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Edilizia

Edilizia

Quali sono le tipologie di cappa da cucina esistenti?

La cappa da cucina è un elemento fondamentale di ogni abitazione. Oltre a limitare odori e fumi prodotti durante la preparazione dei cibi, in alcuni casi rappresenta un vero e proprio elemento d’arredo.

Cappa da cucina: aspirante o filtrante?

La funzione svolta dalle cappe da cucina è così importante che esiste addirittura una legge che ne rende obbligatoria l’installazione in tutte le abitazioni e gli esercizi commerciali al cui interno siano presenti dei piani di cottura a gas o elettrici.

In base a quanto stabilito dalla normativa vigente è obbligatorio installare in tutte le cucine una cappa aspirante con canna fumaria, capace di espellere all’esterno fumi e vapori. In alternativa ad un modello aspirante – laddove non fosse possibile installare una canna fumaria per motivi di spazio o per la morfologia dell’edificio – si può optare per una cappa a ricircolo. Dette anche filtranti, queste cappe anziché espellere all’esterno l’aria aspirata, la purificano grazie alla presenza di filtri anti-grasso e anti-odori e la rimettono in circolo nell’ambiente.

Le principali differenze da tenere in considerazione prima di effettuare la scelta sono due: l’efficienza e l’installazione.

Dal punto di vista dell’efficienza la cappa aspirante offre prestazioni migliori, soprattutto per quanto riguarda l’eliminazione degli odori: per quanto buoni possano essere i filtri ai carboni attivi di una cappa filtrante, è difficile che riescano ad eliminare completamente qualunque effluvio residuo. La cappa aspirante invece convoglia tutti i vapori verso l’esterno.

Di contro, l’installazione di una cappa filtrante è molto più semplice: non richiede la prossimità di una canna fumaria e non richiede lavori per l’installazione di eventuali motori remoti.

Vi sono senz’altro situazioni in cui la scelta di una cappa da cucina senza tubo sia obbligata o quasi quando:

  • il percorso della canna fumaria è eccessivamente tortuoso,
  • si vuole posizionare il piano cottura liberamente senza dover tenere conto di dove sia l’accesso alla canna fumaria
  • il locale che si sta adibendo a cucina è totalmente privo di tale accesso.

Le cappe da cucina senza scarico sono la soluzione in tutte le situazioni sopraindicate.

 

Le varie tipologie di cappe da cucina

Oltre a distinguersi per il tipo di funzionamento, le cappe da cucina si differenziano anche per la modalità di fissaggio all’interno della stanza.

Le principali soluzioni esistenti in commercio sono le seguenti:

  • Cappa da cucina ad incasso: questa soluzione permette di integrare totalmente o parzialmente la cappa nell’arredo della cucina. Nel primo caso, la cappa sarà nascosta dietro un’anta. Nel secondo invece la base aspirante sarà comunque ben visibile.

 

  • Cappa da cucina a parete: si tratta della tipologia di cappa più diffusa. Viene posizionata contro il muro, direttamente sul piano cottura. La canna fumaria può essere nascosta nel muro o visibile sulla cappa, trasformandosi spesso in un elemento di arredo che va ad abbellire la cucina. Sono disponibili anche modelli da parete ad angolo, da fissare su questa particolare tipologia di piano cottura.

 

  • Cappa da cucina a soffitto: la diffusione di questa tipologia si deve alla popolarità crescente delle cucine ad isola, ovvero i piani cottura e di lavoro posizionati al centro della stanza. Dal momento che queste cappe sono molto più in vista dei modelli precedenti, si può scegliere se inserirle all’interno di un mobile, di un supporto in muratura o del soffitto stesso, oppure se optare per un modello che penda dal soffitto come un lampadario.

 

  • Cappa da cucina a scomparsa: i modelli di ultima generazione sono pensati per essere “nascosti” all’interno del piano cottura. Premendo un tasto, infatti, il pannello aspirante posizionato dietro ai fornelli scomparirà magicamente dopo l’uso.

I criteri più importanti per scegliere il modello di cappa più adatto

La cappa da cucina è un elettrodomestico fondamentale per garantire il massimo del comfort all’interno di una cucina, soprattutto se si tratta di un ambiente unico, come ad esempio un open space con living collegato.

Le cappe da cucina, infatti, hanno la funzione di aspirare tutti i fumi ed i vapori prodotti durante la preparazione dei cibi, sanificando l’aria, eliminando gli odori ed impedendo a questi ultimi di diffondersi per tutta la casa o di impregnare i tessuti (tende, cuscini, vestiti).

Oltre ad aspirare i fumi, questi elettrodomestici sono anche dotati di filtri anti-grasso che catturano le particelle di cibo e di grasso prodotte quando si frigge o si cucina.

Questi elettrodomestici aiutano ad eliminare dall’ambiente della cucina tutte le sostanze inquinanti e potenzialmente nocive per la nostra salute.

Come scegliere la tipologia di cappa più adatta alle tue esigenze

Per scegliere la tipologia di cappa più adatta alle tue esigenze tieni presente la sua capacità di aspirazione, le sue dimensioni e la pressione che genera sui condotti di aerazione.

Capacità di aspirazione

Oltre alle dimensioni della cappa, che devono essere commisurate sia al piano cottura sia al restante mobili, è fondamentale prestate attenzione alla capacità di aspirazione della cappa, dato che maggiore è la capacità aspirante, maggiori possono essere le dimensioni della cucina in cui essa andrà installata.

A seconda delle caratteristiche della condotta di scarico, dovrai scegliere la cappa anche sulla base della pressione generata dal motore, altrimenti rischi che la cappa non riesca a scaricare efficacemente all’esterno.

I produttori indicano la capacità di aspirazione di una cappa da cucina in m³/h. Per calcolare quale sia il corretto valore di aspirazione per la tua cucina esiste una semplice formula. Poiché una cappa si considera efficiente se è in grado di ricambiare l’aria nell’ambiente cucina almeno 10 volte nel giro di un’ora, sarà sufficiente moltiplicare per 10 il volume della cucina.

Esempio: se la tua cucina ha una superficie di 20 m² con un soffitto alto 2,70 m, il suo volume sarà di 54 m³. Moltiplica per 10 ottenendo 540 m³: la cappa giusta per questa cucina deve avere una capacità aspirante di almeno 540 m³/h.

Per darti un’idea di cosa offra il mercato, tieni presente che la potenza di una cappa da cucina compatta e adatta ad una piccola cucina può avere una capacità aspirante massima di poco meno di 300 m³/h. Una cappa da cucina potente, adatta a grandi locali cucina, può arrivare a superare gli 800 m³/h.

Dimensioni della cappa
Si parte dalla larghezza, la quale deve essere pari o comunque non inferiore alla larghezza del piano cottura, così da avere la sicurezza che possa intercettare ed aspirare i fumi prodotti da qualunque fuoco sia in uso.

Potrai trovare cappe larghe poco meno di 60 cm fino a modelli “extra large” da 120 cm. Indicativamente lo stesso principio vale anche per la profondità della cappa, qualora si trattasse di un modello dal design piuttosto tradizionale, il quale sovrasta e copre esattamente la stessa area del piano cottura.

I più recenti sviluppi nella progettazione hanno però portato un’ ulteriore evoluzione: si stanno diffondendo nuovi modelli che, nonostante una profondità esigua, riescono comunque ad aspirare efficacemente i fumi prodotti dai fornelli. Le cappe attuali possono avere profondità addirittura inferiori ai 35 cm appena e arrivare fino a 55 cm, la misura standard di un piano cottura.

Anche nell’altezza è possibile riscontrare una certa variabilità: essa può andare dai 60 fino a oltre 150 cm. In molti casi il camino è estensibile per potersi adattare a qualunque cucina.

Pressione della cappa da cucina

Questo valore viene espresso in Pascal (Pa). È importante perché ti può dare un’idea di quanto possa essere efficace la cappa nello scaricare i fumi all’esterno, in particolare se il condotto d’aerazione è particolarmente lungo, tortuoso e ricco di piccoli ostacoli e variazioni. Il flusso d’aria nel condotto infatti “rallenta” e perde pressione non solo all’aumentare della distanza che deve percorrere, ma anche ad ogni ostacolo che incontra. Ogni curva nella condotta comporta quindi una perdita di pressione.

Anche il materiale stesso di cui la condotta è fatta gioca un ruolo importante: una canalina in acciaio rallenterà il flusso d’aria molto meno rispetto ad una vecchia canalina realizzata in muratura.

Negli edifici di più recente costruzione solitamente il percorso del condotto d’aerazione è già ottimizzato per essere il più breve, “liscio” e lineare possibile. Se stai acquistando una cappa per una vecchia abitazione, magari anche un po’ rustica, allora dovrai ispezionare con cura il condotto ed eventualmente scegliere una cappa con un elevato valore di pressione creata. A questo proposito ti può venire in aiuto anche l’etichetta energetica, poiché su di essa viene anche indicata la classe di efficienza fluidodinamica della cappa da cucina: questa viene calcolata prendendo in considerazione la portata, la pressione ed anche la potenza assorbita dalla cappa.

Una cappa in fascia di efficienza alta sarà in grado di convogliare molto efficacemente i fumi all’esterno, mantenendo consumi energetici moderati.

 

 

 

 

Edilizia

5 cose da sapere prima di ristrutturare casa

Ristrutturare casa vuol dire mettere andare a stravolgere uno spazio abitativo. Si parte da un ambiente per ottenerne un altro differente, ma nella maggior parte dei casi non si ha davvero in mente il risultato finale del progetto di ristrutturazione della casa.

Quali sono le cose da sapere prima di ristrutturare casa?

Prima di ristrutturare casa è fondamentale avere un progetto su cui lavorare per personalizzarla, stimare un budget da investire nella ristrutturazione ed essere in regola con la normativa vigente.

A seguire tutto ciò che devi sapere prima di ristrutturare la tua casa.

Avere un progetto chiaro

Prima di eseguire lavori di ristrutturazione bisogna aver ben chiaro in mente cosa si vuole realizzare. Spesso ci si lascia prendere da ciò che si vede in televisione o sulle riviste per riprodurlo esattamente nel proprio appartamento.

Meglio tenere quelle foto (quasi tutte provenienti da showroom o da rendering) solo come spunto e concentrarsi sulla realtà della propria ristrutturazione.

Rivolgiti ad un unico professionista in grado di coordinare l’intero progetto. Un referente unico che sia in grado di recepire le tue esigenze ed i tuoi desideri, che sappia tradurli in proposte realistiche e quantificabili, che possa interfacciarsi con diversi professionisti evitando sovrapposizioni o scavalcamenti di competenza. Egli deve essere in grado di occuparsi al tuo posto delle mille incombenze che capitano ogni giorno in un cantiere aperto.

Stabilisci un budget per i lavori di ristrutturazione

Se hai intenzione di commissionare i lavori ad una ditta specializzata, fissa la cifra massima che puoi permetterti di spendere. Spesso, infatti, si commette l’errore di iniziare la ristrutturazione e sforare di tanto il budget iniziale, ad esempio perché non si è valutato prima il costo degli arredi.

L’ideale sarebbe affidarsi ad un’impresa che fornisca un servizio completo e chiavi in mano.

Controlla lo stato della casa da ristrutturare

Se vuoi acquistare un immobile vecchio, per evitare brutte sorprese rivolgiti ad un ingegnere per verificare se la struttura abbia dei danni strutturali.

Il professionista incaricato farà una diagnosi per accertarsi che non ci siano crepe o altre fessure anomale. Nel caso in cui lo stabile necessiti di interventi, è bene far redigere un preventivo, così da valutare se conviene investire nell’acquisto oppure è meglio demolire e ricostruire.

Quando si decide di ristrutturare casa, bisogna pensare anche ai fenomeni sismici che si sono verificati, con una certa frequenza, negli ultimi anni. Per questa ragione è importante effettuare tutti gli interventi necessari per consolidare la struttura da questo punto di vista: ad esempio, rinforzare i muri attraverso sostegni in cemento armato, ridurre la deformabilità dei solai, introdurre dissipatori in grado di dissipare l’energia sismica che attraversa la struttura.

Controlla sempre che nell’immobile non siano presenti tracce di umidità o di muffa. Si tratta di un inconveniente frequente dovuto, nella maggior parte dei casi, ad infiltrazioni che, a lungo andare, potrebbero causare danni molto seri. In casi del genere, si procede, ad esempio, con un intervento di impermeabilizzazione.

Per effettuare lavori di ristrutturazione simili è necessario affidarsi a personale qualificato ed esperto.

Verifica i permessi e esegui i lavori rispettando la legge

Prima di iniziare i lavori è necessario richiedere al Comune alcuni permessi che variano in base alla tipologia di ristrutturazione che si intende realizzare:

  • per gli interventi di manutenzione ordinaria relativi, ad esempio, a sostituzione o riparazione di finiture già esistenti non è necessario alcun tipo di permesso;
  • per i lavori di manutenzione straordinaria leggera, ovvero spostamenti di muri non portanti, sostituzione di fognature, frazionamento di unità immobiliari, ecc. (a patto di non modificare il volume totale e la destinazione d’uso) il tecnico professionista dovrà richiedere la Cila (comunicazione di inizio lavori asseverata);
  • per interventi su parti strutturali portanti dell’edificio, ad esempio l’abbattimento di pilastri, travi e solai, il rifacimento del tetto, bisogna richiedere il permesso di costruire o la Scia (segnalazione certificata di inizio attività).

In caso di omessa Comunicazione preventiva si incorre in una sanzione pecuniaria di 1000 euro da corrispondere insieme alla relativa CILA o SCIA in sanatoria (o accertamento di conformità).

Nel caso di Comunicazione inviata con i lavori ancora in corso (CILA o SCIA tardiva) si ricorre ad una sanzione ridotta di 333 euro.

Se i lavori effettuati non rispettano le conformità urbanistiche o catastali, la sanzione può aumentare di molto e si può incorrere anche nell’obbligo di demolire/risanare quanto fatto.

Usufruire degli incentivi messi a disposizione dallo Stato

La nuova Legge di Bilancio conferma quanto previsto in materia di agevolazioni edilizie.

Il Governo ha prorogato, insieme ai Bonus 2022, quasi tutte le agevolazioni relative agli stessi. Si tratta di specifici Bonus casa che mirano ad incentivare la transizione green con interventi ad alto efficientamento energetico. Previste anche detrazioni fiscali che puntano a garantire l’acquisto e la ristrutturazione edilizia degli immobili abitativi.

La Legge di Bilancio 2022 è in attesa di approvazione definitiva da parte del Governo, quindi potrebbero esserci degli emendamenti. Dunque la conferma delle novità introdotte si potrà avere solo dopo la pubblicazione del provvedimento definitivo.

Nell’attesa, vediamo quali Bonus resteranno rispetto ai Bonus in scadenza nel 2021.

Superbonus 110%

Anche se non indicato in modo diretto nella Manovra di Bilancio 2022, il Governo ha deciso di prorogare il Superbonus 110%.

Le regole però saranno modificate: il Superbonus 110% potrà essere applicato sempre ai lavori di efficientamento energetico, all’installazione impianti fotovoltaici, nonché alle strutture per ricarica di veicoli elettrici o alla realizzazione cappotto termico.

In forse, invece, l’importo del Superbonus 110%. Le modifiche al bonus, infatti, potrebbero prevedere delle limitazioni in base al reddito dei richiedenti con percentuali che partono dal 65% e arrivano fino al tetto massimo del 110% per le categorie con reddito inferiore.

Si attende conferma del Superbonus anche per le abitazioni monofamiliari e villette ma con un Isee per i proprietari fino a 25mila euro e limitato alle sole prime case.

Prevista la proroga al 2023 per condomini e IACP.

Ecobonus

Nella Manovra 2022 è stato rafforzato l’Ecobonus e riconfermato in Legge di Bilancio fino al 2024. Si tratta di una misura volta a garantire, come da indicazioni del PNRR, l’efficienza energetica degli edifici.

Nello specifico, l’Ecobonus prevede una detrazione dal 50% al 65% per gli interventi di efficientamento energetico che non rientrano nel Superbonus 110.

La misura potrebbe subire delle modifiche nel corso del prossimo anno.

Sismabonus

Potenziato dal Governo anche il Sismabonus. È una detrazione fiscale utile a garantire la messa in sicurezza degli edifici. Prevede un’agevolazione con aliquote variabili a seconda della zona sismica in cui è collocato un edificio e della tipologia d’immobile.

Per quelli unifamiliari, lo sconto va dal 50 al 70%. Invece per i condomini va dal 75 all’85%.

Bonus Ristrutturazioni

Rinnovato al 2022 anche il Bonus Ristrutturazioni (in cui rientra il Bonus condizionatori). Tale agevolazione per la casa consiste in una detrazione dall’IRPEF del 50% delle spese sostenute, fino a 96.000 euro per unità immobiliare.

Grazie al Decreto Rilancio è stata anche introdotta la possibilità di optare, in alternativa alla detrazione, per la cessione del credito o per lo sconto in fattura.

Riconfermato anche il bonus facciate che sarà prorogato, ma la percentuale scenderà dal 90% al 60% il prossimo anno.

Bonus Mobili

Confermato anche il Bonus mobili 2022, ovvero la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici in classe A (A+ per i forni).

Per essere valido tale Bonus deve essere utilizzato per arredare immobili oggetto di lavori di ristrutturazione.

 

 

Edilizia, Interior Design

Come scegliere il miglior camino per la tua casa

Il calore di un camino ed il profumo del legno che brucia rendono sicuramente un ambiente più accogliente.

I caminetti sono diventati il nuovo lusso nelle abitazioni moderne. Per questo motivo il camino va scelto facendo molta attenzione a diversi fattori. Scopriamo quali.

Quali fattori bisogna tener conto nella scelta di un camino?

Per scegliere il miglior camino, devi considerare diversi fattori, quali:

  • la struttura della casa e se la stessa ne consente l’installazione,
  • la presenza o meno di una canna fumaria.
  • il budget richiesto e l’eventuale consumo energetico
  • il modello che più si adatta alle tue esigenze ed ai tuoi gusti.

Il camino viene scelto principalmente per due ragioni: per motivi estetici e per riscaldare.

Se scegli di installare un caminetto per il semplice piacere di avere una fiamma in casa, scegli un focolare che offra una bella vista del fuoco. Ad esempio, un modello in vetro o bi-trifacciale, ti permetterà di essere a contatto visivo con il fuoco. In questo caso, la necessità di una fiamma potente che fornisca un grande calore passa in secondo piano.

Se scegli l’utilizzo del caminetto come riscaldamento principale o aggiuntivo, molto probabilmente sarà utile acquistarlo a legna o pellet perché sono i combustibili meno costosi sul mercato.

Esistono altre opzioni se devi utilizzarlo solo durante la stagione invernale o se il lato economico non è la tua prima preoccupazione.

L’importanza dell’ambiente e delle dimensioni nella scelta di un camino

Quando scegli un camino, per prima cosa devi stabilire in quale stanza o punto della casa installarlo.

La scelta del giusto ambiente è fondamentale e per scegliere bene, devi valutare lo spazio a disposizione.

Se decidi d’installare un camino funzionante, devi prevedere anche l’istallazione di una cappa o canna fumaria, che tramite l’effetto tiraggio, ha il compito di convogliare i fumi verso l’esterno. Quest’opzione è possibile solo nel caso in cui ci sia la possibilità d’inserire la canna fumaria all’interno della parete, con relativo comignolo nella parte finale.

La stanza che di solito viene scelta per l’istallazione di un camino è il soggiorno o il salotto. L’ambiente ideale nel quale ubicare un camino deve comunque essere ben arieggiato, dotato di finestre e prese d’aria verso l’esterno e possibilmente, non devono esserci altre fonti per il riscaldamento della casa.

Riguardo le dimensioni invece, puoi basarti sulle seguenti al fine di stabilire facilmente quanto grande deve essere il tuo camino.

Quanto deve essere grande un camino per riscaldare una stanza?

Le seguenti dimensioni sono da intendersi per il solo ambiente che deve ospitarlo:

  • Su un’area di 15-20 metri quadri, altezza, larghezze e profondità del camino devono essere rispettivamente di 50 x 60 x 35 centimetri, mentre la larghezze e la profondità della canna fumaria devono essere di 20 centimetri;
  • Su un’area di 25-30 metri quadri, altezza, larghezze e profondità del camino devono essere rispettivamente di 60 x 75 x 37 centimetri, mentre la larghezze e la profondità della canna fumaria devono essere di 20 centimetri;
  • Su un’area di 35-40 metri quadri, altezza, larghezze e profondità del camino devono essere rispettivamente di 71 x 95 x 40 centimetri, mentre la larghezze e la profondità della canna fumaria devono essere di 26 centimetri;
  • Su un’area di 50-70 metri quadri, altezza, larghezze e profondità del camino devono essere rispettivamente di 82 x 115 x 45 centimetri, mentre la larghezze e la profondità della canna fumaria devono essere rispettivamente di 38 x 26 centimetri.

Quali sono le tipologie di camino più diffuse?

Il camino a legna è il classico per eccellenza. La bellezza di un camino “vero” come si usava tantissimi anni fa è insostituibile. In un camino a legna si può anche cucinare o arrostire e la scenografia che si crea è davvero suggestiva. La fiamma è viva e morbida ed il senso di calore è immediato.

Questa tipologia però presenta anche degli svantaggi perché la legna deve essere stoccata, le canne fumarie pulite, la fuliggine vola ovunque, il fuoco va acceso manualmente. Per fortuna esistono in commercio altri tipi di combustibile più inodore o efficienti.

Bisogna comunque tener presente tutte le limitazioni di un camino di questo tipo sia a livello di spazio, che di manutenzione e canna fumaria.

Garantire il perfetto tiraggio di un caminetto a legna è più difficile e la canna ha più vincoli rispetto a quella di altri camini: è opportuno evitare gomiti o curve, così che il flusso di fumo possa fuoriuscire in maniera fluida. Nel caso in cui non si potessero proprio evitare cambi di direzione e variazioni di pendenza, queste non dovrebbero comunque superare i 45°, ancora meglio se inferiori a 30°.

Il camino a legna può essere aperto o chiuso: quest’ultima soluzione è molto interessante soprattutto se si ha paura di “scottarsi” con i tizzoni o se si vuole riscaldare un ambiente che presenta un arredamento delicato con parquet, tappeti e tende, consentendo di preservarne la bellezza non intaccandolo con i fumi. La fiamma è comunque visibile, ma non c’è pericolo di fuoriuscite incandescenti.

I camini con vetro, a focolare chiuso, offrono rendimenti più alti ed una combustione più pulita, rispetto ai caminetti aperti a fiamma libera.

Altre tipologie di camino

Oltre alle due principali tipologie di camini, aperto e chiuso, ne esistono altre che puoi scegliere. Scopriamole insieme.

Camino aperto ventilato 

Il camino aperto ventilato è una soluzione che rimane sempre tra le più classiche, ma di certo non è la scelta da fare se intendi avere uno strumento efficiente per il riscaldamento. L’effetto estetico è sicuramente il migliore tra tutti i modelli.

Rispetto al classico camino aperto che offre un rendimento pari al 20%, questo prevede un sistema di tubi che distribuiscono il calore anche in alti ambienti della casa, garantendo un rendimento energetico almeno del 40%.

Camino chiuso ventilato 

Il camino chiuso ventilato riesce a rendere fino all’80%, unendo le caratteristiche di un camino chiuso, già più efficiente di un classico camino aperto, alle specifiche di un camino ventilato. Questa tipologia garantisce una maggiore durata della combustione e quindi una migliore autonomia, ciò comporta una riduzione della spesa per l’acquisto del materiale da bruciare.

Camini prefabbricati 

I camini prefabbricati sono elementi monoblocco già pronti all’installazione. L’unico passaggio previsto per questa tipologia di camino è il collegamento alla canna fumaria. Pur essendo già semi-finiti, i camini prefabbricati devono essere assemblati sul posto, nel momento in cui vengono installati.

Sono realizzati con materiali grezzi, l’installazione è semplice e non richiede tempi lunghi, ma il lavoro deve comunque essere eseguito da un professionista.

Caminetto a gas 

Il caminetto a gas è una tipologia molto più semplice da usare, perché dà la possibilità di riscaldare senza opere complesse di pulizia o senza stoccaggio di materiale.

La fiamma è telecomandabile, programmabile attraverso un timer e richiede una canna fumaria con diametro inferiore rispetto ai caminetti a legna.

Per imitare il fuoco della legna in genere sono dotati di ciottoli bianchi, oppure ceppi di legno in ceramica.

Il camino è dotato di piedini regolabili in altezza sia internamente che lungo il lato esterno del caminetto. Se la posizione più alta del piedino non è sufficiente, è necessario installare una struttura di supporto su cui appoggiare il caminetto. Questa deve essere stabile e abbastanza forte da sopportarne il peso.

Il gas è un combustibile abbastanza economico e di facile fornitura. Si pulisce periodicamente con una spazzola e non è molto invasivo. Non è un camino pericoloso perché la fuoriuscita del gas è sempre controllata e ha diversi sistemi di sicurezza.

Esistono camini a gas senza canna fumaria, ideali per chi per esempio vive in un condominio e non può installarne una. Non avendo a disposizione un sistema di tiraggio naturale, questi camini richiedono la presenza del vetro frontale.

Essendo un dispositivo che brucia combustibile deve essere fatto controllare da un tecnico almeno una volta all’anno e sicuramente è più soggetto ad usura avendo in dotazione anche delle parti elettromeccaniche.

Non è possibile cuocere nulla all’interno ed è generalmente più costoso di uno a legna in fase di esercizio.

Camino a pellet 

La scelta ideale se non hai posto per una legnaia e vuoi una soluzione più pulita.

Il pellet è un combustibile di dimensioni più ridotte e 100% naturale, ricavato dalla lavorazione degli scarti di legno, che prima vengono tritati in segatura, poi essiccati ed infine pressati in piccoli cilindri. Contiene una bassissima percentuale di umidità. Questo fattore ne aumenta il potere calorifico, dunque, a parità di peso, brucia per più tempo rispetto alla comune legna da ardere, producendo più calore ed ottimizzando i consumi.

I camini a pellet possono essere programmati, per gestire accensione e spegnimento in modo automatico e, mediante un sistema di canalizzazione dell’aria calda, è possibile riscaldare tutte le stanze ottimizzando le prestazioni dell’impianto.

 

Edilizia

Riscaldamento casa in inverno: qual è la soluzione migliore?

Avere una casa calda ed accogliente in inverno soprattutto quando all’esterno c’è il gelo, l’umido ed il freddo intenso è fondamentale. Stufe, condizionatori e termosifoni offrono diversi vantaggi. Scopriamo insieme quali sono le tipologie di riscaldamento per la casa in inverno.

Stufe, condizionatori, termosifoni: quali vantaggi offrono?

Stufe, condizionatori e termosifoni sono fondamentali in una casa durante la stagione invernale. Le tre tipologie di riscaldamento offrono diversi vantaggi.

Vediamoli nel dettaglio.

Stufa: a legna o a pellet

Non esiste una stufa migliore dell’altra, dipende solo quale delle due tipologie si adatta meglio alle tue esigenze. Se sei alla ricerca di un riscaldamento con il conseguente risparmio di combustibile e sei affascinato dall’utilizzo della legna, la quale rievoca vagamente il concetto del camino tradizionale, la stufa a legna è la soluzione ideale. Se invece sei particolarmente attento al rispetto dell’ambiente e ricerchi un riscaldamento con il minor livello emissivo delle polveri sottili, allora la soluzione ideale è sicuramente la stufa a pellet.

La stufa a legna ti permette di riscaldare gli spazi della casa con un risparmio sui consumi energetici. Va messa al centro del locale per una maggiore ed omogenea diffusione del calore nell’abitazione. Va collocata sempre nel piano principale, per permettere che il calore si diffonda salendo.

Il vantaggio principale è sicuramente dato dalla sua alimentazione con un combustibile completamente rinnovabile.

Il suo prezzo iniziale è inferiore rispetto alle stufe a pellet, le quali funzionano attraverso l’utilizzo di tronchetti di segatura essiccata e compressa che bruciati immettono nell’atmosfera lo stesso quantitativo di anidride carbonica prodotta dal legno decomposto in natura. Godono degli incentivi offerti dal Governo per le fonti alternative; i loro consumi non superano i 70 euro per MWh, contro i 90 per MWh di media del gas metano.

Oggi le stufe a pellet presenti in commercio riscaldano anche le metrature più grandi, ma un generatore a pellet ermetico può essere installato anche in quelle stanze come bagno e camera da letto, che sarebbero vietati ad una classica stufa.

Queste stufe sono in grado di portare l’aria esausta direttamente all’esterno; senza un foro d’areazione, tutta l’aria calda rimane nell’abitazione, mantenendo in equilibrio la temperatura.

Le stufe in commercio sono garantite dal marchio CE e da un libretto che ne indica tutte le specifiche quali la potenza, il rendimento e il valore delle emissioni.

Condizionatori con pompa di calore

I condizionatori, offrono un doppio sistema di climatizzazione: in estate possono essere utilizzati come deumidificatore oppure per raffreddare gli ambienti della propria casa. In inverno, invece, possono sostituire in modo valido i termosifoni, garantendo grazie alla tecnologia della pompa di calore un buon comfort ed il riscaldamento dell’abitazione.

Uno dei vantaggi dell’utilizzo dei condizionatori è sicuramente il fatto che non hanno bisogno di grandi interventi di manutenzione, dato che è sufficiente operare la sanificazione e la pulizia dei filtri. Non essendo alimentati a gas, non sono soggetti a specifiche normative di sicurezza e possono essere utilizzate anche per le seconde case al mare, dove magari non arriva la rete del metano, così da scaldare gli ambienti senza bisogno di consumare gas.

Se la casa in cui vengono utilizzati i condizionatori è dotata di un impianto fotovoltaico, si possono utilizzare i condizionatori per scaldare la casa in inverno con un notevole risparmio, sfruttando l’energia elettrica prodotta proprio dai pannelli.

I condizionatori moderni sono poco ingombranti, a differenza del passato. Sono caratterizzati da un design essenziale e poco invasivo, che può adattarsi molto bene anche ad una casa arredata con eleganza. Un condizionatore di qualità permette di vivere in un ambiente estremamente confortevole in tutte le stagioni, evitando i problemi causati dal caldo, soprattutto negli ambienti con poca aerazione naturale.

Inoltre i condizionatori di ultima generazione svolgono anche un’efficace azione filtrante. Sono ideali quindi anche per mantenere l’aria costantemente pulita e salutare, indicata soprattutto per le aree molto inquinate e per chi soffre di allergia e disturbi respiratori.

Termosifoni o radiatori

Costituiscono ancora oggi il sistema di riscaldamento più diffuso nelle case. Il progresso tecnologico ci ha consentito di avere materiali sempre più leggeri, ma allo stesso tempo performanti dal punto di vista dell’efficienza energetica e che riducono quindi il costo della bolletta.

Nell’ottica di una sostituzione o di una ristrutturazione del proprio appartamento che non investa l’impiantistica, la scelta dei radiatori orizzontali in acciaio o in alluminio risulta la soluzione più economica e di facile installazione.

Il classico termosifone consente riparazioni più agevoli, considerando che i ricambi sono più facili da reperire in caso di guasti, rispetto ad un modello di design, per il quale spesso è necessario contattare la casa madre o reperire un rivenditore autorizzato.

Le diverse tipologie di radiatori

Come anticipato, il radiatore orizzontale è il sistema di riscaldamento più diffuso nelle abitazioni.

Ne esistono diverse tipologie, quali:

Radiatori in acciaio 

Sono la scelta più comune per via della versatilità del materiale, che permette anche maggiori possibilità dal punto di vista estetico.

I termosifoni in acciaio possono essere di svariate forme: a colonne, a tubi o a piastra. Inoltre possono diventare veri e propri elementi di design.

Economici e non troppo pesanti, il loro punto debole è che l’acciaio si può corrodere facilmente. Per scongiurare il rischio, però, basta applicare dei rivestimenti specifici.

Radiatori in alluminio 

Si scaldano molto rapidamente, di contro si raffreddano con la stessa velocità. Per questa loro peculiarità è più facile trovarli in contesti in cui c’è bisogno di un uso intensivo del radiatore o in case vacanze.

Il “nemico” del modello in alluminio è la ruggine, che attacca internamente il materiale. Anche in questo caso comunque il problema può essere ovviato in parte con degli inibitori chimici.

Radiatori in ghisa 

Si tratta del modello storico, quello più antico. A differenza dell’alluminio, la ghisa rilascia gradualmente il calore quindi, se da un lato i radiatori impiegano più tempo a scaldarsi, dall’altro continuano ad emettere calore da spenti ancora per un bel po’. Sono adatti per un impiego continuo dell’impianto.

Questo materiale ha il vantaggio di non essere attaccato dalla ruggine, ma può essere più costoso, pesante e fragile degli altri.

Radiatori in polipropilene 

Sono l’ultima generazione immessa sul mercato e promettono risultati importanti per praticità ed economicità. Pesano poco, hanno una resa termica costante e resistono bene alla corrosione.

 

 

 

 

Edilizia

Manutenzione casa: quali controlli vanno fatti periodicamente?

Una casa, una volta acquistata, necessita di una serie di controlli ed interventi di manutenzione periodici. Essi sono mirati al mantenimento dell’immobile stesso ma anche al rispetto di alcuni obblighi di legge ed al miglioramento dell’efficienza energetica di quell’immobile. Vediamoli nel dettaglio.

I principali controlli di manutenzione ordinaria

La casa ha un costo costante che pesa sulle finanze di chi la vive. Per questo motivo gli interventi di manutenzione ordinaria sono di vitale importanza. Essi consentono di ridurre le spese e prevenire guasti o danni tali che inevitabilmente porterebbero ad interventi di manutenzione straordinaria. Quest’ultimi, oltre ad essere più invasivi, sono anche più pesanti economicamente.

Scopriamo insieme quali sono i principali controlli di manutenzione ordinaria per preservare la tua casa da eventuali problemi di carattere tecnico o strutturale.

Manutenzione impianto di riscaldamento

Un intervento obbligatorio per legge che può essere annuale, biennale o quadriennale, in quanto dipende dal tipo di impianto e dalla sua potenza. Solitamente si pensa alle caldaie ed all’impianto di riscaldamento solamente con l’avvicinarsi dell’inverno, ma in realtà l’acqua calda viene utilizzata tutto l’anno.

Avere un impianto a norma garantisce vantaggi economici ed ambientali, in quanto si riducono consumi ed inquinamento.

La manutenzione della caldaia è indispensabile per il suo corretto funzionamento e la sua durata ma non solo.

Avere una caldaia in regola ed efficiente serve ad assicurare una temperatura calda in casa, a contenere i consumi e ad evitare multe. Dal 2013 con il DPR 74/2013, infatti, la normativa è cambiata e la manutenzione della caldaia è obbligatoria per legge, ma bisogna distinguere tra questa ed il controllo dei fumi della caldaia, anch’esso obbligatorio.

Quando si parla di manutenzione della caldaia ci si riferisce al corretto funzionamento dell’impianto ed alla pulizia del bruciatore e dello scambiatore di regolazione.

Il bruciatore è un componente fondamentale per il funzionamento della caldaia: in questo avviene la miscelazione tra combustibile e comburente per avviare la combustione e riscaldare l’acqua. Questo processo favorisce l’accumulo di scorie al suo interno, le quali se non rimosse, possono causare malfunzionamenti o una riduzione della resa dell’impianto.

Lo scambiatore è il componente della caldaia in cui l’acqua fredda proveniente dalla rete idrica viene riscaldata per poi essere immessa nel circuito dell’impianto di riscaldamento. Essendo costantemente a contatto con l’acqua, lo scambiatore è soggetto all’azione erosiva del calcare che col tempo può inficiarne il corretto funzionamento.

Il controllo periodico della caldaia è importante al fine di conservare l’efficienza dell’impianto e ridurre i costi di esercizio, allungando il ciclo di vita della caldaia ed aumentandone la sicurezza.

Manutenzione condizionatori d’aria

Anche in questo caso ci sono degli obblighi di legge da rispettare (nazionali e regionali).

I condizionatori (sia le unità esterne che quelle interne) richiedono un intervento di manutenzione ordinaria per quel che riguarda la pulizia dei filtri, il controllo del livello del refrigerante oltre alla verifica di eventuali perdite o guasti.

L’aria che respiriamo, soprattutto in estate, passa anche dal livello di pulizia dei condizionatori. Motivo per cui vale davvero la pena controllarli regolarmente.

Manutenzione elettrodomestici

La maggior parte delle volte ci si preoccupa degli elettrodomestici solo quando smettono di funzionare. Quando non lavorano correttamente gli elettrodomestici consumano molto di più e possono essere pericolosi. È bene quindi controllare l’usura dei componenti ed eventualmente anche valutare l’acquisto di un modello più recente che abbia una classe energetica migliore e risponda meglio alle esigenze per cui si utilizza quell’elettrodomestico.

Manutenzione impianto elettrico

Il controllo di prese ed interruttori è un intervento di manutenzione casa da effettuare in tutti i locali all’interno della nuova abitazione senza dimenticare anche gli ambienti meno utilizzati.

Un controllo dell’impianto elettrico rappresenta spesso un ottimo parametro di sicurezza, sia in vista dell’utilizzo degli stessi tramite elettrodomestici, sia per questioni di tranquillità personale laddove ci si dovesse assentare da casa.

Manutenzione pareti interne

Uno degli interventi di manutenzione della casa più pesante è quello che riguarda le pareti interne. Esse possono essere il terreno fertile di crepe, distacchi dello stucco, ingiallimento e muffa. Tutti fenomeni che, oltre ad essere brutti da vedere, rappresentano un pericolo sia per la salute sia per le pareti stesse.

Ogni fenomeno sopracitato va valutato individualmente cercando di capire quali sono le cause ed eseguendo interventi che siano risolutivi.

Pulizia delle grondaie

Ogni anno bisogna effettuare la pulizia delle grondaie pluviali da fogliame, nidi ed altro materiale con l’obiettivo di permettere all’acqua di defluire correttamente all’interno delle stesse. Si tratta di un intervento da svolgere appena arrivati in una nuova abitazione e con cadenza annuale anche in tutte le case. Questo intervento, se trascurato, può ricreare un habitat ideale alla proliferazione di insetti e parassiti.

Questa operazione può essere effettuata anche in autonomia, ma l’intervento di un professionista è generalmente preferibile considerato il basso costo d’intervento, la difficile raggiungibilità dei luoghi da ripulire e la pericolosità derivante dall’operazione per via dell’altezza delle strutture.

Ispezione perimetrale della casa

Ispezionare tutti gli ambienti dell’abitazione, sia internamente che esternamente permette di individuare eventuali perdite d’acqua, di umidità e principi di efflorescenze. Anche in questo caso un’azione preventiva concernente un intervento di risanamento di muri, pareti, soffitti o sottotetti laddove se ne presentasse la necessità, potrebbe contribuire ad evitarci grandi malumori ed elevate spese di riparazione.

Controllo delle utenze

Anche se troppo spesso vengono sottovalutate, le bollette possono essere ridotte in due modi: verificando i consumi e confrontando le tariffe.

Nel corso del tempo possono cambiare le esigenze della famiglia (numero delle persone, tempo trascorso in casa) e le tariffe che andavano bene fino a qualche anno prima potrebbero non essere più convenienti.

Inoltre nel tempo possono essere disponibili nuove tariffe ed offerte che permettono di abbattere i costi di ogni bolletta (luce, gas, telefono, internet). Allo stesso tempo è utile controllarle con una certa regolarità al fine di individuare tempestivamente delle anomalie e capire qual è la causa e quali sono le soluzioni possibili per risolvere il problema.

 

 

 

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Muffa sui muri: consigli utili su come eliminarla definitivamente

La muffa è una nemica inarrestabile, uno dei fenomeni più spiacevoli che affliggono le nostre abitazioni. Un problema difficile da eliminare ma non impossibile. Scopriamo perché!

Muffa sui muri: cause ed origini della provenienza

Quando inizia a comparire la muffa sui muri è fondamentale individuarne subito la causa. Essa è più frequente in ambienti chiusi e soggetti ad umidità, poco soleggiati o con infiltrazioni di acqua o in ambienti, aventi una scarsa ventilazione nei quali si forma condensa

La muffa si propaga velocemente, non è salutare ed è antiestetica. Compare sotto forma di evidenti macchie scure sulle pareti, negli angoli, negli armadi. Si percepisce anche all’olfatto come aria di “marcio” o “di chiuso”.

Essa causa lo sfarinamento delle pitture e, se non correttamente rimossa, è in grado di disgregare completamente anche l’intonaco.

Le due cause accertate e verificate di comparsa muffa sui muri sono:

  • scarso isolamento termico delle pareti: muri, travi e pilastri rivolti all’esterno e non perfettamente coibentati.
  • Cattive abitudini di riscaldamento e di ventilazione della casa: scarso ricambio d’aria, biancheria umida posta ad asciugare all’interno dell’abitazione, eccesso di acqua nelle piante, mancato posizionamento di cappe o ventole nella cucina.

Esistono altre cause comuni come:

  • infiltrazioni d’acqua dal terreno o dal soffitto
  • perdite dai tubi
  • condensazione

Per identificare le zone umide o con infiltrazioni basta osservare il materiale:

  • il gesso si gonfia;
  • la pittura decolora o cade a scaglie;
  • l’intonaco si gonfia e cade;
  • il metallo si corrode;
  • il legno si distacca e marcisce;
  • sui materiali impermeabili si formano delle bolle.

Fino a qualche anno fa, per togliere la muffa sui muri si procedeva rimuovendola con alcol denaturato o candegginaOggi sono disponibili sul mercato prodotti specifici come i liquidi sterilizzanti e le pitture antimuffa ed anticondensa.

Due metodi per eliminare la muffa dai muri di casa

Per rimuovere la muffa sui muri esistono due soluzioni.

Primo metodo: utilizzare un igienizzante antimuffa

Utilizzando una soluzione igienizzante antimuffa, potrai eliminare in modo efficace la muffa dai muri respirando nuovamente aria di pulito nella tua abitazione.

Il prodotto che viene utilizzato per questo scopo deve essere maneggiato con attenzione. Non è possibile fare a meno di usare gli indumenti adeguati e le protezioni adatte per rimuovere muffa sui muri. 

Si consiglia innanzitutto di detergere accuratamente le mani prima dell’intervallo, così come a lavoro ultimato.

Evitare il contatto con gli occhi e la pelle.

Durante la messa in posa vanno indossati:

  • guanti di protezione contro gli agenti chimici con marcatura CE ed appartenenti alla categoria III
  • maschera protettiva, nelle esposizioni brevi e minime; l’autorespiratore filtro B, durante le operazioni più intense e durature
  • occhiali protettivi a tenuta.

Per reperire questo tipo di protezioni basta recarsi in qualsiasi centro per il fai da te o magazzino di materiale edile o anche nei negozi di ferramenta ben forniti.

Sulle zone contaminate puoi effettuare il trattamento utilizzando una soluzione igienizzante presenti in commercio. Diluisci la soluzione con acqua facendo attenzione a rendere omogeneo il prodotto, applicane una prima mano ed attendi l’essiccazione. 

Spazzola accuratamente al fine di rimuovere le flore batteriche.

Tutti i supporti devono risultare puliti ed esenti da polveri, vecchie pitture deboli o inconsistenti. 

Stucca e livella eventuali irregolarità del sottofondo utilizzando un idoneo rasante. Ripulisci accuratamente da polvere e sporcizia.

Sulle zone particolarmente contaminate, ripeti l’operazione più volte finché il muro non risulterà pulito.

Ad operazione finita ricordarti sempre di arieggiare la stanza e attendere che le pareti siano asciutte per passare all’intervento successivo.

Secondo metodo: utilizza una pittura antimuffa

Puoi optare per un’idropittura traspirante idrorepellente per interni, a bassissimo contenuto di VOC (composti organici volatili) esente da solvente ed altamente coprente.

In alternativa puoi utilizzare un’idropittura termoisolante anticondensa, la quale non solo resiste in ambienti umidi ma ha anche proprietà fonoassorbenti. Questo prodotto grazie alla presenza di microsfere di vetro cave riduce lo scambio termico e la formazione di condensa superficiale, che sono le principali cause di formazione delle muffe.

Prima di applicare il prodotto è importante accertarsi che tutti i supporti siano puliti ed esenti da polveri, vecchie pitture deboli o inconsistenti

La superficie deve essere stuccata e livellata da eventuali irregolarità del sottofondo utilizzando un idoneo rasante. 

Occorre innanzitutto preparare il muro con un primer, un preparatore di fondo soprattutto se la superficie è molto assorbente o con un assorbimento irregolare.

Trascorse le prime sei ore, puoi applicare la prima mano di pittura.

Nel caso di un primer, diluisci il prodotto con il 15% – 30% (in volume) di acqua pulita e mescolalo con miscelatore a basso numero di giri fino a rendere il prodotto omogeneo. 

A distanza di almeno 6 ore dall’ultima mano di primer o fondo, applica la prima mano di pittura scelta utilizzando un pennello o un rullo.

Il prodotto non va applicato con temperature inferiori a +5°C o superiori a +30°C, su supporti freschi o in presenza di umidità, su superfici esterne.

Consigli utili per eliminare la muffa definitivamente

In entrambi le soluzioni sopracitate segui i seguenti consigli:

  • proteggi i mobili e le superfici da non sporcare utilizzando carta da imballaggio.
  • Copri le prese elettriche, gli interruttori e le placche di rivestimento con del nastro adesivo.
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Controsoffitto in casa: i vantaggi offerti da questa scelta

Hai intenzione di ristrutturare casa rendendola più moderna? I controsoffitti rappresentano una soluzione molto interessante: permettono di ottenere importanti vantaggi e di creare un ambiente moderno e sofisticato. Scopriamone di più.

Quali vantaggi offre un controsoffitto in casa?

I controsoffitti prevedono una struttura realizzata con un telaio metallico e lastre di cartongesso. Possono essere utilizzati per creare simpatici effetti anche di tipo ondulato. 

Come anticipato è necessario prima creare una struttura metallica, all’interno della quale è possibile inserire lana di vetro o lana roccia: questi materiali hanno un elevato potere isolante e di conseguenza si ottiene un isolamento termico ed acustico. Nel caso in cui non ci fosse sufficiente spazio per realizzare l’intercapedine, si possono utilizzare pannelli di cartongesso isolanti.

Questi accorgimenti migliorano il comfort abitativo: si ottiene un risparmio economico sul costo dell’energia per il riscaldamento, dovuto anche alla riduzione della cubatura interna dell’ambiente e si evita di sentire i rumori che provengono dal piano superiore, che si tratti della voce dei vicino o del calpestìo. 

I controsoffitti possono essere realizzati per nascondere i fili degli impianti elettrici come nel caso in cui in un immobile sia stato necessario realizzare un nuovo impianto, con l’uso di questa tecnica una parte dei cavi può essere nascosta senza dover realizzare opere murarie. Si possono inoltre nascondere impianti di climatizzazione.

Controsoffitto: isolamento termico e design

Al giorno d’oggi questa soluzione è molto richiesta perché offre diversi vantaggi, quali:

  • Isolare l’ambiente. Il controsoffitto riesce ad isolare sia termicamente sia acusticamente la stanza in cui viene applicato, grazie al materiale coibente presente nell’intercapedine. Esso attutirà i rumori e ridurrà la dispersione di calore tra un piano e l’altro, preservando sia il silenzio che il calore di ogni ambiente.
  • Nascondere gli impianti. Ciò permetterà anche di intervenire sui fili, sulle tubature e sugli impianti di condizionamento, senza coinvolgere i muri di casa in caso di guasti o di rifacimento di impianto elettrico.
  • Rinnovare l’aspetto degli ambienti. Per rifinire l’atmosfera e l’architettura della propria casa, si sceglie di integrare il sistema d’illuminazione nella controsoffittatura, installando controsoffitti con faretti a led direttamente nella struttura. Essi creano dei giochi di illuminazione particolari.
  • Nascondere anche altri difetti che nel tempo si sono presentati, come ad esempio macchie o altri piccoli segni.

Le diverse tipologie di controsoffitti in cartongesso

Per la realizzazione del controsoffitto bisogna prevedere l’utilizzo di cartongesso di altissima qualità. In base alla destinazione d’uso si può scegliere il materiale ed il tipo di cartongesso:

  • controsoffitti continui con classiche lastre in gesso rivestite da cartone per gli appartamenti 
  • controsoffitti modulari in caso di ristrutturazioni commerciali. Essi offrono una maggiore comodità e soprattutto sono resistenti al fuoco
  • lastre di gesso rivestite di apposito cartone idrorepellente in caso di utilizzo in esterno o in presenza di molta umidità 
  • cartongesso termoacustico per esigenze di minimizzazione del rumore da “calpestio” proveniente dal piano superiore. Viene realizzato con un tappetino isolante, al quale vengono aggiunti eventualmente pannelli di lana di vetro o lana di roccia, oppure lastre in cartongesso con polistirolo.

I controsoffitti in cartongesso possono essere in aderenza, sospesi o autoportanti.

Il primo è costituito da una struttura metallica, fissata alla soletta mediante appositi ganci su cui si poggiano le lastre; la soluzione sospesa consiste in un sistema di elementi di pendici in acciaio che partono dal solaio del piano superiore e reggono l’orditura metallica. 

Controsoffitti autoportanti

I controsoffitti autoportanti hanno invece un’anima metallica che non si poggia al soffitto, ma alle pareti perimetrali. 

La sottostruttura può essere a vista, nascosta o seminascosta: dipende dai giunti di connessione e dalla natura dei controsoffitti, i quali possono essere:

  • chiusi
  • aperti,
  • non ispezionabili, possiedono guide nascoste e fughe tra giunti che ne impediscono l’ispezione
  • ispezionabili con profili a T rovesciata, sui quali si poggiano pannelli modulari smontabili e con botole di ispezione. Quest’ultime rendono ideale la presenza degli impianti.
Materiali per la realizzazione dei controsoffitti

I controsoffitti possono essere realizzati in:

  • cartongesso. Con questo materiale è possibile realizzare strutture sospese ed ispezionabili che ben distribuiscono luce ed isolano acusticamente e termicamente. La realizzazione è semplice ed efficace e può essere portata a termine tramite strutture metalliche a vista oppure nascoste. I profili in lamiera per la sospensione sono adattabili ad ogni tipo di pannello, sono a “T” (ma anche ad L, C e per vallette ad F) con montaggio a sormonto e con elevata resistenza a trazione e antisismici.
  • I controsoffitti in legno sono composti da una struttura portante fissata alle pareti ed al soffitto. I pannelli in legno, una volta ancorati alla struttura, vengono prima fissati su orditure non più visibili. Nel caso di doghe, esse vengono fissate alla struttura portante tramite un sistema a scatto che le rende facilmente rimovibili in caso di bisogno. I controsoffitti in legno possono essere sia ispezionabili sia non ispezionabili, a seconda della natura rimovibile o meno dei pannelli. Oltre al fattore estetico, le strutture in legno sono particolarmente adatte per ospitare impianti di illuminazione, climatizzazione e filodiffusione. Hanno inoltre una grande dote di isolante acustico, soprattutto se integrato ad altri materiali come il polistirene, la lana di canapa.
Svantaggi dei controsoffitti in casa

I controsoffitti, oltre ai vantaggi sopracitati, presentano però anche degli svantaggi, quali:

  • Riduzione dell’altezza. Prima di procedere con i lavori di installazione di un controsoffitto, devi analizzare bene la situazione degli spazi calcolando attentamente le misure degli ambienti. Questa struttura potrebbe presentarsi come un’arma a doppio taglio poiché può essere adatto in alcune circostanze ma controproducente in altre. Le altezze minime da rispettare sono: 2,70 m per gli ambienti abitabili e 2,40 m per corridoio e disimpegno.
  • Riduzione dell’areazione all’interno del locale. Un soffitto troppo basso riduce l’areazione all’interno del locale con conseguenti problemi igienici.
Norme e requisiti di sicurezza dei controsoffitti

I controsoffitti devono rispettare i Requisiti Marcatura CE (regolati dalla UNI EN 13964:2007) riguardo la sicurezza in caso di incendio, la resistenza statica e dimensionale (capacità portante e resistenza a flessione), l’acustica (isolamento e assorbimento acustico), l’isolamento termico e la sicurezza igienica ed ambiente (assenza rilascio di formaldeide e/o altre sostanze pericolose, assenza rilascio amianto).

Eco-edilizia costruire rispettando l'ambiente
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Ecoedilizia, idee per costruire rispettando l’ambiente

L’ecoedilizia ha introdotto un nuovo modo di progettare, costruire e gestire un edificio in maniera tale da non avere alcun impatto negativo sull’ambiente. Si fonda su un’architettura sostenibile degli edifici basandosi esclusivamente sull’energie rinnovabili, sul riciclo dei materiali, su una più efficiente gestione energetica e sull’utilizzo di materiali da costruzione ecosostenibili.

Consigli utili per costruire rispettando l’ambiente

L’Ecoedilizia concepisce la costruzione o la ristrutturazione utilizzando tecniche costruttive e materiali ecosostenibili garantendo un equilibrio fra l’edificio, le persone che vi abitano e l’ambiente circostante. In questo modo questa disciplina garantisce una migliore qualità della vita ed un maggior comfort per le persone.

È  possibile costruire riducendo l’impatto ambientale. Scopriamo insieme le tipologie di case costruite utilizzando i principi della bioedilizia.

Costruzioni fai da te

Il cosiddetto “Do It Yourself” è una tendenza che si sta diffondendo molto nel campo dell’ecoedilizia. Con “materiali fai da te”, spesso ottenuti dal riciclo, questa corrente costruttiva permette di realizzare con le proprie mani una casa a basso impatto ambientale.

Costruzioni off site

Si tratta di costruzioni realizzate “fuori sede” (non in cantiere) grazie all’edilizia industrializzata ed in parte prefabbricata. Quest’ultima permette di rispettare i tempi di consegna previsti, di tenere alta la qualità del risultato, di ridurre gli scarti e di contenere i costi, utilizzando al meglio la tecnologia disponibile.

Queste costruzioni sono consentite per merito di quei processi costruttivi caratterizzati da una fase industriale che rimpiazza parte delle attività, le quali di solito vengono svolte direttamente in cantiere. Si tratta di un metodo che cambia il modo in cui viene concepita la costruzione, l’organizzazione della filiera stessa ed i parametri economici.

La digitalizzazione del processo e lo spostamento della produzione dal cantiere alla fabbrica è anche una soluzione in grado di assicurare un maggior incremento di produttività, abbassando i livelli di inefficienza.

L’edilizia off site permette di:

  • velocizzare il processo di costruzione impegnando mano d’opera qualificata, che lavora in un ambiente chiuso e controllato sul quale non ha incidenza il clima;
  • costruire con precisione, riducendo gli errori e gli scarti di materiale;
  • portare nell’edilizia la qualità e le conseguenti garanzie di prestazione, tipiche di un processo industriale;
  • materiale principe di tale processo è il legno, naturale, facilmente riciclabile ed assolutamente privo di fattori tossici. Rappresenta le fondamenta di un’abitazione realmente ecosostenibile. Acquistando legno certificato, avrai sempre la garanzia che provenga da foreste ecosostenibili e controllate. Flessibile, traspirante, naturale e colorato, questo materiale è assolutamente obbligatorio per chiunque voglia dedicarsi al “fai da te”, costruendosi ‘in casa’ la propria casa!

Sistemi antisismici 4.0

Oggi sono disponibili soluzioni sia per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione sia per le nuove costruzioni al fine di garantire in ogni caso una maggiore elasticità degli edifici e contemporaneamente la tutela delle persone ed il rispetto del territorio.

Non sempre poi è necessario prevedere investimenti ingenti. Nei casi più fortunati può essere sufficiente operare in piccola scala per incrementare di molto la qualità dell’involucro.

Materiali tradizionali ma evoluti

Laterizi e cementi non sono più quelli di una volta: ogni materiale della tradizione ha oggi una nuova vita perché combinato ad altri elementi o perché riformulato per seguire nuove esigenze. Tutto ciò modificando la filiera produttiva e puntando al riciclo a fine vita del prodotto. Ed è così che i mattoni rispondono ad esigenze strutturali ma sono anche isolanti. Il cemento è autopulente e diventa un alleato nella lotta contro l’inquinamento; i pannelli isolanti alzano le loro prestazioni.

Tutto con un duplice obiettivo:

  • Il primo è riuscire ad ottenere involucri sempre meno energivori e talvolta non più semplicemente passivi (senza fabbisogno energetico) ma addirittura attivi, capaci di non consumare energia ma di produrne in eccesso.
  • Il secondo è semplificare il processo costruttivo ed allungare la vita dell’edificio.

Materiali super attivi in&outdoor

Prodotti e trattamenti che sono in grado di contrastare l’inquinamento dentro e fuori casa. Soluzioni smart pensate per rendere attivi ed autopulenti intonaci, murature, vetri, pitture e piastrelle.

Sono ormai noti i pericoli per la salute dell’uomo derivanti sia dall’inquinamento indoor sia di tipo elettromagnetico o chimico. Ed allo stesso modo è noto che una delle cause del degrado edilizio è lo smog. I metodi per contrastare questi problemi arrivano anche dalla ricerca messa in atto dalle aziende di prodotti edili.

Una delle soluzioni trovate è rappresentata dalla fotocatalisi, un fenomeno naturale che si attua grazie alla presenza di foto catalizzatori per merito dell’azione della luce solare o artificiale e che produce una reazione chimica “vantaggiosa”. Si tratta di un forte processo di ossidazione che è in grado di decomporre le sostanze inquinanti organiche ed inorganiche, trasformandole in altre innocue.

Case passive

Si tratta di uno dei nuovi modi per costruire le abitazioni, consumando meno energia e rispettando l’ambiente. Progettate per la prima volta in Germania negli Anni ’90, questo esempio di ecoedilizia non necessita di impianti di riscaldamento, basandosi sull’esposizione solare e sull’isolamento termico.

Ciò che colpisce delle case passive è soprattutto il metodo ed i materiali utilizzati per coibentare le pareti e trattenere il calore all’interno degli ambienti. Queste case utilizzano infatti la paglia, un materiale assolutamente ecologico che, fra le sue proprietà, conta anche l’isolamento acustico e la dissipazione del vapore verso l’esterno.

Per “casa passiva” si intende una serie di norme volte a massimizzare l’efficienza energetica. Il concetto poggia su elementi progettuali che mirano a ridurre la necessità di ricorrere al riscaldamento o al condizionatore.

Gli elementi di pianificazione di una casa passiva includono:

  • Un isolamento particolarmente efficace: la superficie della struttura deve avere materiali isolanti tali da offrire un valore R molto alto.
  • Le finestre devono essere fatte di una tipologia di vetro che limita il trasferimento del calore, con infissi ben isolati. Nei climi nordici, una soluzione potrebbe essere l’uso di finestre a tripli vetri. Il recupero di calore attraverso un dispositivo incorporato al sistema di ventilazione limita ulteriormente la necessità di riscaldamento.
  • L’involucro edilizio (pavimenti, finestre e tetto) deve fornire un alto tasso di ermeticità. Ciò non significa che la casa risulti stagnante, in quanto il cambio d’aria è garantito dai sistemi di ventilazione e di scambio termico.
  • L’orientamento della casa e delle finestre consente il riscaldamento passivo e l’entrata della luce naturale, limitando un ulteriore bisogno di elettricità.

Gli edifici passivi hanno minori esigenze energetiche, alta qualità dell’aria, una temperatura interna uniforme e costante e, di conseguenza, la possibilità di stare in totale comfort anche durante le interruzioni di corrente.

Gli alti costi di costruzione dei materiali coinvolti nella realizzazione di una casa passiva sono compensati da elementi architettonici più semplici e sistemi più piccoli di riscaldamento, raffreddamento e di elettricità.

Case piccole o tiny house

Una casa più piccola ha bisogno di meno materiali da costruzione e richiede meno risorse energetiche per scaldarla o raffreddarla. Quando pianifichi la ristrutturazione della tua casa, assicurati di analizzare bene le tue esigenze, sia in termini di quantità che di grandezza delle stanze al suo interno.

Le case piccole o tiny house, attualmente sempre più in voga sono affascinanti e soprattutto offrono chiari vantaggi ambientali ed energetici.

La maggior parte delle persone avrebbe grosse difficoltà a vivere stabilmente in piccoli spazi. Costruendo una tiny house potrebbe essere una grande occasione per imparare lezioni di efficienza energetica, di uso responsabile dello spazio e di generale parsimonia.

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Ristrutturare casa, consigli utili per farlo senza stress

Ci sono molte ragioni che potrebbero costringerti a ristrutturare casa. Potresti vivere in una casa che ami ma che non si adatta più alla tua famiglia o al tuo stile di vita. Forse la tua famiglia sta crescendo ed hai bisogno di maggiori spazi. O forse i tuoi figli hanno lasciato la casa e ora questa sembra troppo grande per te e tua moglie. Più spesso, capita di acquistare una casa che ha bisogno di piccole modifiche.

7 consigli utili per ristrutturare casa senza stress

La ristrutturazione ti consente di creare la casa che hai sempre sognato oppure di modificarla per renderla più bella. Ecco alcuni consigli utili per aiutarti a vivere la ristrutturazione senza stress.

1. Costituisci una buona squadra di professionisti

Hai programmato la ristrutturazione ma non sai da dove iniziare? Un team di professionisti, composto dalla ditta di costruzioni, dall’architetto ed eventualmente dall’interior designer, è un buon punto di partenza e può davvero fare la differenza!

Inizia con la ricerca della ditta edile. Controlla bene come ha lavorato in passato, che tipo di lavori ha svolto e cerca di saperne quanto più possibile. Cerca di capire se è affidabile, quanto è organizzata, se ha sufficiente esperienza e le competenze per eseguire il lavoro che desideri far svolgere.

Se la ristrutturazione implica interventi sulle componenti strutturali, come ad esempio lo spostamento di muri, la ditta deve interfacciarsi con un architetto ed un ingegnere. La ditta edile deve essere coinvolta nella progettazione architettonica affinché l’esecuzione dei lavori rispecchi il progetto iniziale ed il budget.

La azienda di costruzioni dovrebbe interfacciarsi anche con un designer d’interni, fortemente raccomandato se la ristrutturazione è di vasta portata. In una ristrutturazione che rivede completamente il layout della casa, ci possono essere decine di dettagli grandi e piccoli di cui tener conto. In questo caso avere un partner esperto nella progettazione degli interni può fare la differenza.

Se la ristrutturazione non è estesa e coinvolge solo alcuni ambienti, puoi considerare l’opzione “fai da te”. In questo caso la ditta che esegue i lavori deve saperti guidare nella giusta direzione quando devi scegliere i materiali, decidere fra diversi fornitori e valutare le soluzioni tecniche migliori.

2. Controlla la ditta per far rispettare il progetto di ristrutturazione

Durante i lavori resta sempre a stretto contatto con la ditta in modo da controllare se viene rispettato il budget ed il progetto di ristrutturazione. Dopo che hai deciso quanto spendere e cosa fare, tutti devono attenersi al programma. Anche se hai la disponibilità finanziaria per modificare eventualmente il progetto in corso d’opera, è meglio resistere alla tentazione.

Fai in modo che il progetto di ristrutturazione venga portato a termine come pensato fin dal principio. Per semplicità realizza un piano di interventi e seguilo fino in fondo, senza lasciarti influenzare dalle tue sensazioni. Non riusciresti mai a finire i lavori e ne conseguirebbe solo frustrazione a causa delle modifiche in corso d’opera.

3. Richiedi un preventivo di spesa realistico

In primo luogo, chiedi alla ditta un preventivo. Bisogna chiarire molto bene che una volta che il preventivo di spesa è stato fatto, non si accetteranno altre modifiche al rialzo in corso d’opera.

Non fidarti delle ditte edili che presentano un preventivo sensibilmente più basso rispetto alle altre concorrenti. Spesso accade che le ditte di costruzione, pur di aggiudicarsi il lavoro, presentino un’offerta bassa per poi proporti modifiche di spesa durante tutta la durata dei lavori.

Cerca di capire il processo di stima che è alla base dei diversi preventivi e valuta quanto siano accurati nella costruzione del budget di spesa. Metti subito in chiaro le tue aspettative e accertati che i numeri che ti presentano siano realistici.

Come ben saprai durante una ristrutturazione non tutto va sempre secondo i piani. Assicurati di mantenere un po’ di budget per gli eventuali imprevisti. Potresti incorrere in ostacoli non preventivati che potrebbero far lievitare la spesa.

Generalmente, più grande è il progetto di ristrutturazione, più vecchia è la casa e più pesanti saranno gli interventi da fare. In questi casi ci saranno maggiori probabilità di dover apportare modifiche al piano originale.

Inizia con il determinare qual è l’elemento più costoso da sostituire, ad esempio il tetto. Un tetto danneggiato può far entrare l’umidità che crea ulteriori problemi alla struttura esistente.

Nelle case edificate prima degli anni 70′ ci sono poi altre considerazioni da fare. Tra queste, la più critica può essere la necessità di un piano di smaltimento dell’amianto, noto agente cancerogeno. Una società specializzata dovrà rimuovere l’amianto e questi servizi non sono economici.

Le vecchie case possono avere inoltre una serie di problemi, tra cui tubi arrugginiti, travi marcescenti, danni causati dall’acqua, muffa, condutture non isolate, termiti e vecchi cablaggi, che vanno risolti. Vecchie fondamenta e pareti di gesso sono inclini a crepe e ad altri danni costosi da ripristinare. Il consiglio in questi casi è di ponderare attentamente prima di acquistare una casa da ristrutturare. Dovrai assicurarti che la ditta di costruzione prescelta sia esperta nella ristrutturazione di case storiche.

4. Scegli le forniture prima dell’inizio dei lavori

Scegli tutto, dalle piastrelle agli elettrodomestici alla pavimentazione prima che i lavori inizino. Scegliere le forniture in anticipo significa spendere meno e vivere la ristrutturazione con meno preoccupazioni.

Quando la scelta dei materiali e delle forniture avviene in ritardo rispetto all’inizio dei lavori, si corre il rischio di non averli quando servono. Questo comporta un ritardo nella consegna dell’immobile ristrutturato.

Se la ditta ha già in mano le specifiche dei materiali da installare, può pianificare in anticipo i lavori e razionalizzare porzioni del progetto. In questo modo gli operai non dovranno fermarsi in attesa che arrivino le forniture.

Capita di dover prendere molte decisioni nel corso di una ristrutturazione. Per questo è bene decidere più cose possibili prima dell’inizio dei lavori. In questo modo avrai meno decisioni da prendere e meno scelte da fare durante i lavori. La ditta potrà procedere più velocemente e tu avrai meno stress addosso.

5. Considera la possibilità di trasferirsi temporaneamente

Se la ristrutturazione riguarda molti ambienti della tua casa, potrebbe essere una pessima idea restare li durante i lavori. La polvere presente durante una ristrutturazione può essere pericolosa per la salute! I rumori ed il caos che si genera è spesso demoralizzante e stressante. In breve, vivere nel bel mezzo di una ristrutturazione può essere dannoso per il benessere fisico e mentale della famiglia.

Non è raro vedere i proprietari di casa che scelgono di trasferirsi per tutta la durata della ristrutturazione. Ti consigliamo anche di considerare l’idea di un alloggio temporaneo, solo per la durata dei lavori. In questo caso stabilisci prima con la ditta da dove iniziare i lavori di ristrutturazione ed entro quanto tempo devono essere completati.

6. Decidi cosa si deve tagliare (se necessario)

Occorre stabilire quali aspetti della ristrutturazione sono imprescindibili e di quali invece si può fare a meno. Alcuni interventi meritano di essere fatti e vale la pena investirci dei soldi perché magari riguardano ambienti che usi spesso, oppure forniscono una protezione essenziale, o più semplicemente sono molto importanti per te.

Così come identifichi dei lavori che giudichi imprescindibili, altrettanto devi fare stilando una lista di interventi che invece non sono così importanti o ai quali potresti rinunciare. Questo perché se durante la ristrutturazione sorgono degli imprevisti che comportano spese aggiuntive notevoli, dovrai essere in grado di identificare rapidamente cosa tagliare nel budget di spesa.

In caso tu avessi un budget prefissato potresti decidere di risparmiare qualcosa sui rivestimenti di un bagno secondario, oppure scegliere degli infissi meno costosi, o ancora mettere un pavimento più economico in qualche stanza. In fondo, si tratta di interventi che potranno essere fatti in un secondo momento, l’importante è rimanere positivi e pensare che la casa dei tuoi sogni sta prendendo forma!

7. Pensa positivo e non stressarti

Non c’è dubbio che la ristrutturazione, anche se di piccola portata, crea sporcizia, polvere, disturbo e frustrazione. Non lasciare che tutto questo ti butti giù!

I progetti di ristrutturazione spesso non vanno esattamente come previsto. Non disperare e prendi le cose come vengono. Chiedi alla ditta cosa deve essere fatto, scegli la soluzione migliore e vai avanti.

Le consegne in ritardo e gli impianti di illuminazione sbagliati non sono la fine del mondo, anche se al momento potrebbero sembrare tali. Ogni volta che sei arrabbiato ricorda l’obiettivo. Il risultato finale sarà una casa da sogno che si adatta al tuo stile di vita ed alle tue esigenze.

Al termine della ristrutturazione ti dirai che il peggio è passato e che ne è valsa la pena. Ricorda che è ancora attivo anche il Superbonus 110% ed il bonus ristrutturazione 2021. Ristruttura senza stress e risparmia!

Edilizia

Condizionatore d’aria o pompa di calore: guida alla scelta

Scegliere tra condizionatore d’aria e pompa di calore non è sempre facile. Bisogna valutare caratteristiche e vantaggi di entrambi.

Un condizionatore d’aria genera solo aria fresca ma abbinato ad un sistema di riscaldamento per la stagione fredda è la soluzione ideale. La pompa di calore, invece, può sia riscaldare che raffrescare e potrebbe essere una scelta efficiente finché le variazioni di temperatura climatica sono moderate.

Cosa scegliere tra condizionatore o pompa di calore? 

Condizionatore d’aria e pompa di calore presentano alcune caratteristiche simili ed alcune differenze. Prima di procedere con la scelta definitiva tieni presente i seguenti fattori.

Principio di funzionamento delle pompe di calore

Confrontando le pompe di calore con i condizionatori d’aria, in termini di principi di funzionamento, ci si rende conto che sono molto simili. In entrambi i casi, un fluido refrigerante, un compressore, una bobina di condensazione ed un evaporatore rendono possibile il processo di climatizzazione sfruttando i principi della termodinamica.

Differenze tra pompa di calore e condizionatore d’aria

I condizionatori d’aria e le pompe di calore possono entrambi fornire il raffrescamento, sulla base di questo principio.

La bobina dell’evaporatore è posta all’interno della zona condizionata, mentre la bobina di condensazione è posta all’esterno, aprendo la strada al processo di raffreddamento.

Tuttavia vi è un meccanismo nelle pompe di calore che inverte questo ciclo termodinamico permettendo di fornire anche il riscaldamento: un dispositivo situato in una pompa di calore, chiamato valvola d’inversione, modifica il percorso del refrigerante attraverso i vari componenti del sistema, rendendo possibile la produzione e l’emissione di calore. Questo non avviene, invece, nei condizionatori d’aria. Quando una pompa di calore è in modalità di riscaldamento è come se cercasse di condizionare l’aria esterna assorbendone il calore e rilasciandolo all’interno.

Nella scelta si deve prestare attenzione al fatto che le pompe di calore non possono funzionare in modo efficiente quando la temperatura esterna è molto bassa. Naturalmente c’è una resistenza elettrica situata all’esterno che aiuta a riscaldare il refrigerante, ma non sono molto efficienti dal punto di vista energetico.

In presenza di condizioni climatiche particolarmente severe la scelta migliore è quella di abbinare un condizionatore d’aria ad un sistema di riscaldamento, anziché optare per la pompa di calore. Discorso diverso, invece, se il clima invernale non è eccessivamente rigido: in questo caso la pompa di calore andrà bene per tutte le stagioni.

Confronto tra i costi di entrambi i dispositivi 

Il costo iniziale per l’acquisto di una pompa di calore può essere anche sensibilmente più alto del costo di un condizionatore d’aria. Ma può comunque essere conveniente se si desidera un sistema integrato.

Bisogna tenere in considerazione che le pompe di calore soffrono molto di più l’usura rispetto ai condizionatori d’aria a causa del loro funzionamento continuo. Questo può portare quindi a costi di funzionamento e di manutenzione più elevati per le pompe di calore.

Dopo aver analizzato i diversi fattori, vediamo alcuni elementi che potrebbero aiutarti nella scelta giusta tra condizionatore d’aria e pompa di calore.

Una pompa di calore è normalmente la soluzione migliore per tutti coloro che vivono in climi non eccessivamente rigidi e che hanno la necessità di riscaldare e produrre acqua calda sanitaria. Oltre a ciò, per le pompe di calore esiste una gamma ben più ampia di soluzioni rispetto ai condizionatori d’aria.

Le pompe di calore possono essere:

  • aria-aria: sfruttano il calore contenuto nell’aria esterna, climatizzando gli ambienti interni con aria raffrescata o riscaldata a seconda della stagione;
  • aria-acqua: il funzionamento è identico al sistema aria-aria, solo che il calore viene utilizzato per riscaldare l’acqua e per alimentare un sistema di riscaldamento come, ad esempio, i termosifoni;
  • acqua: queste pompe di calore si alimentano con il calore ricavato dalle acque di pozzi, laghi o bacini artificiali. L’acqua mantiene più stabile le temperature. Di conseguenza le pompe di calore ad acqua sono più performanti rispetto a quelle ad aria;
  • geotermiche: sfruttano il calore del terreno e sono estremamente efficienti perché il terreno mantiene anche d’inverno una temperatura costante di circa 12°. Sono indicate nei climi molto rigidi ma hanno un costo elevato che, peraltro, si ripaga col tempo grazie ai notevoli risparmi in bolletta.

È meglio la pompa di calore o il condizionatore d’aria?

Le pompe di calore si presentano, quindi con una serie di opzioni che potrebbero giocare un ruolo importante nel prendere la decisione finale.

Viceversa, i condizionatori sono meno costosi delle pompe di calore, quindi sono indicati per coloro che hanno un budget limitato. Inoltre, è meglio scegliere un condizionatore d’aria se si dispone già di un sistema di riscaldamento, e oltretutto i costi di manutenzione sono inferiori.

Considerate questi fattori quando dovete decidere se scegliere un condizionatore o una pompa di calore, ma valutate anche la consulenza di un esperto per valutare tutte le possibili variabili in gioco.