevolazioni saranno riconosciute a coloro che hanno presentato domanda e che avranno effettuato bonifici a favore della ditta incaricata dei lavori. Rimane obbligatoria la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla conclusione degli interventi svolti per l’efficientamento energetico delle abitazioni.
Il Decreto Rilancio ha introdotto anche un’importante novità: per tutto il 2021 e fino a giugno 2022, il contribuente potrà usufruire dello sconto in fattura e/o della cessione del credito ad una banca o ad un intermediario finanziario.

Superbonus 110%

Una delle più importanti novità introdotte con l’ultima Legge di Bilancio è la proroga fino al 30 giugno 2022 del Superbonus 110%. Il prolungamento è dovuto probabilmente alla complessità stessa del bonus ed all’ingente documentazione da presentare per ottenerlo. Per conoscerne i dettagli e fare un’analisi un po’ più approfondita, bisognerà attendere i primi mesi del 2021.

Ecobonus 2021

Confermata la proroga fino al 31 dicembre 2021 dell’Ecobonus. Con questo bonus vengono riconosciuti sgravi per coloro che effettuano lavori di riqualificazione energetica all’interno della propria abitazione.
Le detrazioni di spesa si attesteranno sempre sulle aliquote standard:

  • 50% per interventi su infissi, schermature solari e biomassa;
  • 65% per tutti gli altri tipi di intervento.

Bonus mobili ed elettrodomestici 2021

Anche per il 2021 si potrà usufruire del Bonus mobili, collegato al Bonus ristrutturazione, valido per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Come abbiamo già anticipato, la Legge di bilancio ha introdotto un’importante novità in quanto la soglia massima di spesa è stata portata dai 10.000 € del 2020 a 16.000 €.
Coloro che intendono rinnovare in fase di ristrutturazione mobili ed elettrodomestici, potranno portare in detrazione il 50% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 16.000 €. I mobili acquistati devono necessariamente essere nuovi e gli elettrodomestici almeno di classe A e A+.
I mobili oggetto di bonus potranno essere letti, armadi, scrivanie, comò, tavoli, sedie, materassi, elementi di illuminazione. Sono esclusi gli acquisti di porte e parquet, ma anche di tende e complementi d’arredo.
Le spese dichiarate si potranno portare in detrazione al 50%, spalmate su 10 anni. Il bonus potrà essere richiesto solamente da chi ha iniziato una ristrutturazione a partire dal 1° gennaio 2020. La data d’inizio dei lavori di ristrutturazione quindi deve essere antecedente alla data di acquisto dei mobili e degli elettrodomestici.

Bonus facciate 2021

Per il 2021 è prevista anche la detrazione fiscale pari al 90% per il rifacimento delle facciate degli edifici esistenti. Sono compresi tutti gli interventi di manutenzione ordinaria per facciate, balconi, ornamenti e fregi di edifici situati nelle zone A e B. Il bonus non prevede limiti di spesa.

Bonus per giardini e terrazzi

Il Bonus verde verrà prorogato anche per tutto il 2021 e consente ai contribuenti di effettuare lavori di sistemazione giardini e terrazze. La detrazione Irpef sarà uguale a quella del 2020, pari al 36%, da calcolare su un importo massimo di spesa di 5.000 €. A conti fatti, si potrà beneficiare al massimo di 1.800 € di detrazione.

Bonus idrico

Questa è la vera novità inserita fra i bonus casa 2021 e per la quale il Governo ha previsto una copertura finanziaria di 15 milioni di euro. Il bonus prevede una detrazione Irpef per i lavori di riqualificazione idrica dei servizi igienici della propria abitazione. Le agevolazioni riguarderanno:

  • le spese per l’acquisto e la posa in opera di vasi sanitari con un volume massimo di scarico fino a 6 litri;
  • le spese per l’acquisto e la posa in opera di rubinetterie, colonne doccia e soffioni doccia che consentano un risparmio idrico.

Attenzione: il bonus arriva fino a un tetto massimo di spesa di 1.000 € e i fondi a disposizione sono limitati e verranno erogati fino al loro esaurimento.

Modalità di fruizione del bonus casa

Come abbiamo accennato, nel decreto Rilancio è stata apportata un’importante novità riguardo alla modalità di fruizione dei Bonus casa. Queste agevolazioni infatti si potranno spalmare su 10 anni come detrazioni da portare nella propria dichiarazione dei redditi. In alternativa si potrà cedere il proprio credito alle banche ed a soggetti terzi oppure si potrà chiedere lo sconto in fattura, se si trova l’accordo con la ditta che effettua i lavori.
Per il bonus mobili ed il bonus verde sono escluse le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura, pertanto si potrà usufruire delle rispettive agevolazioni solo portando le spese in detrazione.

Consigli per ristrutturare casa
Edilizia

Ristrutturare casa: consigli utili se non sai da dove iniziare

La prima cosa da capire quando ti approcci ai lavori per ristrutturare casa è l’attuale stato di quest’ultima. Non basta aver notato una crepa nel muro ma bisogna conoscere approfonditamente anche la situazione di ciò che non è visibile ovvero:

  • stato dell’isolamento, della struttura e dei rivestimenti
  • condizioni degli impianti elettrico e gas
  • condizioni dell’impianto idraulico
  • stato del collegamento con la rete fognaria o della fossa biologica

Quando tutto ciò sarà definito, grazie all’aiuto di un professionista esperto, sarai in grado di stabilire quali sono le priorità della tua ristrutturazione ed, ovviamente, i costi.

Cosa tenere in considerazione quando si deve ristrutturare casa?

Quando si progetta una ristrutturazione completa o parziale occorre prendere in considerazione alcuni elementi fondamentali:

  • Verificare che lo spessore dei muri che separano l’appartamento da quello di eventuali vicini sia di almeno 20/25 cm. Lo spessore può essere un elemento discriminante, anche nel caso di pareti interne alla stessa abitazione, soprattutto nel caso di rumori provenienti dal bagno. In entrambi i casi, si può intervenire inserendo materiale fonoassorbente.
  • Verificare che l’impianto elettrico sia a norma richiedendo l’apposita certificazione e chiedendo ad un professionista di controllare la presenza ed il funzionamento di tutti i cavi necessari, oltre alla corrispondenza tra l’effettivo bisogno energetico dell’abitazione e la potenza dell’impianto.
  • Controllare che l’impianto idrico sia stato ristrutturato in base alla legge 46/90 richiedendo anche in questo caso la certificazione corrispondente. Nel caso in cui gli interventi non fossero a norma o fossero parziali, bisogna procedere alla ristrutturazione, ad esempio degli impianti vecchi.
  • Per quanto riguarda l’impianto di riscaldamento, effettuare un controllo sulle valvole dei radiatori al fine di verificare che possano regolarsi autonomamente. Nel caso di caldaia a gas, controllare che i fori di areazione ed i tubi di esalazione siano delle dimensioni adeguate e posizionati correttamente. Anche in questo caso è fondamentale richiedere la certificazione che ne attesti la conformità.
  • In base a questi elementi necessari potrai capire quali sono gli interventi essenziali per avere una casa che rispetti tutte le norme vigenti, considerando anche il costo da sostenere, il quale può variare in base ai lavori da effettuare, ai materiali scelti ed ai metri quadri dell’appartamento.

I permessi necessari per ristrutturare casa

In base al tipo di opera di ristrutturazione che hai intenzione di mettere in cantiere, cambierà la tipologia di titolo edilizio da richiedere presso l’Ufficio Edilizia Privata del tuo Comune.
In linea di massima dovrai richiedere:

  • Nessun permesso. Per tutti gli interventi di manutenzione ordinaria relativi a sostituzione o riparazione di finiture esistenti, si può procedere liberamente coi lavori, visto che la CIL (Comunicazione di Inizio Lavori) è stata abolita.
  • CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). È necessaria per tutti i lavori di manutenzione straordinaria leggera, corrispondenti a spostamenti di murature non portanti, sostituzione di fognature esistenti e frazionamento/accorpamento di unità immobiliari, sempre a patto di non modificare volume totale e destinazione d’uso. Visto che la normativa vigente prevede l’obbligo di un tecnico professionista per questo tipo di interventi, sarà lo stesso a presentare la CILA.
  • Permesso di costruire o SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Richiesta per interventi su parti strutturali portanti dell’edificio, con progetto di un ingegnere depositato al Genio Civile. Rientrano in questa categoria i lavori con modifica dei volumi dell’abitazione, abbattimento di pilastri, travi e solai, consolidamento fondamenta e rifacimento del tetto.

Motivi validi per ristrutturare casa

  1. Il valore di un immobile appena ristrutturato aumenta dal 5 al 10%. E’ possibile beneficiare del Bonus Mobili 2020, la detrazione spettante per gli acquisti effettuati nell’anno 2020. Può essere richiesta soltanto da chi realizza un intervento di ristrutturazione iniziato dal 1° Gennaio 2019. La proroga, quindi il Bonus Mobili 2021, riguarda acquisti effettuati da chi ha iniziato già una ristrutturazione casa nel 2020. L’acquisto di arredi ed elettrodomestici destinati a tali immobili potrà essere effettuato anche nel 2021.
  2. Acquistare una casa da ristrutturare impegna molto meno a livello economico rispetto all’acquisto di una nuova casa. Il costo iniziale è di gran lunga inferiore rispetto al costo di un appartamento di nuova costruzione.
  3. Affidandosi ad una ditta specializzata verrà incrementata sia la qualità dell’ambiente sia il valore della casa. Inoltre sarà alimentato l’aspetto sentimentale del legame con l’ambiente domestico, il quale si trasformerà nel luogo ideale dei proprietari.

Vuoi ristrutturare casa? Approfitta delle agevolazioni fiscali e bonus previsti per il rilancio del settore edilizio. Chiedici informazioni su tutti i bonus previsti per il 2021, in particolare il “superbonus 110%” e il “sismabonus 110″peri lavori di riqualificazione energetica e sicurezza delle abitazioni delle abitazioni.

Edilizia

Malta edilizia, piccola guida per fare la scelta giusta

La malta ha un ruolo importantissimo nel settore dell’edilizia. In questo articolo proveremo ad approfondire meglio le sue caratteristiche e i suoi modi d’uso. Scopriamo di più sulla sua funzione.

Che cos’è la malta?

La malta edile è un materiale che si compone di diversi leganti ed elementi. Anche per questo trova impiego in tanti ambiti o settori diversi. Il più delle volte la si utilizza per la realizzazione di muri, tramezzi e mattoni. La preparazione di questo materiale cambia a seconda della sua funzione.

Questo ci porta a porre una distinzione tra i diversi composti. Ma quante tipologie di malta possiamo riconoscere?

Tutte le tipologie di malta

La principale differenza a cui si fa riferimento è quella tra:

  • Malta cementizia: si parla di un materiale ottenuto attraverso la miscelazione di cemento in polvere a presa lenta, acqua e sabbia.
  • Malta di calce: si può ricavare, come si evince anche dal nome, dalla calce e dall’acqua. Si parla di un materiale a presa rapida e per questo gli addetti ai lavori raccomandano di utilizzarne piccole dosi.
  • Malta bastarda: raccoglie in sé cemento e una serie di altri leganti importanti.

A definire la differenza tra l’una e l’altra tipologia, però, sono anche gli utilizzi. Come fare a scegliere senza sbagliare quando non si ha particolare esperienza? Di seguito, qualche suggerimento.

Malta edilizia: come scegliere quella giusta?

Tutto dipende molto dall’uso che se ne vuole fare. Se ad esempio dovete portare a termine un lavoro sulle finiture interne, allora quella più adeguata è sicuramente la malta di calce. Al contrario, se bisogna provvedere alla realizzazione di un lavoro per i pavimenti sicuramente la scelta dovrà ricadere sulla bastarda, che può essere usata anche per creare rivestimenti e superfici di mattoni murari. Molto dipende anche dalla quantità di cemento impiegata, che può ricreare un materiale più grasso a seconda delle esigenze.
Ad ogni modo anche la malta cementizia ha la sua preziosa funzione. Il più delle volte viene utilizzata per ricreare degli strati di intermezzo. La malta intonaco si usa in genere quando una costruzione ha bisogno di una maggiore robustezza.

Malta intonaco: l’importanza della granulometria

Un altro fattore importante da poter riconoscere all’interno del materiale è la granulometria. Nella lavorazione della malta possiamo riconoscere tre eventualità: possiamo avere a che fare con malta a grana fine, malta a grana media e malta a grana grossa.

  • La grana fine si usa per la realizzazioni di superfici lisce, per le quali è richiesta resistenza e un intervento di lavorazione impegnativo.
  • La malta a grana media, invece, viene impiegata nella creazione di intonaci rustici interni. Solitamente il materiale ha la funzione di legante tra le superfici murarie. Infine, quella a grana grossa si utilizza per le lavorazioni che richiedono maggiore resistenza e per gli intonaci esterni.

Ciascuna di queste possibilità viene quindi ampiamente utilizzata in campo edilizio e può dirsi preziosa per diverse ragioni.