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Interior Design

Interior Design, Stili e tendenze

Come arredare ambienti casa in stile nordico

Lo stile nordico, detto anche scandinavo, è uno degli stili più apprezzati nell’arredare una casa. Si tratta di uno stile in grado di catapultarti in un’atmosfera di ordine, accoglienza e familiarità grazie ai principi nordici di protezione, sostenibilità e felicità.

Questo stile è diventato popolare dagli inizi degli Anni 2000. È stato inteso come una soluzione per liberarsi del superfluo e dai colori sgargianti tipici degli Anni ’90.

 

Le caratteristiche dello stile nordico

Lo stile nordico non è facile da accostare ad un’epoca precisa, perché prende forma dal design di prodotto nordico che ha rivoluzionato il mondo del design moderno.

Un design che da importanza alle forme, alle caratteristiche naturali dei materiali ed alla loro funzionalità.

È uno stile totalmente calibrato in ogni sua scelta e caratterizzato da un senso di naturale armonia, proiettata a ricreare ambienti luminosi ed accoglienti  che possano far respirare un senso di comfort e benessere.

Lo stile scandinavo è uno stile poco influenzato dalle tendenze e molto legato alla funzionalità, al design ed alla naturalezza dei materiali.

L’inverno nei paesi scandinavi è rigido e buio. Di conseguenza la luce naturale ed il calore del sole nelle abitazioni vengono valorizzati attraverso la presenza di grandi vetrate e verande.

Se vuoi ricreare questo stile nella tua abitazione, sicuramente avrai bisogno di spazi puliti, semplici, funzionali e molto luminosi.

 

Arredare gli ambienti di casa seguendo lo stile nordico

Se gli ambienti di casa hanno un parquet naturale, un grès chiaro o un pavimento sbiancato, puoi iniziare ad approcciarti allo stile nordico.

Vediamo insieme come arredare ogni ambiente casa in stile nordico.

 

Cucina in stile nordico

Parti da una base molto minimal e gioca con la luminosità di colori tenui ed i componenti naturali del legno.

Una delle caratteristiche principali delle cucine scandinave è che hanno quasi sempre la penisola con sgabello o tavoli lunghi con panche e sedie per esaltare il luogo destinato alla convivialità.

Spesso i pensili sono mensole a vista o scaffali aperti che lasciano intravedere ceramiche e stoviglie, le quali danno un senso di familiarità e condivisione ma non di disordine.

Oltre al bianco anche il verde delle piante e degli odori da cucina saranno caratterizzanti per un perfetto stile nordico.

 

Camera da letto in stile nordico

La zona notte viene concepita come un ambiente vivibile per molte ore della giornata. In questo ambiente puoi trascorrere momenti anche in solitudine rilassandoti durante il giorno, leggendo un libro o ascoltando buona musica. Il letto matrimoniale in una camera da letto in stile nordico è caratterizzato da linee semplici e definite con una struttura lineare e una comoda testata.

Un ruolo fondamentale in camera da letto viene ricoperto dalla biancheria. Gioca con cuscini oversize in tonalità pastello e coperte poggiate sul letto.

Gli armadi in legno naturale o sbiancato possono essere privi di ante lasciando così a vista abiti ed accessori.

L’illuminazione può essere regolata dove possibile da ampie vetrate e finestre ma anche dalle tonalità scelte per il pavimento e per le pareti che non dovranno necessariamente essere bianche ma declinate anche in tonalità pastello.

Per conciliare il sonno e per creare una calda atmosfera, utilizza candele profumate posizionandole su ampi piatti o vassoi in metallo anticato.

 

Soggiorno in stile scandinavo

Pulizia, ordine sobrietà e funzionalità: queste sono le parole chiave per poter avere il soggiorno in stile scandinavo. Ti basterà selezionare complementi d’arredo semplici e dal design pulito per un effetto essenziale e organizzato.

Punta su un divano con ampie sedute da riempire con coperte e cuscini in velluto colorati, in tinte pastello o nuance che vanno dal grigio al beige fino a tutte le sfumature del blu per dare un tocco personalizzato.

Seleziona mobili bassi in legno naturale o sbiancato optando per panche contenitive che possono fungere da tavolo da caffè.

Puoi sbizzarrirti sull’illuminazione soprattutto se non disponi di grandi finestre. Aiutati con candele che creano atmosfera e lampade in metallo da terra con design dallo stelo sottile e paralume ampio e circolare.

 

Bagno in stile nordico

Anche qui l’essenzialità è il concetto chiave da cui partire, prediligi la presenza di mobili in legno rendendo la stanza naturale.

Mensole e scaffali a giorno ti permetteranno di avere a portata di mano la biancheria rigorosamente abbinata alle tonalità della stanza.

Hai libertà assoluta nel mostrare i tubi in metallo del lavandino in contrasto con le basi dei mobili in legno che lasceranno vedere la materia.

Per addolcire la rigorosità delle forme seleziona uno specchio rotondo in metallo da posizionare sul lavabo.

 

Stile nordico: colori e materiali caratteristici

Il bianco è  indubbiamente il colore verso il quale dovrai spingerti al fine di ottenere un risultato d’arredo in stile scandinavo. Anche tonalità come il grigio, il beige, i toni pastello ed i toni naturali del legno sbiancato e dei legni chiari (pino e betulla) saranno molto apprezzati.

Se hai intenzione di osare creando una piccola rottura per movimentare gli interni, puoi utilizzare la combo del Black & White che rimane comunque fedele al senso di ordine e minimalismo, tipico dello stile nordico.

Il legno è il protagonista assoluto dello stile scandinavo ma anche la tappezzeria e la biancheria in tessuti naturali trovano spazio per esprimere al meglio l’arredamento nordico. Quindi via libera a lane, tappeti pelosi, morbide coperte poggiate a scendere su letti e divani e cuscini oversize.

Le geometrie nette e definite sono sicuramente una buona base di partenza. Ma cerca di puntare anche sulla morbida fluidità di cerchi ed ovali che puoi ricreare con degli specchi da appendere nelle stanze della tua casa.

 

Arredo in stile nordico: quali errori non commettere?

L’arredamento in stile scandinavo è semplice e quasi frugale ma anche molto riconoscibile e non sempre adattabile a qualsiasi tipo di abitazione.

Di seguito consigli utili per non sbagliare:

  • assicurati di avere un ambiente luminoso con vetrate, finestre e pavimenti chiari.

 

  • Prediligi il colore bianco e le tonalità neutre.

 

  • Utilizza materiali naturali come il legno.

 

  • Ricrea spazi pratici e ordinati ma non vuoti.

 

Mantieni l’obiettivo di creare comfort, sicurezza e familiarità negli ambienti.

Interior Design, Materiali

Parquet o laminato? I vantaggi e le differenze

I pavimenti in parquet ed in laminato sono tra i tipi di pavimentazione più diffusi. Sono molto simili sotto molti aspetti, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto estetico. È quasi impossibile distinguere a prima vista un pavimento in laminato di alta qualità con effetto legno da un pavimento in parquet. Scopriamo insieme quali sono le differenze principali tra parquet e laminato.

Quali sono le differenze tra i due tipi di pavimentazione?

 

Entrambi le tipologie di pavimentazione presentano i loro particolari vantaggi e forse anche qualche svantaggio.

 

Il parquet è fatto di vero legno e può essere prefinito oppure in legno massello. Il laminato è fatto di materiali compositi, per la maggior parte fibre di legno e cellulosa, la cui superficie può essere simile al legno vero. Scegliere il miglior parquet non è affatto facile. Il laminato invece è disponibile in molte altre varianti in modo da poter imitare, ad esempio, un pavimento piastrellato.

 

Il pavimento in laminato non può essere definito “parquet”, perché nella parte superiore presenta un decoro che simula un particolare tipo di legno, ad esempio afrormosia o rovere, ma non è legno vero. La doga infatti deve essere costituita nello strato superficiale da legno nobile di almeno 2,5 millimetri di spessore.

Le caratteristiche di un pavimento in parquet

 

Il parquet è un tipo di pavimento realizzato in vero legno. Lo strato intermedio in HDF (pannello di fibra ad alta densità), il supporto e la superficie sono tutti in legno.

 

Per sua natura, il parquet crea un’atmosfera naturale ed accogliente in qualsiasi ambiente. E quando si tratta di calore sotto i piedi, i pavimenti in vero legno sono imbattibili.

 

Trattandosi di pavimenti in legno necessitano di una manutenzione adeguata, oltre che di una pulizia regolare. Questa è una delle principali differenze tra il parquet ed i pavimenti in laminato.

 

La superficie di un parquet già pronto è stata trattata in modo tale da essere pronta per l’ uso residenziale e non necessita di ulteriori sigillature. Oltre alla normale pulizia (spesso è sufficiente una semplice passata di aspirapolvere per rimuovere lo sporco sciolto), i listoni devono essere ri-oliati una volta all’anno. Le superfici laccate devono essere trattate con un prodotto appropriato.

 

Il parquet è fatto di legno, un materiale naturale, quindi presenta un altro piccolo svantaggio rispetto ai pavimenti in laminato: la luce del sole può causare lo scolorimento. A seconda del tipo di legno, può diventare più chiaro, più scuro o assumere una sfumatura gialla. Se hai finestre a tutta altezza e quindi una forte luce solare che colpisce i pavimenti, devi fare in modo di proteggere il pavimento in legno appendendo delle tende.

 

A differenza del pavimento in laminato, il parquet può essere levigato (anche nella versione multistrato), ciò significa che è più duraturo del pavimento in laminato, ma è più costoso da acquistare inizialmente. Tuttavia, il prezzo più alto si ripaga grazie alla sua durata potenzialmente più lunga. Inoltre, il parquet è un pavimento altamente sostenibile: la struttura stabile dello strato intermedio in HDF dei pavimenti in parquet pronti per l’uso fa sì che solo nello strato superficiale vi è legno pregiato.

Le caratteristiche di un pavimento in laminato

 

I pavimenti in laminato sono ancora oggi oggetto di molti pregiudizi ingiustificati.

Innanzitutto non sono assolutamente fatti di plastica e questo significa che non sono “pavimenti artificiali” come il vinile. Sono realizzati al 100% con materiali naturali, in particolare fibre di legno, cellulosa, carta (decorativa) e resina. Si tratta quindi di un pavimento naturale e sostenibile, come il parquet.

 

I pavimenti in laminato sono disponibili in diversi design sia del legno che di altri materiali; la scelta è praticamente infinita ed i produttori aggiornano continuamente la gamma dei loro prodotti per soddisfare le ultime tendenze. Questi decori non sono realizzati solo simulando l’aspetto del legno, ma sono disponibili anche con la simulazione di parecchi altri materiali, come la pietra o le piastrelle.

 

I pavimenti in laminato di alta qualità di oggi non hanno più nulla in comune con i pavimenti in laminato presenti sul mercato negli Anni ’90. Come i parquet già pronti, i pavimenti in laminato sono costituiti da più strati. Al centro si trova un pannello di fibra ad alta densità; lo strato inferiore è costituito da un supporto stabilizzante, mentre lo strato superiore è costituito da materiale decorativo impregnato di resina melaminica. Infine, lo strato superficiale più esterno è l’overlay, un film sottile trasparente ed impermeabile che protegge il laminato da acqua ed abrasioni.

 

La resina presente è anche ciò che rende il pavimento laminato così resistente e facile da manutenere. Le varianti premium di alta qualità dei pavimenti in laminato sono resistenti ai graffi e sono probabilmente la scelta migliore se in casa circolano bambini e animali domestici. Anche la rumorosità dei pavimenti in laminato sono un ricordo del passato. Lo strato intermedio in HDF rende le doghe relativamente pesanti, quindi non vibrano facilmente. Un cuscino fonoassorbente integrato o installato separatamente rende il pavimento laminato ancora più silenzioso.

 

I pavimenti in laminato sono in grado di sopportare anche il bagnato. Le giunture a tenuta stagna e lo strato intermedio resistente ai rigonfiamenti garantiscono che l’acqua dello straccio e le accidentali perdite d’acqua non causino alcun danno.

Le differenze nella posa tra laminato e parquet

 

Non ci sono differenze particolari nella posa dei pavimenti in laminato ed in parquet. Entrambi i tipi di pavimento sono dotati di un robusto sistema ad incastro che li rende ideali per la posa flottante, anche sopra il sistema di riscaldamento a pavimento.

 

Il parquet però può essere anche incollato, cosa sconsigliabile per il laminato. Infatti, quest’ultimo deve essere posato in maniera flottante in modo tale da creare un’isola i cui movimenti lo coinvolgono nella sua interezza e senza che si creino fessure.

 

I pavimenti in laminato sono disponibili anche con un cuscino fonoassorbente integrato, che elimina una fase del processo di installazione rispetto ai pavimenti in legno e ne facilita la posa.

 

Il lavoro è ancora più semplice con una fresa per laminati, anche se per il parquet è sicuramente necessaria una sega.

 

Nella posa del parquet occorre prestare una maggiore attenzione dato che è più costoso rispetto alle più economiche doghe di laminato.

Interior Design

Cucine con penisola, come realizzare un progetto impeccabile

Sogni un’isola per la cucina ma non hai lo spazio idoneo in casa? Puoi optare per una penisola. Se ti stai chiedendo quale sia la differenza tra un’isola ed una penisola, la risposta è piuttosto semplice: la penisola è collegata ad una parete della cucina su un’estremità, invece di essere indipendente. Questa appendice della cucina può essere utilizzata per cucinare o lavare i piatti e questo è perfettamente fattibile in quanto sia l’impianto elettrico che idraulico può essere nascosto sotto i mobili sottostanti.

Come è fatta una cucina con penisola?

Una penisola è simile ad un’isola, in quanto si tratta di un mobile con un piano di lavoro, ma invece di essere libera al centro della cucina, un’estremità è attaccata alla parete.

 

La penisola è accessibile da tre lati (a differenza dell’isola che ne ha quattro liberi) e funge da estensione della disposizione della cucina, aiutando a separare gli spazi in un open space.

 

Una cucina con penisola si differenzia da una cucina a L o a U perché la penisola deve sporgere dalla parete, lasciando tre lati esposti, mentre alcune cucine a L o a U hanno la maggior parte dei lati a filo muro, lasciando solo un lato esposto.

 

Le penisole sono spesso considerate un’alternativa alle grandi isole, ma sono realizzate per le cucine più piccole. Offrono grandi opportunità a qualsiasi cucina: dalla preparazione dei cibi al bar per la colazione, dalla postazione dove lavorare da casa al cocktail bar di sera. Insomma, le soluzioni di una cucina con penisola sono infinite.

 

Come progettare una penisola in cucina

A seconda della disposizione della cucina, variano il posizionamento, le dimensioni e la funzione della penisola. Di seguito alcune esigenze che ci costringono a progettare una penisola cambiando la disposizione della cucina.

 

Creare una penisola per definire una stanza

 Se si vuole definire una stanza, una penisola può fungere da mezza parete tra la zona cucina ed il resto della casa in un ambiente open space, aiutando a definire le zone senza separarle completamente.

Se hai un’idea di cucina a pianta aperta, una penisola è un modo semplice ed efficace per dividere visivamente la stanza. Inoltre è sufficiente l’inserimento di posti a sedere in stile banquette direttamente sul retro della penisola per avere più persone intorno al tavolo. Il vantaggio di una banquette rispetto alle sedie normali è che non è necessario lasciare spazio per estrarre le sedie o per camminare dietro. Con una banquette montata direttamente sul retro di una penisola, la zona pranzo diventa un’estensione della cucina ed un luogo ideale per socializzare ed intrattenersi.

 

Creare una penisola con funzione di zona pranzo

 Se si vuole creare un posto dove mangiare, lasciando una sporgenza su un lato della penisola della cucina, è possibile posizionare degli sgabelli per creare una zona pranzo in stile bar.

 

Progettare una penisola per creare una cucina a L

 Se si desidera progettare una cucina a L, in base alla disposizione esistente, è possibile aggiungere una penisola ad una cucina a parete singola per ottenere la disposizione del piano di lavoro uguale a quello che si avrebbe con una cucina a L.

Uno dei progetti di cucina a L di maggior successo prevede una penisola come elemento più corto, mentre l’elemento più lungo si estende per tutta la lunghezza della cucina.

L’installazione di un piano cottura sulla penisola è ideale per i padroni di casa che amano chiacchierare con gli ospiti mentre cucinano.

 

Progettare una penisola per creare una cucina ad U

 Se si desidera progettare una cucina ad U è possibile aggiungere una penisola ad una cucina a L esistente per creare la disposizione del piano di lavoro. Non è necessario che la penisola sia della stessa lunghezza del lato a cui è parallela: una penisola corta può comunque aggiungere molto alla cucina. È una delle migliori idee di disposizione per uno spazio abitativo multifunzionale ampio e quadrato.

 

Risparmiare spazio grazie ad una penisola

 Per risparmiare spazio si può scegliere una linea sottile. La penisola più stretta e pratica è larga circa 30 cm. Se è più sottile, la superficie non sarà utilizzabile senza che gli oggetti cadano dal retro del piano. Se lo spazio all’interno della cucina è ridotto, opta per scaffali aperti piuttosto che per armadietti chiusi, per facilitare l’accesso.

 

Realizzare una penisola per aggiungere spazio alla zona giorno

 Il lato esterno di una penisola è l’ideale per creare una sorta di area bar per la colazione, ma non è necessario esagerare con gli sgabelli, soprattutto se nelle vicinanze ci sono altri posti a sedere.

Utilizza invece lo spazio più vicino alla parete per riporre gli oggetti: un solo armadietto a muro è sufficiente per contenere le tovaglie, le tazze da tè e le tovagliette per apparecchiare. Aggiungi un portabottiglie e prendi in considerazione degli scaffali aperti per esporre stoviglie colorate che danno personalità all’ambiente.

 

Penisola per aumentare la sensazione di grandezza dell’ambiente

 Progetta una penisola con scaffali aperti che lascia passare la luce ed aumenta la sensazione di spazio. Gli scaffali aperti sono molto apprezzati dai cuochi perché consentono di vedere ed afferrare facilmente ciò che serve quando si è impegnati in cucina.

Per un’atmosfera dal design industriale, scegli scaffali con cornice metallica nera, pieni di pentole e padelle in acciaio lucido.

 

Quali vantaggi offre una cucina con penisola?

 

Una cucina con penisola offre molti vantaggi:

 

  • più spazio per lavorare: anche rispetto ad un’isola, una penisola offre più spazio per il piano di lavoro. Un’isola ha bisogno di un percorso tutto intorno, mentre una penisola può stare nello stesso posto e collegarsi ad una parete. In questo modo quello che sarebbe un piccolo spazio di passaggio diventa un’area di lavoro aggiuntiva per la cucina.

 

  • Più spazio per riporre gli oggetti: una penisola può includere armadi e cassetti aggiuntivi.

 

Adatta alle cucine piccole: a differenza di un’isola, che dovrebbe avere una certa dimensione per essere utile, le penisole possono essere corte o lunghe e quindi si adattano sia alle cucine piccole che a quelle grandi. Nelle cucine più piccole, una disposizione a penisola spesso può essere un’alternativa migliore rispetto ad una cucina con isola indipendente, la quale richiede spazio sufficiente lungo tutto il suo perimetro. La penisola richiede meno spazio, ma ha comunque la stessa capacità di stoccaggio e di utilizzo multi-tasking di un’isola.

Interior Design, Stili e tendenze

Guida alla scelta del camino moderno

I camini moderni sono in grado di garantire una grande funzionalità ed, allo stesso tempo, alto design. Oggi il camino moderno non è più solo una fonte di calore, ma è diventato un vero e proprio elemento di arredo di grande impatto estetico per la tua abitazione.

Come scegliere il camino moderno più adatto alle tue esigenze?

Un camino moderno è la soluzione ideale non solo per arredare un soggiorno moderno, rendendo più piacevoli tutti i momenti che trascorri in questa zona così viva della casa, ma anche per arredare una cucina o una camera da letto. Per quest’ultima sono ideali i caminetti decorativi senza canna fumaria.

Prima di valutare la tipologia di alimentazione del camino (legna, pellet, corrente elettrica o bioetanolo), devi decidere quale sarà la posizione del camino nella stanza.

In base alle caratteristiche strutturali dell’ambiente in cui intendi collocarlo, puoi scegliere se puntare ad un camino moderno:

  • a parete, caratterizzato solitamente da un’apertura frontale. È possibile personalizzarlo con rivestimenti di finiture e forme diverse ed ampliare la vista fuoco su due lati o su tre lati.
  • ad angolo, detto anche “camino angolare” è la soluzione ideale per ambienti piccoli, in cui la priorità assoluta è quella di ottimizzare gli spazi e sfruttare ogni angolo o intersezione tra le pareti di casa. Rispetto a quello a parete, nel camino moderno ad angolo sono presenti due aperture, che favoriscono un’ampia vista fuoco.
  • centrale, la soluzione ideale soprattutto in un open space, in cui convivono funzioni abitative differenti, diventando il loro punto di incontro o l’elemento di confine ideale tra i due ambienti. La sua posizione centrale nella stanza lo rende il protagonista indiscusso di tutto l’ambiente. Richiede spazi molto ampi.
  • sospeso, un vero e proprio oggetto di design. Se è tutto vetrato, consente la visione del fuoco a 360°.
  • da libera installazione, soluzione ideale se non vuoi avere nessun tipo di condizionamento nel posizionare il camino in casa. Si tratta di camini elettrici a led, elettrici ad acqua e a bioetanolo, la soluzione ideale per una casa sostenibile. I camini elettrici ad acqua e a bioetanolo consumano pochissima energia.

Le caratteristiche dei camini moderni senza canna fumaria

Hai intenzione di installare un camino nella tua casa ma temi lo sporco, i costi e soprattutto non hai molto spazio? In questi casi la soluzione migliore è certamente quella di valutare uno dei tanti camini moderni senza canna fumaria. Si tratta di soluzioni che permettono di garantire un riscaldamento intenso ed omogeneo della casa, privo di fastidi come possono essere la cenere che si accumula, il legno da ardere in giro ed il fumo. Inoltre, sarà possibile superare l’ostacolo costituito dall’installazione della canna fumaria, non sempre consentita nelle abitazioni moderne.

Tali elementi non implicano la necessità di una via d’uscita destinata ai fumi di scarico.

L’unico limite all’installazione di camini moderni senza canna fumaria è che questi possano fruire di sistemi alternativi per consentire la combustione e la conseguente generazione di calore.

In base alle tue esigenze, potrai scegliere tra le seguenti tipologie di camino senza canna fumaria.

Camino elettrico senza canna fumaria

Questa soluzione è indicata per coloro i quali abitano in un’abitazione caratterizzata da grandi spazi, in cui la necessità è quella di avere un calore molto intenso, rapido ed omogeneo ed al tempo stesso abbattere i consumi sul piano energetico.

Rispetto ad ogni altra tipologia di camino, quello elettrico viene considerato l’unico in grado di generare riscaldamento in maniera immediata. Inoltre, non vi è la necessità di un combustibile, in quanto semplicemente alimentato con l’elettricità.

Rapido, ecologico e pulito!

Camino a bioetanolo senza canna fumaria

Una soluzione ideale per chi è alla ricerca di un focolare dallo stile contemporaneo e minimal.

Anche questa tipologia di camino sfrutta un combustibile ecologico, derivante dalla fermentazione di sostanze vegetali. È indipendente dalla rete elettrica e facilmente trasportabile.

Questa tipologia di camino non è soggetta ad alcuna legislazione. Quindi non ti servirà alcun permesso quando deciderai di installarlo.

Un camino moderno a parete alimentato a bioetanolo, eventualmente anche da incasso, è certamente una soluzione elegante che restituisce un notevole effetto scenico. Si assiste alla combustione in una piccola camera a vista, in cui è riprodotta l’atmosfera dei camini tradizionali a legna, con una o più fiamme scoperte che restituiscono il calore del camino classico.

Camino a gas senza canna fumaria

Una delle soluzioni più versatili per ogni abitazione. Sul mercato si trovano numerose alternative di design, metodi di installazione, grandezze e cornici diverse.

Questa tipologia di camino moderno a parete può tranquillamente sostituire un quadro, valorizzando un muro spoglio e restituendo non solo calore, ma anche una sensazione di relax ed intimità uniche.

Normativa ed alimentazione

È indispensabile prestare la massima attenzione alle normative in merito all’installazione dei sistemi di riscaldamento, in quanto da ciò dipenderà la sicurezza della combustione del gas.

È possibile optare per modelli alimentati a gas GPL o metano ed eventualmente installare un piccolo comignolo sul tetto dell’abitazione, in modo tale da ottimizzare l’uso di questo camino moderno a parete.

L’importanza del rivestimento estetico in un camino moderno 

Un camino moderno ti permette di scegliere tra numerosi rivestimenti, scegliendo tra diversi materiali di rivestimento, quali:

  • calcestruzzo ad accumulo di calore;
  • metallo naturale oppure ossidato;
  • cartongesso o calcio silicato;
  • grès;
  • okite o pietra naturale (come marmo e granito) ;,
  • pietra inerte come mattone e laterizi in genere;
  • termo-vetro;
  • legno, un materiale ecologico e sostenibile, il quale consente anche un’ampia scelta di colori e venature, grazie alle sue tantissime essenze.

Il comune denominatore e requisito fondamentale della materia selezionata per la realizzazione del focolare domestico è la refrattarietà, ovvero la capacità di resistere e mantenere intatte le proprie caratteristiche in presenza di temperature estremamente elevate.

La ceramica, ad esempio, ben si presta ad assecondare tali esigenze, tanto che spesso viene utilizzata per il rivestimento interno dei focolari.

Riguardo i rivestimenti esterni, vengono prediletti i materiali naturali e metallici.

Nella maggior parte dei casi, ai camini rivestiti di mattoni vengono abbinate travi in legno tenero. In contesti moderni invece si sfrutta la ghisa e l’acciaio.

Ornamenti, dettagli, attrezzi e accessori spesso sono realizzati in rame, bronzo, ferro e acciaio.

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Guida alla scelta degli infissi per la tua casa 

Gli infissi non solo proteggono le abitazioni dal caldo, dal freddo e dalle intemperie, ma garantiscono anche luminosità, resistenza ai rumori, privacy, comfort, efficienza energetica e flessibilità.

La scelta degli infissi va fatta con attenzione e considerando diversi aspetti. Si tratta di componenti architettoniche aventi molteplici funzioni.

I criteri da tenere in considerazione nella scelta degli infissi

Tra i fattori da considerare per la scelta degli infissi c’è il corretto isolamento che consente di:

  • controllare in modo più agevole la temperatura degli ambienti e la protezione termica;
  • risparmiare energia nel riscaldamento d’inverno e nel raffreddamento d’estate;
  • avere maggiore privacy;
  • avere una protezione acustica notevole;
  • avere una protezione da infrazioni e furti.

Nella scelta degli infissi è fondamentale tenere in considerazione alcuni criteri specifici. Scopriamo insieme quali sono i fattori da considerare.

L’isolamento termico

Per capire qual è il livello di isolamento termico necessario per ottenere una casa che offra il massimo del comfort, è fondamentale tenere presenti diversi elementi, quali:

  • la posizione geografica. Una casa a Napoli avrà esigenze di protezione dal caldo e dal freddo diverse rispetto ad una casa sita a Bolzano;
  • la posizione in cui è collocata la casa, ad esempio se si trova in centro città o in aperta campagna;
  • le caratteristiche dell’edificio e il suo livello di efficienza energetica;
  • l’esposizione della casa, se è molto soleggiata ed in che modo è orientata.

Tutti questi elementi variano di casa in casa e fanno sì che esista la soluzione più giusta per ogni edificio.

L’isolamento acustico del vetro

Dipende da diversi fattori, come lo spessore finale dei vetri, la distanza tra i vetri doppi, se la camera vuota è con aria secca o gas, se sono stati applicati ad esso particolari tecnologie isolanti, come le pellicole solari riflettenti oppure lo strato di ossido metallico, ad azione rifrangente per le radiazioni termiche.

Anche in questo caso, le esigenze di chi ha una casa che si affaccia su un luogo molto trafficato sono diverse da quelle di chi, invece, abita in una zona isolata e tranquilla.

Oltre ai criteri sopracitati è fondamentale considerare:

  • tenuta all’aria, all’acqua e al carico del vento;
  • sicurezza;
  • funzionalità

Le caratteristiche dei materiali degli infissi

I materiali più utilizzati per realizzare gli infissi sono il legno, l’alluminio, il PVC, l’acciaio ed altri materiali compositi. Scopriamo le caratteristiche ed i vantaggi di questi materiali.

Infissi in legno 

Il legno è un materiale naturale che, se di qualità, offre ottime proprietà di isolamento termico ed acustico. Si tratta di un materiale facile da rifinire e personalizzare, per infissi di qualsiasi forma e dimensione.

Il legno però, necessita di manutenzione più frequente perché con il tempo rischia di risentire dell’azione aggressiva del sole e delle piogge.

Oggi si utilizza il legno lamellare, formato da più strati che garantiscono indeformabilità ed elasticità nel tempo.

L’isolamento termico che offre il legno è superiore rispetto all’alluminio, ma la manutenzione, seppur sporadica per alcuni modelli trattati con vernici particolari, ne scoraggia l’acquisto.

Infissi in alluminio

Il più grande pregio dell’alluminio è la sua durata nel tempo: resiste molto bene agli attacchi aggressivi degli agenti atmosferici e non richiede molta manutenzione. È un materiale molto leggero e facilmente modellabile, il che lo rende adatto alla realizzazione di infissi di grandi dimensioni.

Ha lo svantaggio di essere più costoso e con una maggiore conduttività termica, per cui oggi si utilizzano allumini a “taglio termico“, ossia con una serie di camere interne e guarnizioni che interrompono la dispersione del calore. I risultati sono paragonabili a quelli del PVC multicamera.

Gli infissi in alluminio hanno un costo maggiore rispetto al PVC o ad altri materiali, ma durano anche di più. Quindi il costo è da proporzionare sempre al periodo di vita del serramento.

Infissi in pvc 

Il PVC ha costi accessibili, un’estetica moderna ed offre ottime prestazioni. Resiste più del legno e meno dell’alluminio.

Nella struttura dell’anta e del telaio vengono inseriti rinforzi in acciaio che ne impediscono le deformazioni dovute agli sbalzi climatici.

Il PVC è ideale nelle località costiere perché è una barriera anti salsedine, soprattutto dove ci sono forti escursioni termiche.

La manutenzione è ridotta al minimo. Gli infissi in PVC hanno una vita media di 30 anni, quelli in alluminio raggiungono il doppio.

Infissi in acciaio 

Per una migliore prestazione si preferisce l’acciaio zincato, tale da proteggerlo alle intemperie e ridurre le manutenzioni, essendo soggetto a corrosione.

Nonostante gli infissi in acciaio abbiano molti pregi, uno dei loro svantaggi è quello di non godere di un buon isolamento termico.

Con il taglio termico, invece, si ovvia a questo inconveniente, facendo diventare il serramento adatto ad ambienti che devono essere efficienti al 100% sia d’estate sia d’inverno.

Infissi in fibra di vetro o termo-fibra

La fibra di vetro è un materiale che nei prossimi 20 anni sostituirà il PVC. Oggi le finestre in PVC hanno il classico rinforzo in acciaio che oltre ad essere pesante, aumenta i ponti termici facendo perdere le naturali proprietà tecniche di isolamento termico del PVC stesso.

La fibra di vetro è del 40% più leggera rispetto ai tradizionali profili in PVC rinforzati in acciaio ed è possibile risparmiare sino al 40% delle perdite di calore, rispetto al PVC standard grazie all’elevato isolamento termico.

Le vetrate in fibra di vetro hanno misure minime di ingombro del telaio garantendo il 25% di luce naturale in più. Presentano un design essenziale, un elevato isolamento termico e sono corredati di documentazione per le detrazioni fiscali.

Infissi: le caratteristiche dei sistemi misti 

I materiali sopracitati possono combinarsi tra loro in sistemi misti, quali:

  • alluminio e legno. I serramenti in alluminio e legno hanno una struttura in alluminio e sono dotati di una copertura in legno sul lato interno, che permette una resa estetica più naturale ottenendo al contempo un miglioramento delle prestazioni di isolamento termico e acustico.
  • Legno ed alluminio. Al contrario, gli infissi in legno e alluminio sono realizzati in legno e dotati di un rivestimento esterno in alluminio. Questo permette di sfruttare le ottime prestazioni del legno, proteggendo al contempo questo materiale con uno strato esterno che resiste meglio alle intemperie. Si tratta di una combinazione che offre ottime prestazioni, ma per la quale i costi potrebbero risultare più alti rispetto a quello dei serramenti realizzati in altri materiali, proprio per via dell’unione di due materie prime in un unico prodotto.
  • Pvc ed alluminio. Il pvc all’interno, che conferisce isolamento termico e acustico e l’alluminio all’esterno, con sola funzione protettiva o estetica, conferisce durabilità nel tempo.
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Guida alla scelta delle porte scorrevoli

Le porte scorrevoli sono un’ottima alternativa alle porte tradizionali a battente.

In particolare, sono perfette in ambienti dalle dimensioni ridotte in cui è necessario risparmiare spazio, come un bagno piccolo, un locale di servizio ma anche una cabina armadio, perché permettono di recuperare lo spazio occupato dall’anta a battente.

La scelta delle porte scorrevoli spesso è dettata dalla scarsità di spazio. Rispetto alla classica porta a battente, le porte scorrevoli presentano infatti un ingombro minore.

Una porta scorrevole viene scelta anche per avere una maggiore fluidità nei percorsi e per la sua valenza estetica.

Tipologie di porte scorrevoli

Esistono porte scorrevoli di ogni tipologia: da quelle più rustiche in legno grezzo a quelle più sofisticate in vetro satinato.

A ciò si aggiungono meccanismi di funzionamento ed accessori come maniglie e binari sempre più ricercati.

A seguire i modelli più diffusi di porte scorrevoli, da quelli ad incasso a quelli con binario a vista. Scegli la tipologia che si adatta meglio agli spazi della tua casa.

Porte scorrevoli da incasso

Sono caratterizzate da un ingombro ridotto al minimo poiché tutto è contenuto nella parete. L’installazione di questa porta richiede però un intervento più massiccio e quindi anche un budget più consistente.

Per il suo scorrimento, infatti, il controtelaio deve essere inserito all’interno del muro e deve avere una dimensione adeguata a contenere l’anta, per cui ci deve essere tutto lo spazio necessario.

Questo intervento, se previsto in fase di costruzione, non comporta particolari difficoltà. Ma se ci sono le condizioni può essere eseguito anche durante lavori di ristrutturazione.

Nel caso di una soluzione a scomparsa, è possibile scegliere anche la tipologia di controtelaio, che cambia in funzione:

  • del tipo di porta: possono essere con stipiti o senza stipiti. Quest’ultime sono quelle non sporgenti, che vengono dette porte ad effetto filo muro;
  • del tipo di apertura: a seconda dell’ambiente, dello spazio a disposizione e dell’effetto che vuoi ottenere.

Ogni porta ha il suo controtelaio adatto e il sistema costruttivo da adeguare.

Porte scorrevoli per grandi aperture

Quando due ambienti sono comunicanti, è piacevole la sensazione di avere un unico grande spazio, ma a volte si ha la necessità di separarli.

Ad esempio, una cucina che si affaccia sulla zona giorno in alcuni momenti vorremmo tenerla chiusa. Come fare? In questi casi si può pensare ad una porta scorrevole di grandi dimensioni, con almeno quattro ante mobili.

Le porte telescopiche consentono di coprire grandi spazi poiché le ante si affiancano al momento dell’apertura. Nel caso siano ad incasso si inseriscono nel muro una accanto all’altra, occupando più spazio in larghezza, ma uguale in profondità rispetto ad una normale porta ad incasso.

Porte scorrevoli con binario a soffitto

Si tratta di una soluzione molto elegante e di minor impatto sull’estetica della porta stessa. Questo aspetto rende questo tipo di porta scorrevole ideale per gli ambienti più minimalisti in cui non sono graditi elementi tecnici a vista. Questa soluzione è più semplice da adottare quando si ha un controsoffitto.

Porte scorrevoli con mantovana

Si tratta di porte scorrevoli esterne in cui il meccanismo che consente lo scorrimento è nascosto da una sorta di cassettone che garantisce una maggiore rifinitura, in modo da inserirsi discretamente anche negli ambienti più raffinati.

La mantovana può essere realizzata nello stesso materiale della porta oppure in un materiale differente, ma che si accorda con quello che costituisce l’anta. Solitamente viene usato l’alluminio che garantisce un effetto neutro.

Porte scorrevoli con binario a vista

Vuoi creare un’immagine che si ispira allo stile industriale? In questo caso non può assolutamente mancare una porta con il meccanismo a vista. A conferire questa sensazione sono soprattutto le porte scorrevoli realizzate con legno grezzo, in acciaio o anche con materiali di riuso e che hanno un binario metallico abbastanza rudimentale, con tutti i meccanismi completamente a vista.

La versione chic è invece quella in acciaio e vetro.

Porte scorrevoli a libro

Queste porte sono caratterizzate da un movimento di scorrimento che avviene contestualmente ad uno spostamento dell’anta. Questo perché il fissaggio sul binario avviene solo in determinati punti.

Le porte in vetro sono molto leggere e si inseriscono bene negli ambienti contemporanei ma anche in contesti più datati.

Questa soluzione è adatta soprattutto per le cabine armadio, ma si può presta bene anche per spazi molto ridotti, quali un bagno molto piccolo in cui non può essere utilizzata la versione ad incasso.

Porta scorrevole a filo muro

Si integra alla perfezione con la parete tanto da essere quasi invisibile. La porta si mimetizza nell’ambiente grazie all’impiego della stessa finitura superficiale della parete.

Ciò è possibile grazie ad una superficie perfettamente liscia e priva di dettagli decorativi che può essere rivestita con qualsiasi materiale in accordo con la superficie muraria.

Porte scorrevoli in vetro

Vuoi realizzare pareti trasparenti a tutta altezza? Le porte scorrevoli dotate di una parte fissa ed ante mobili sono la soluzione ideale. Questo tipo di chiusure possono sostituire completamente una parete, creando una separazione leggera tra due ambienti.

Le ante di vetro possono essere decorate attraverso tecniche come la sabbiatura o la satinatura, oppure rimanere trasparenti dando così un effetto di richiamo industriale.

Porte scorrevoli per pareti curve

Per questo tipo di superfici curve sono state ideate delle porte scorrevoli ad hoc, che sono forse il sistema d’apertura che risolve al meglio questo caso.

Sono disponibili anche nella versione curva e in vari materiali compresi vetro e legno, sia del tipo da incasso che scorrevoli esterne.

Quali vantaggi offrono le porte scorrevoli?

Il primo grande vantaggio offerto dalle porte scorrevoli è la gestione dello spazio. L’assenza della classica anta a battente consente di sfruttare al meglio lo spazio lasciato libero, soprattutto negli ambienti di ridotte dimensioni, sempre più comuni.

Nei piccoli appartamenti cittadini, è aumentato l’utilizzo delle porte scorrevoli sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni. Questo tipo di porte non è utile solo a delimitare le stanze, ma anche per creare collegamenti o delimitazioni provvisorie tra un ambiente e l’altro, senza bisogno di erigere muri.

Una porta scorrevole può infatti dividere in due parti un ambiente grande, per essere occasionalmente spalancata e creare un gradevole open space.

Le porte scorrevoli sono la soluzione ottimale per creare spazi lì dove non ci sono. Con le porte scorrevoli interne diventa facile creare uno spazio apposito, all’interno della propria camera da letto o in un angolo inutilizzato e separarlo con eleganza e ottime finiture.

Interior Design, Stili e tendenze

Guida alla scelta della rubinetteria bagno

Sei alle prese con la ristrutturazione bagno? Dovrai prendere una serie di piccole e grandi decisioni per quanto riguarda finiture e materiali. La rubinetteria bagno, fondamentale per i diversi sanitari, quali lavabo, bidet, doccia, vasca da bagno, deve coniugare funzionalità, praticità e stile.

Le proposte in commercio sono davvero tanto. Per questo motivo abbiamo creato una guida alla scelta della rubinetteria bagno idonea.

Gli aspetti da considerare prima dell’acquisto rubinetti

I rubinetti hanno un ruolo fondamentale per l’estetica del bagno e per la sua praticità.

L’aspetto della rubinetteria rende unico lo stile del bagno. Questa scelta va compiuta tenendo conto dei sanitari e delle finiture presenti (pavimenti e rivestimenti) in modo da creare un insieme esteticamente convincente. Si consiglia di preferire set coordinati di rubinetterie oppure di cercare modelli che si combinano bene.

Esistono rubinetterie dal design più o meno elaborato, con forme squadrate o sinuose, d’ispirazione vintage o contemporanea. Esse si distinguono per finiture e colori.

Fino a qualche hanno fa la rubinetteria cromata era dominante. Oggi invece sono molto comuni rubinetterie con finiture satinate e con varie colorazioni come nero, bianco, ramato o dorato.

Riguardo invece l’aspetto funzionale della rubinetteria, è fondamentale verificare la praticità che la stessa è in grado soddisfare in relazione alle proprie esigenze.

Risulta utile valutare anche l’ingombro dei rubinetti, che deve essere proporzionato all’ambiente e soprattutto confortevole in rapporto ai sanitari.

Al fine di favorire il risparmio idrico ed energetico punta su una rubinetteria che integra particolari accorgimenti. Il rompigetto riduce il consumo di acqua poiché il flusso viene miscelato con aria, mentre il limitatore di portata permette di avere un getto ridotto.

Anche il costo ovviamente è determinante nella scelta della rubinetteria bagno.

Ci sono infatti diverse fasce di prezzo influenzate dal design, dalle tecnologie e dai materiali utilizzati.

Le varie tipologie di rubinetti bagno

La tipologia di rubinetteria bagno che verrà installata influisce sulla realizzazione dell’impianto. Per questo motivo tutto deve essere chiaro prima di iniziare i lavori di nuova realizzazione o ristrutturazione integrale del bagno.

Se invece si tratta solo di una sostituzione del rubinetto bagno, la soluzione più semplice è quella di adattarsi alla predisposizione che si ha già, in modo tale da non dover eseguire ulteriori lavori.

Esistono varie tipologie di rubinetti bagno. Scopriamo insieme quelle più comuni

Rubinetti per sanitari preforati

La tipologia più comune è costituita dai rubinetti da installare direttamente su sanitari adeguatamente predisposti. Quelli che dispongono di tre fori sono adatti per l’installazione di miscelatori bicomando, dotati di due manopole distinte per acqua fredda ed acqua calda.

I sanitari con un solo foro consentono invece di installare miscelatori monocomando, ovvero con una sola manopola che regola temperatura e flusso dell’acqua. I miscelatori monocomando hanno ormai soppiantato i bicomando per la maggiore praticità, ma rimangono una buona scelta per un bagno dallo stile rétro.

Rubinetti da piano

In abbinamento ad un lavabo da appoggio una delle possibili soluzioni è rappresentata dai rubinetti che vengono installati sul piano o sul mobile lavabo. Per questo motivo è necessario praticare un foro in fase di installazione.

Questi rubinetti sono più alti rispetto ai rubinetti standard in modo da rendere l’utilizzo confortevole. Possono avere manopola integrata o separata.

Rubinetti da parete e soffitto

I rubinetti bagno con installazione a muro sono una soluzione contemporanea da utilizzare per il lavabo ma anche per doccia, vasca da bagno e bidet. Si tratta di miscelatori da incasso dal design minimalista che si integrano bene in qualsiasi tipologia di bagno.

L’installazione di questa tipologia di rubinetti non è più complessa rispetto alle altre. Ma essendo incassati all’interno della parete occorre predisporre l’attacco nella posizione corretta in fase di realizzazione dell’impianto.

Per quanto riguarda le docce, questa tipologia di rubinetti si coordina con soffioni a parete o a soffitto.

Rubinetti a cascata

Si distinguono per il loro particolare getto che crea un effetto di forte impatto scenografico.

La differenza rispetto ad altri modelli è la bocca di erogazione che permette all’acqua di scorrere creando, appunto, l’effetto di una cascata.

Possono essere rubinetti da parete, da piano o da installare direttamente sul sanitario.

Il tipo di apertura dei rubinetti bagno

Il modo di azionamento influisce sia sulla comodità sia sulla praticità durante l’uso quotidiano.

I rubinetti possono essere:

  • monocomando, detto anche miscelatore, è la tipologia più diffusa. Mescola acqua calda e acqua ed ha un’unica maniglia, laterale o superiore, per aprire, chiudere e regolare la temperatura e la quantità di acqua erogata. Una cartuccia di ceramica all’interno del rubinetto controlla il flusso e la temperatura dell’acqua, impostati e regolati attraverso la manopola.
  • È il classico rubinetto con due manopole distinte per regolare acqua fredda ed acqua calda. In passato erano i più utilizzati, ma con l’arrivo del miscelatore monocomando sono stati un po’ messi da parte. La scelta di questo rubinetto dipende dal tuo gusto personale e dallo stile del tuo bagno. Grazie a nuove forme e linee più attuali, si adattano bene in bagni eleganti e dal gusto classico o in ambienti moderni.
  • Può essere azionato a pulsante, manopola singola o con sensore e può erogare solo acqua calda, fredda o pre-miscelata. È indicato per lavelli di servizio o nei locali pubblici. Permette di impostare la temperatura dell’acqua ideale e di mantenerla costante anche quando ci sono sbalzi di pressione, evitando così di dovere correggere continuamente la regolazione della temperatura.
  • Con leva clinica. Permette di azionare il miscelatore con il solo gomito. È indicato anche per persone con difficoltà motorie e disabili.
Interior Design, Stili e tendenze

Stile senza tempo, quali colori scegliere per i rivestimenti?

Trovare uno stile senza tempo per la tua casa vuol dire creare un look che resiste alle mode del momento. Questo design non sembra legato a nessun decennio o tendenza in particolare.

Arredare casa con uno stile senza tempo può trasformare un’abitazione rendendola in grado di resistere ai trend attuali.

Quali colori predilige uno stile senza tempo?

I colori sui quali puntare per creare uno stile senza tempo sono il bianco e il nero. In alternativa si possono utilizzare i colori pastello in abbinamento con il legno.

Rivestimenti nelle tonalità del bianco

Il bianco è tra i colori per i rivestimenti che non conosce mode né stagioni. Raffinato, elegante, apparentemente anonimo è capace di dar vita a combinazioni d’arredo sempre nuove ed interessanti. Un evergreen sempre di tendenza che apre il campo a mix e match ultra versatili. Declinato nelle infinite tonalità che dal più freddo bianco gesso si spingono fino al caldo bianco è un colore perfetto, in casa, per sviluppare una “nuova” normalità accogliente e tutt’altro che banale.

Questo colore spesso viene considerato troppo freddo ed algido come unico protagonista, ma il bianco d’arredo più “contemporaneo” permette oggi soluzioni total white molto interessanti, se lo si compone e lo si sviluppa anche su tessuti e materiali diversi.

È un colore perfetto per rinnovare ambienti poco luminosi e/o non particolarmente grandi a cui dona qualità e grande stile.

Per evitare che si verifichi l’effetto “studio medico”, meglio puntare su arredi e complementi bianchi orientandosi su un pavimento nelle tonalità del grigio che sia in netto contrasto. Meglio optare per un abbinamento di bianchi caldi e bianchi freddi in modo tale da evitare combinazioni troppo algide e fredde.

Rivestimenti nelle tonalità del nero

Come il bianco, anche il nero è una delle tonalità senza tempo. Tuttavia, bisogna fare attenzione ad usarlo a piccole dosi.

Che sia opaco o lucido, il nero rende più scura una stanza! Quindi presta molta attenzione a non metterci troppo nero e riserva questa tonalità per le piccole decorazioni.

Relativamente scuro, l’ardesia o grigio cemento è un colore molto bello da integrare all’interno di una stanza. Tuttavia, è preferibile attenersi ad una sezione di parete per stanza in modo da non scurirla, come avviene anche con il nero.

Nel soggiorno o nella camera da letto, ad esempio, puoi optare per una sezione di muro grigio cemento per un rendering che sia allo stesso tempo moderno e di design. Questa tonalità ha la possibilità di mimetizzarsi perfettamente sia in un arredamento scandinavo che in un interno in stile loft industriale.

Colori pastello e legno per i rivestimenti

Se vuoi creare una vera e propria oasi di pace, puoi optare per colori pastello, la cui morbidezza è piuttosto notevole. Essi si sposano perfettamente con tanti altri colori e diversi materiali.

Combina legno chiaro e colori pastello: rosa cipria, verde mare, azzurro cielo o giallo chiaro sono sfumature meravigliose che portano un tocco di allegria al tuo interno.

Se il giallo senape può sembrare a prima vista troppo brillante, ripensaci! Può ravvivare un interno opaco o morbido utilizzando pochi cuscini, un pouf, un grande plaid ed una poltrona.

Un colore semplice, estetico ed efficiente!

Gli elementi che caratterizzano uno stile senza tempo

Classico e senza tempo, il legno è un elemento essenziale per la casa e permette di arredarla con stile.

Se non puoi investire in un parquet, opta per mobili, cornici ed altri complementi in legno per ravvivare lo spazio, in colori naturali come il mogano ed il noce.

Come già anticipato, niente è più intramontabile del classico bianco. Proprio come una tela, i muri restano aperti a nuovi orizzonti ed il total white illumina ed apre anche gli spazi più piccoli.

La poltrona è un complemento d’arredo che non occupa molto spazio. Per questo motivo si inserirà sempre perfettamente in qualsiasi stanza.

Per essere sicuro che il suo appeal non svanirà col passare del tempo, punta su una forma e delle linee armoniche, oltre che dei colori vivaci. Non te ne stuferai mai e la tua poltrona di design ti seguirà in ogni trasloco!

I mobili e le decorazioni che raccontano una storia sono tra le tendenze di arredamento classico più amate. Si tratta di oggetti in grado di donare carattere a qualsiasi spazio, che resistono alla prova del tempo.

Aggiungi pezzi retrò o antichi in ogni stanza della tua dimora donando alla stessa un tocco intramontabile.

Le nuove tendenze per creare uno stile senza tempo

Tra le tendenze arredamento, l’oro ha un fascino vintage che difficilmente stanca col tempo. Più neutro dell’argento, si sposa bene con i complementi in legno ed esalta anche una casa total white. Anche se dovrebbe essere usato con parsimonia, non risulterà mai fuori moda: punta su decorazioni in oro, piuttosto che sui mobili dorati, che si integrano con più facilità a diversi ambienti.

Proprio come nel look, la stratificazione è efficace anche nell’arredo. Il modo migliore per infondere personalità alla tua abitazione è proprio quello di puntare sul layering di colori e materiali nell’interior design.

Scegli lo spettro dei caldi o dei freddi per arredare lo spazio: bianchi, metalli, marmo si sposano alla perfezione, così come marroni, legni e tessili fluffy.

Le possibilità sono infinite, ma soprattutto durature, considerato che puoi sempre variare gli abbinamenti.

I mobili possono diventare datati rapidamente, ma se li scegli in un colore scuro – blu notte, verde foresta, persino nero – invecchieranno meglio di altri. Ed esalteranno sempre per contrasto le decorazioni e le pareti chiare.

Il marmo, così solido ed elegante, fatica a passare di moda. Dona all’ambiente un tocco classico e prezioso. Utilizzalo per il rivestimento del bagno ma anche in altre zone della casa.

Edilizia, Interior Design

Come trasformare il sottotetto in mansarda

Hai un appartamento con un sottotetto? Non sottovalutare questa grande opportunità che ti permette di raddoppiare la superficie della casa o almeno di creare una stanza in più.

Prima di procedere ci sono delle verifiche preliminari da fare. Scopriamo quali sono.

Verifiche di base per ricavare una mansarda da un sottotetto

Per trasformare un sottotetto non abitabile in una mansarda è necessario:

  • verificare se l’altezza media e minima del sottotetto rispettano quelle richieste dalla legge della Regione di appartenenza. Nel caso in cui sono rispettate, è necessario verificare se è consentito fare dei lavori per elevare l’altezza del colmo del tetto. Se il sottotetto non ha l’altezza minima prevista dalla legge ma non è consentito elevare il colmo, in alternativa puoi creare un soppalco in legno. Per fare questo passaggio, bisogna prima di tutto demolire il solaio. Una volta effettuati i lavori di demolizione, sarà possibile creare un soppalco. In questo modo avrai a disposizione uno spazio molto più ampio
  • Controllare il rapporto aero-illuminante richiesto dalla Regione. Si tratta del rapporto tra la superficie del pavimento e quella delle finestre. Questo rapporto è volto a garantire luce e ricambio d’aria sufficienti all’interno dei locali per poter accogliere persone. Il Decreto Ministeriale del 5 luglio 1975 ha stabilito a livello nazionale un Fattore Medio di Luce Diurna non inferiore al 2% ed una superficie apribile non inferiore a 1/8 della superficie calpestabile. Ciascuna Regione ha stabilito dei parametri differenti per il rapporto aero-illuminante nei sottotetti. Per aumentare il rapporto aero-illuminante, devi installare delle finestre sulla parte superiore del tetto inclinata e se possibile anche sulla parte bassa delle mura perimetrali.
  • Modificare la destinazione d’uso: la mansarda può diventare abitabile. Salvo eccezioni previste da leggi locali, questo edificio non può essere trasformata in ufficio o negozio. Regioni come Umbria e Piemonte ammettono anche l’utilizzo ricettivo.
  • Verificare la conformità dell’impianto termico, idrico ed elettrico ed il rispetto della normativa acustica.

Requisiti necessari per trasformare un sottotetto in mansarda

Una volta fatte le precedenti verifiche, puoi iniziare concretamente a progettare la mansarda scegliendo i materiali e le soluzioni che più ti ispirano. Un sottotetto può diventare una stanza aggiuntiva con varie funzioni, quali un ufficio, una camera da letto, una stanza dei giochi, un angolo lettura.

Prima di cominciare, consulta un architetto per verificare se è possibile convertire il sottotetto in una mansarda abitabile verificando i seguenti requisiti:

  • Accesso alla soffitta facilitato. Normalmente si accede ad una soffitta tramite una scala pieghevole o di piccole dimensioni. Sono necessari circa 20 mq per piano per costruire una scala normale in muratura e questo intervento richiede un costo notevole. L’alternativa è una scala sospesa, magari a chiocciola, un po’ più scomoda ma meno ingombrante.
  • Soffitto abbastanza alto. L’altezza del soffitto in un sottotetto è limitata dall’altezza e dalla pendenza della falde. Per rendere la mansarda a basso consumo energetico, deve esserci lo spazio sufficiente per un adeguato isolamento.
  • Abbondante luce naturale. Il modo migliore per fornire luce naturale alla mansarda è quello di installare delle finestre per tetti, in modo tale da avere luce ed aria tutto il giorno. Con finestre inserite a livelli diversi si può migliorare la ventilazione del sottotetto, facendo uscire l’aria interna e facendo entrare aria fresca, grazie all’effetto camino.
  • Pavimento abbastanza robusto. Prima di cominciare i lavori va verificato come è stato fatto il pavimento del sottotetto. In case molto vecchie potrebbe essere in legno e quindi deve essere rinforzato o completamente rifatto. È da considerare anche il fatto che lo stesso potrebbe ridurre l’altezza della mansarda.
  • Riscaldamento della mansarda. Le mansarde tendono ad essere calde in estate e fredde in inverno. Puoi utilizzare un termostato separato da quello del piano inferiore, così da poter impostare la temperatura autonomamente.

 

Cambio destinazione d’uso sottotetto non abitabile in mansarda

La mansarda è un locale ricavato in un sottotetto. Tale locale si ricava tramite disposizioni particolari delle falde del tetto: una pendenza adeguata nella parte più centrale e in altezza (colmo), una pendenza più inclinata, quasi verticale, nella parte più perimetrale (zona di gronda).

Una mansarda può avere finestre verticali o abbaini che permettono il passaggio di un ottima luce.

Per il cambio d’uso da sottotetto a mansarda la prima cosa da verificare è che il sottotetto abbia i requisiti minimi per essere abitabile.

Nel sottotetto ci sono ambienti troppo bassi per essere realmente sfruttati o abitati, soprattutto nei punti in cui il tetto inizia a scendere.

Per trasformare una soffitta in una mansarda bisogna verificare questi 2 punti fondamentali:

  1. Altezza minima tra pavimento piano di calpestio e soffitto deve essere di 2,70 m. Per gli ambienti vivibili come la cucina, il soggiorno, le camere e di 2,40 m. Quindi si può sfruttare il sottotetto basso per locali tecnici, ripostigli e locali di sgombero. Cabine armadio e ripostigli possono avere altezze inferiori. Il bagno nel sottotetto ha altezza minima di 2,40 m. Tutti i bagni sotto a questa altezza non possono essere conformi. Le leggi regionali modificano spesso la normativa nazionale, fissando l’altezza media ponderale. Questa si calcola dividendo il volume della parte di sottotetto la cui altezza superi quella minima, per la superficie relativa.

 

  1. Rapporto aero-illuminante degli ambienti abitabili. Le larghezze delle finestre devono essere proporzionate in modo da non essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. Se non ci sono molte finestre occorre verificare in fase di progettazione e studio della fattibilità la possibilità di aprire dei velux, lucernari, abbaini sul tetto.

 

Qual è la differenza tra mansarda e sottotetto?

A livello catastale non esiste la mansarda ma esistono gli immobili abitabili ( es. con categoria catastale A/2 abitazione di tipo civile) e non abitabili ( es. con categoria catastale C/2: magazzini,locali di deposito come le soffitte etc).

Si definisce mansarda l’appartamento posto all’ultimo piano con il cielo declivante , cioè con due diverse altezze.

Spesso questa tipologia di immobile, anche se completo di bagno e fornito di attacchi di cucina, non possiede i requisiti nè le relative certificazioni di abitabilità ed agibilità.

 

La soffitta è un locale posto all’ultimo piano normalmente di categoria catastale C/2 e quindi non abitabile. La mansarda invece è sempre un locale (unico o diviso) posto all’ultimo piano ma deve avere la cat. Catastale A/2 (quindi abitabile). In mancanza di questo requisito (cat. A/2) viene definita mansarda (piano mansardato) ma tecnicamente e giuridicamente è un sottotetto o soffitta, non abitabile.

Quale autorizzazione occorre per la trasformazione da sottotetto a mansarda abitabile?

Se il sottotetto non è abitabile (cat. C/2) e però potrebbe avere i requisiti per poterlo diventare come abitazione (cat. A/2 appartamento mansarda) occorrerà presentare una pratica edilizia per cambio di destinazione d’uso e pagare i relativi oneri di urbanizzazione primaria, secondaria e costo di costruzione in base al comune competente.

L’autorizzazione da presentare all’ufficio tecnico del comune competente è il Permesso di costruire poiché è un cambio di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante con passaggio tra categorie funzionali su tutto il resto del territorio.

Terminati i lavori di cambio d’uso da sottotetto (cat. C/2) a mansarda abitabile occorrerà eseguire quindi una variazione catastale.

Si tratta di una comunicazione all’Agenzia delle Entrate Ufficio Catasto delle variazioni avvenute nello stato di un immobile.

I dati catastali (planimetria, identificativi, titolare del bene, toponomastica, etc.) vanno modificati tramite la procedura DOCFA che va presentata online dal tecnico incaricato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Interior Design

Specchi retroilluminati: caratteristiche e vantaggi

Gli specchi retroilluminati hanno nella propria struttura una luce a led che diffonde un’illuminazione omogenea e ben uniforme perché arriva direttamente da dietro lo specchio.

La luce a led non si vede perché è racchiusa nella struttura ed è possibile accenderla e spegnerla secondo le proprie necessità.

Specchi retroilluminati: quali vantaggi offrono?

In alcune situazioni, gli specchi retroilluminati per il bagno si rivelano particolarmente utili e funzionali. Si tratta infatti non soltanto di un oggetto di arredamento ma di un elemento funzionale che può migliorare comfort e relax nel bagno.

Optare per uno specchio con retroilluminazione offre i seguenti vantaggi:

  • dona un aspetto nuovo al tuo bagno
  • la stanza si vestirà di una luce moderna
  • la retroilluminazione aiuta a creare l’atmosfera insieme alla luce principale
  • la stanza avrà più ampiezza ed acquisterà una nuova prospettiva.
  • dona un tocco di eleganza e raffinatezza in più, contribuendo a creare un’atmosfera intima e confortevole
  • la retroilluminazione, consente la perfetta diffusione della luce, donando un’immagine riflessa nitida ed uniforme, ideale per la cura del viso.

Questa tipologia di specchio non offre vantaggi soltanto estetici. Grazie alle nuove tecnologie, la retroilluminazione è a basso impatto ecologico, con consumi minimi. I moderni specchi retroilluminati non emanano calore. Quindi non vi sono problemi dovuti a surriscaldamento od affini; questa caratteristica rende lo specchio sicuro per l’ambiente circostante, anche se lasciato acceso per parecchie ore.

Lo specchio con retro-illuminazione può essere usato come ‘luce da notte’. Potrai avere una luce soffusa e tenue, non fastidiosa ma visibile, la quale, grazie alle qualità ad alto risparmio energetico, permetterà di mantenere bassi i costi della bolletta.

Hai la possibilità di associare allo specchio retro-illuminato, uno specchio ingranditore, che grazie al design leggero si adatterà perfettamente a quest’ultimo senza la necessità di luci aggiuntive. Potrai sfruttare al meglio l’illuminazione, esaminando alla perfezione ogni millimetro del viso, senza luci abbaglianti o immagini distorte dalla cattiva illuminazione.

Questa specchio è di facile manutenzione: puoi sostituire i led nascosti dietro la cornice dello specchio con tanta semplicità. Ti basterà trovare i led indicati, staccare il contatore per poi riposizionare i nuovi led in totale sicurezza.

Specchi retroilluminati e specchi tradizionali: quali sono le differenze?

Ciò che distingue gli specchi retroilluminati da tutti gli altri specchi da bagno è, ovviamente, il fatto che abbiano l’illuminazione integrata al loro interno e quindi non necessitano di essere illuminati da una luce esterna.

A livello estetico, quando la luce è spenta lo specchio non si differenzia da un modello tradizionale. Anche dal punto di vista degli stili, delle forme e delle dimensioni, è possibile scegliere la soluzione più adatta al proprio bagno perché ne esistono tantissime varianti.

Chi sceglie uno specchio retroilluminato per il bagno lo fa essenzialmente per il vantaggio di avere la luce integrata.

Le varie tipologie di specchi retroilluminati bagno

Esistono diverse tipologie di specchi retroilluminati che possono essere adatti al tuo bagno. Scopriamo quelli più moderni ed innovativi.

Specchi retroilluminati con speaker Bluetooth

Si tratta di oggetti altamente tecnologici, dotati di un altoparlante integrato che, una volta collegato allo smartphone, permette sia di ascoltare la musica che di ricevere chiamate in vivavoce. Il connubio perfetto tra tecnologia ed estetica. Possono essere collegati allo smartphone e riprodurre la tua musica preferita quando vuoi rilassarti sotto la doccia oppure darti la carica la mattina per cominciare la giornata.

Specchi retroilluminati con touch

Attraverso un sensore touch collocato sulla superficie dello specchio è possibile spegnere ed accendere la luce in modo semplice ed immediato. Il perfetto mix tra avanguardia tecnologica ed estetica di design, contemporanea ed essenziale. Se ami circondarti di oggetti belli, funzionali ed estremamente pratici, gli specchi retroilluminati con comandi touch, sono la soluzione ideale per il bagno. Sono particolarmente adatti ad un bagno moderno. Rappresentano l’incontro tra design e praticità per la vita di tutti i giorni.

Specchi retroilluminati colorati

Anche se si è soliti pensare ad uno specchio semplicemente come ad una lastra riflettente, in realtà è possibile scegliere tra diversi colori, in modo tale da integrare meglio lo specchio nell’ambiente circostante.

Specchi retroilluminati effetto satinato

Grazie alla lavorazione della sabbiatura, è possibile ottenere un effetto particolarmente affascinante. La sabbiatura è una particolare tecnica che consente di ottenere diversi livelli di trasparenza e di dare luogo a diversi effetti di rifrazione della luce. Viene realizzata nella parte posteriore dello specchio e l’effetto visivo che appare nella parte davanti è satinato, come se ci fosse una parte grigia da cui filtra la luce. Si tratta di un effetto visivo davvero particolare, che impreziosisce il bagno.

Come arredare il bagno con specchi retroilluminati 

Se scegli questa tipologia di specchio per il tuo bagno, è necessario richiedere l’installazione da parte di un elettricista. Non è sufficiente semplicemente appendere lo specchio sopra il lavandino!

All’apparenza, si tratta di un normalissimo specchio per il bagno perché la striscia a led è integrata nel telaio e non si vede.

I vantaggi di scegliere uno specchio led per il bagno sono diversi. Innanzitutto, è il modo migliore per illuminare in modo omogeneo il bagno e per vedere i propri dettagli riflessi nello specchio. L’illuminazione avrà la stessa intensità nei vari punti del viso illuminati.

La scelta della tecnologia led come illuminazione per il bagno presenta altri vantaggi in termini di efficienza rispetto alle lampadine tradizionali. Parliamo di:

  • Alta resa luminosa
  • Lunga durata, fino a 50mila ore di luce
  • Nessun surriscaldamento
  • Consumo inferiore in termini di energia e quindi risparmio economico.

Ciò significa che, una volta installato lo specchio retroilluminato a led, puoi godertelo per anni senza bisogno di alcun tipo di manutenzione e con un minimo dispendio energetico!